Il Colli di Conegliano Torchiato di Fregona DOCG è una delle espressioni più rare e tradizionali della denominazione Colli di Conegliano. Si tratta di un vino passito bianco prodotto in una piccola area collinare della provincia di Treviso, compresa tra Fregona, Sarmede e Cappella Maggiore, ai piedi dell’Altopiano del Cansiglio.
La sua particolarità deriva da un uvaggio storico basato su Glera, Verdiso e Boschera, da un lunghissimo appassimento delle uve e da una resa in vino estremamente bassa. È un vino di forte concentrazione, capace di combinare dolcezza, acidità e notevole longevità.
La tradizione dei vini passiti nell’area di Fregona è documentata da secoli. Le colline ai piedi del Cansiglio hanno favorito nel tempo la coltivazione di varietà locali particolarmente adatte all’appassimento, tra cui soprattutto Boschera e Verdiso.
Le fonti storiche ricordano già nei secoli passati la produzione di vini ottenuti da uve conservate a lungo dopo la raccolta. Nel corso del Novecento questa tradizione venne progressivamente codificata: nel 1952 si affermò il nome Torchiato di Fregona e nel 1977 venne definito più precisamente l’uvaggio tradizionale.
Il vino entrò successivamente nella denominazione Colli di Conegliano e, con il riconoscimento della DOCG nel 2011, il Torchiato di Fregona fu confermato come tipologia specifica con una propria zona di produzione delimitata.
La zona di produzione comprende in tutto o in parte i comuni di:
Fregona; Sarmede; Cappella Maggiore.
La delimitazione interessa soprattutto la fascia collinare posta ai piedi del Cansiglio, fino a circa 500 metri di altitudine.
Il paesaggio è caratterizzato da versanti collinari, boschi, piccoli appezzamenti vitati e una forte presenza di aree naturali. La vicinanza del Cansiglio influenza sensibilmente il microclima, favorendo ventilazione, escursioni termiche e condizioni adatte al lento appassimento delle uve.
I terreni sono generalmente di origine sedimentaria, con presenza di marne, arenarie, argille e componenti calcaree, spesso ben drenati e relativamente poveri.
La viticoltura è limitata ai terreni collinari favorevolmente esposti; sono escluse le aree pianeggianti o poco adatte a una maturazione completa delle uve.
Il Colli di Conegliano Torchiato di Fregona DOCG deve essere ottenuto da:
Glera minimo 30%;
Boschera minimo 25%;
Verdiso minimo 20%.
Possono concorrere fino a un massimo complessivo del 15% altri vitigni a bacca bianca non aromatici idonei alla coltivazione nella provincia di Treviso.
La Boschera rappresenta il vitigno più caratteristico del Torchiato. È una varietà locale dotata di buccia resistente, acidità elevata e buona predisposizione all’appassimento.
Il Verdiso contribuisce con freschezza e acidità, mentre la Glera apporta componente floreale e fruttata.
La resa massima è fissata in 10 tonnellate di uva per ettaro.
Per i nuovi impianti è prevista una densità minima di 2.500 ceppi per ettaro. Le forme di allevamento devono essere a controspalliera; sono vietate le forme espanse tradizionalmente denominate “a raggi”.
L’elemento fondamentale della produzione è il lunghissimo appassimento delle uve.
Dopo la vendemmia i grappoli vengono selezionati e conservati in locali idonei, tradizionalmente appesi oppure disposti su graticci o supporti che favoriscano la ventilazione.
L’appassimento deve durare almeno 150 giorni dalla vendemmia.
Le uve non possono essere pigiate prima del 1° febbraio dell’anno successivo alla raccolta, salvo eventuali anticipazioni autorizzate dalla Regione Veneto.
Prima della vinificazione, le uve appassite devono raggiungere almeno 18% vol. di titolo alcolometrico potenziale.
Il processo può essere assistito con sistemi di controllo ambientale, purché le temperature rimangano analoghe a quelle riscontrabili nell’appassimento tradizionale.
