L'atlante delle denominazioni di origine di Quattrocalici

Colli del Limbara IGT

colli del limbara igt cartina

La Denominazione Colli del Limbara IGT

La Colli del Limbara IGT o Colli del Limbara IGP è una denominazione della Sardegna nord-orientale, legata in larga parte alla regione granitica della Gallura e al sistema paesaggistico che gravita attorno al massiccio del Limbara. La zona di produzione comprende i comuni di Aggius, Aglientu, Arzachena, Badesi, Berchidda, Bortigiadas, Calangianus, Golfo Aranci, Loiri Porto San Paolo, Luogosanto, Luras, Monti, Olbia, Oschiri, Padru, Palau, Sant’Antonio di Gallura, Santa Teresa di Gallura, Telti, Tempio Pausania, Trinità d’Agultu, Budoni e San Teodoro nella ex provincia di Olbia-Tempio, oltre al comune di Viddalba in provincia di Sassari. Il territorio viticolo si sviluppa dal livello del mare fino alle pendici del Monte Limbara, intorno ai 500 metri di quota, lungo versanti dolci, fianchi vallivi, aree interne più fresche e zone prossime alla costa, dove l’influenza marina attenua gli eccessi termici e contribuisce alla ventilazione dei vigneti. Il disciplinare descrive la zona come parte dell’ossatura granitica della Gallura, formata da rocce granitoidi paleozoiche emerse in seguito all’erosione dei rilievi; il paesaggio è segnato da alture arrotondate, rocce levigate dal vento e dall’acqua, tafoni, affioramenti granitici, sedimenti alluvionali ghiaioso-sabbiosi nelle fratture principali, conche con materiali più fini e aree costiere dove compaiono anche campi dunali, come a Badesi. I suoli vitati sono in prevalenza poco o mediamente evoluti, da poco a mediamente profondi, ricchi di scheletro, permeabili, facilmente erodibili, con tessitura sabbioso-franca, reazione da subacida ad acida, carenza di carbonati, contenuto di sostanza organica da scarso a medio e bassa capacità di scambio cationico; dove i suoli sono più evoluti e profondi, l’orizzonte argilloso consente un migliore equilibrio idrico e nutrizionale. Il clima è in gran parte temperato caldo, con inverni relativamente miti soprattutto nelle aree costiere, estate stabile e quasi priva di piogge, precipitazioni concentrate tra autunno, inverno e primavera e generalmente inferiori a 700 mm annui; la forte ventosità è un elemento distintivo dell’areale, mentre intorno al Limbara e nell’area collinare di Tempio Pausania compaiono condizioni più umide o subumide, legate all’altitudine.

La storia della vite nei territori galluresi è molto antica e il disciplinare la collega ai processi di domesticazione e trasformazione della Vitis vinifera silvestris già dalla prima Età del Ferro; presso il nuraghe Li Prisciona, nell’agro di Arzachena, sono stati rinvenuti contenitori da vino come brocche askoidi e piccoli askos, mentre ulteriori testimonianze puniche e romane provengono da Olbia, sia dalla necropoli sia dalla fattoria romana di S’Imbalconadu, dove sono documentati ambienti e attrezzature per la trasformazione dell’uva. In età romana furono introdotte nuove varietà, tra cui Moscato e Nasco, e la diffusione della viticoltura è testimoniata anche da toponimi come Vignola e da termini dialettali di derivazione latina; nel periodo giudicale e monastico la coltivazione della vite venne protetta e organizzata, mentre con la dominazione spagnola arrivarono o si diffusero vitigni importanti come Cannonau, Bovali e Girò. Alla fine del Settecento giunse attraverso la Corsica il Vermentino, destinato a diventare uno dei riferimenti identitari della Gallura, pur essendo escluso, come altri vitigni sardi di forte riconoscibilità denominativa, dalla specificazione varietale nella Colli del Limbara IGT.

La denominazione comprende vini bianchi, anche nella tipologia frizzante, vini rossi, anche nelle tipologie frizzante e novello, e vini rosati, anche nella tipologia frizzante; i vini devono essere ottenuti da uno o più vitigni idonei alla coltivazione nella regione Sardegna, a bacca di colore corrispondente. Le versioni con indicazione di vitigno richiedono almeno l’85% della varietà dichiarata, con possibile concorso fino al 15% di altri vitigni idonei a bacca di colore analogo e non aromatici, ma il disciplinare esclude dall’uso come specificazione varietale Cannonau, Carignano, Girò, Malvasia, Monica, Moscato, Nasco, Nuragus, Semidano, Vermentino e Vernaccia.

I vini bianchi possono presentare colore dal bianco carta al giallo ambrato, profilo olfattivo caratteristico e sapore dal secco al dolce, con titolo alcolometrico minimo del 10% vol; nella versione bianco frizzante mostrano spuma fine ed evanescente, colore dal bianco carta al giallo, gusto frizzante e titolo minimo del 10,5% vol. I vini rossi variano dal rosso rubino tenue al rubino carico, con possibile tendenza al granato con la maturazione, odore caratteristico, sapore dal secco al dolce e titolo minimo dell’11% vol; la versione rosso frizzante è più immediata e vivace, mentre il novello presenta colore rosso con riflessi violacei o rubino, profilo giovane e sapore dal secco all’abboccato. I vini rosati si collocano tra il rosa e il cerasuolo, con odore caratteristico, gusto dal secco al dolce e titolo minimo del 10,5% vol, anche nella versione rosato frizzante. La Colli del Limbara IGT rappresenta quindi una denominazione di forte identità gallurese, distinta ma geograficamente prossima alla grande tradizione del Vermentino di Gallura, nella quale suoli granitici, macchia mediterranea, ventosità, influsso marino, altitudine variabile e lunga storia vitivinicola concorrono a definire vini di impostazione territoriale, spesso segnati da freschezza, sapidità, essenzialità aromatica e aderenza al paesaggio della Gallura interna e costiera.

La Colli del Limbara IGT nei dettagli

Colli del Limbara IGT

Creata nel1995
Prima approvazioneApprovata con D.M. 12.10.1995, G.U. 259 del 6.11.1995
Ultimi aggiornamentiultima modifica il D.M. 07.03.2014
RegioneSardegna
ProvinceSassari, Olbia-Tempio
Tipo di denominazioneIGT
Zona di produzioneVari comuni in provincia di Olbia-Tempio e il comune di Viddalba in provincia di Sassari.
MerceologiaVino

Il Disciplinare della Colli del Limbara IGT

Il link rimanda alla pagina del disciplinare della denominazione Colli del Limbara IGT, con il pdf della versione aggiornata del disciplinare.

I Vitigni della Colli del Limbara IGT

Nella tabella riportiamo i vitigni che rientrano nella composizione ampelografica delle tipologie di vino della denominazione Colli del Limbara IGT. I link rimandano alle pagine dedicate alle singole varità della Guida ai Vitigni d’Italia di Quattrocalici.
VitignoColore bacca

Le Tipologie Vini della Colli del Limbara IGT

I disciplinari delle denominazioni di origine dei vini prevedono una o più “Tipologie di vino” coperte nell’ambito della stessa denominazione. La tabella riporta tutte le tipologie previste dalla denominazione Colli del Limbara IGT, ottenute vinificando le uve dei vitigni autorizzati nell’ambito della stessa denominazione. I link rimandano alle pagine dedicate alle singole tipologie di vino, nelle quali si possono trovare tutti i dettagli relativi ai procedimenti di vinificazione e alle caratteristiche organolettiche dei vini.

La Guida Vini di Quattrocalici

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