L’estrema durata del periodo di riposo determina una forte perdita d’acqua e una notevole concentrazione di zuccheri, acidità, aromi ed estratto.
Dopo l’appassimento le uve vengono pigiate e pressate.
La resa è eccezionalmente bassa: la quantità massima di vino ottenibile dalle uve appassite è soltanto il 25%.
In pratica, da 100 kg di uva fresca destinata al Torchiato si possono ottenere al massimo circa 25 litri di vino certificabile, uno dei valori più bassi previsti dai disciplinari italiani.
Questa resa ridottissima rappresenta uno degli elementi che spiegano la rarità e il costo di produzione del Torchiato di Fregona.
La fermentazione può essere molto lenta, a causa dell’elevata concentrazione zuccherina dei mosti, e può protrarsi per diversi mesi. Per la campagna 2025/2026 il Ministero ha infatti autorizzato specificamente per il Colli di Conegliano Torchiato di Fregona fermentazioni e rifermentazioni fino al 31 agosto 2026, riconoscendo la particolarità del suo processo produttivo.
Il Torchiato di Fregona DOCG deve essere sottoposto ad almeno 24 mesi complessivi di affinamento, calcolati dal 1° novembre dell’anno della vendemmia.
All’interno di questo periodo sono obbligatori almeno 5 mesi in bottiglia.
Il disciplinare non impone invece un periodo minimo obbligatorio in legno.
Nella pratica produttiva alcuni produttori scelgono affinamenti molto più lunghi, anche in piccoli recipienti lignei, allo scopo di aumentare complessità e capacità evolutiva.
La sottozona contempla una sola tipologia:
Colli di Conegliano Torchiato di Fregona DOCG.
È sempre un vino bianco da uve appassite.
Il disciplinare consente un gusto da secco a dolce, anche se nella pratica prevalgono nettamente le interpretazioni dolci o amabili, coerenti con l’elevata concentrazione zuccherina delle uve.
All’immissione al consumo il vino deve presentare almeno:
18% vol. di titolo alcolometrico totale;
di cui almeno 14% vol. svolti;
5 g/l di acidità totale;
25 g/l di estratto non riduttore.
Il Colli di Conegliano Torchiato di Fregona DOCG presenta un colore giallo dorato intenso, che con l’evoluzione può assumere tonalità ambrate.
Il profumo è intenso e complesso, con note di albicocca disidratata, uva passa, fico, miele, agrumi canditi, frutta secca e spezie. Con l’invecchiamento possono emergere sentori di caramello, mandorla, vaniglia e cera d’api.
Al palato è di corpo e persistente, con un equilibrio particolarmente importante tra concentrazione zuccherina e acidità.
La Boschera e il Verdiso contribuiscono infatti a mantenere una freschezza capace di evitare una sensazione eccessivamente stucchevole, anche nelle versioni più dolci.
La struttura e l’elevata acidità permettono al vino di evolvere per molti anni, sviluppando progressivamente profumi più complessi di frutta secca, miele, spezie e note ossidative nobili.
Colli di Conegliano DOCG sottozona Torchiato di Fregona
| Creata nel | 2011 |
| Prima approvazione | Approvata con D.M. 14.09.2011, G.U. 231 del 04.10.2011 |
| Ultimi aggiornamenti | Ultime modifiche introdotte dal D.M. 07.03.2014 |
| Regione | Veneto |
| Province | Treviso |
| Tipo di denominazione | Sottozona DOCG |
| Merceologia | Vino |
| Denominazione madre | Colli di Conegliano DOCG |
| Vitigno | Colore bacca | |
|---|---|---|
| Glera | ![]() | Bacca bianca |
| Verdiso | ![]() | Bacca bianca |
| Boschera | ![]() | Bacca bianca |
| Nome | Regione | La Guida Vini di Quattrocalici | Tipo |
|---|---|---|---|
| Colli di Conegliano Torchiato di Fregona DOCG | Veneto | Prosecco | passito |
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