Il Barbaresco DOCG rappresenta una delle piรน nobili espressioni del Nebbiolo e costituisce, insieme al Barolo DOCG, il vertice qualitativo della produzione vitivinicola piemontese. Pur condividendo il medesimo vitigno e una comune origine storica, il Barbaresco ha sviluppato una propria identitร , caratterizzata da maggiore eleganza, finezza aromatica e una piรน precoce accessibilitร rispetto al Barolo.
La viticoltura nelle colline del Barbaresco ha origini antichissime. Giร in epoca romana la valle del fiume Tanaro era coltivata a vite, mentre documenti medievali attestano la presenza del Nebbiolo nel territorio delle Langhe giร dal XIII secolo.
Per molti secoli il Nebbiolo prodotto nelle colline di Barbaresco, Neive e Treiso venne commercializzato insieme a quello delle aree circostanti, senza particolari distinzioni territoriali. Fu soltanto nella seconda metร dell’Ottocento che iniziarono ad affermarsi le peculiaritร dei diversi comprensori.
Una tappa fondamentale nella storia della denominazione fu la fondazione, nel 1894, della Cantina Sociale di Barbaresco, nata grazie all’iniziativa di Domizio Cavazza, direttore della Regia Scuola Enologica di Alba. Cavazza intuรฌ il grande potenziale del territorio e contribuรฌ a definire un’identitร autonoma per il vino di Barbaresco, separandolo definitivamente da quello di Barolo.
Nel corso del Novecento il prestigio della denominazione continuรฒ a crescere grazie al lavoro di numerosi produttori, fino al riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata (DOC) nel 1966 e della Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG) nel 1980, nello stesso anno del Barolo.
L’area del Barbaresco DOCG รจ una delle piรน piccole tra le grandi denominazioni italiane e comprende esclusivamente quattro comuni situati nella parte nord-orientale delle Langhe, in provincia di Cuneo: Barbaresco, Neive, Treiso e una limitata porzione del comune di Alba, nella frazione di San Rocco Seno d’Elvio.
I vigneti occupano prevalentemente pendii collinari compresi tra i 200 e i 450 metri di altitudine, con esposizioni rivolte principalmente verso sud, sud-est e sud-ovest.
Dal punto di vista geologico predominano le Marne di Sant’Agata Fossili, formazioni sedimentarie costituite da marne calcaree e argillose ricche di fossili marini. Questi terreni conferiscono ai vini eleganza, finezza aromatica e una tessitura tannica generalmente piรน raffinata rispetto ad altre aree del Nebbiolo.
Il clima รจ continentale, con inverni freddi, estati calde ma ventilate e significative escursioni termiche durante il periodo di maturazione. Il fiume Tanaro contribuisce inoltre a mitigare le temperature e favorisce la formazione delle caratteristiche nebbie autunnali da cui il Nebbiolo trae probabilmente il proprio nome.
Il disciplinare stabilisce che il Barbaresco DOCG sia ottenuto esclusivamente da uve del vitigno Nebbiolo.
I vigneti devono essere collocati nelle aree collinari piรน vocate e caratterizzati da esposizioni favorevoli. Sono esclusi i terreni di fondovalle, quelli eccessivamente umidi o insufficientemente soleggiati.
Le forme di allevamento piรน diffuse sono il Guyot e, in misura minore, il cordone speronato, sistemi che consentono un attento controllo della produzione e una maturazione ottimale dei grappoli.
Le rese per ettaro sono rigorosamente disciplinate per garantire elevati standard qualitativi e favorire la concentrazione aromatica delle uve.
La vendemmia si svolge generalmente tra la fine di settembre e la prima metร di ottobre, periodo in cui il Nebbiolo completa la propria maturazione fenolica.
La vinificazione del Barbaresco DOCG รจ orientata a valorizzare la naturale eleganza del Nebbiolo.
Dopo la raccolta, le uve vengono diraspate e sottoposte a fermentazione con macerazione sulle bucce, la cui durata varia secondo lo stile produttivo adottato dall’azienda.
Terminata la fermentazione alcolica, il vino svolge normalmente la fermentazione malolattica, quindi viene trasferito nei recipienti destinati all’affinamento.
Il disciplinare impone un periodo minimo di 26 mesi a decorrere dal 1ยฐ novembre dell’anno della vendemmia, dei quali almeno 9 mesi in legno.
Per la tipologia Riserva, il periodo minimo di affinamento sale a 50 mesi, consentendo una piรน completa evoluzione aromatica e tannica.
Le aziende possono scegliere tra grandi botti tradizionali di rovere, tonneaux o barrique, adottando filosofie produttive differenti ma accomunate dalla ricerca dell’equilibrio e dell’espressione territoriale.
Uno degli elementi che rendono il Barbaresco DOCG particolarmente interessante รจ la presenza delle Menzioni Geografiche Aggiuntive (MGA), ufficialmente riconosciute nel disciplinare come delimitazioni geografiche corrispondenti ai singoli cru storici della denominazione.
Le MGA identificano aree viticole con caratteristiche geologiche, pedologiche e microclimatiche specifiche, permettendo di valorizzare le diverse espressioni del Nebbiolo all’interno del territorio del Barbaresco.
Tra le piรน celebri figurano Asili, Rabajร , Martinenga, Montefico, Pajรฉ, Secondine, Ovello, Montestefano, Gallina, Albesani, Santo Stefano, Basarin, Fausoni, Valeirano, Pora, Moccagatta, Roncagliette, Cole e Rio Sordo.
Le MGA del comune di Barbaresco sono generalmente associate a vini di grande eleganza, profonditร e longevitร . Quelle di Neive tendono a produrre vini piรน strutturati e ricchi, mentre le colline di Treiso, poste a quote mediamente superiori, danno origine a Barbaresco caratterizzati da maggiore freschezza, tensione e finezza aromatica.
L’indicazione della Menzione Geografica Aggiuntiva in etichetta consente al consumatore di identificare con maggiore precisione l’origine del vino e rappresenta oggi uno degli strumenti piรน efficaci per comprendere la straordinaria diversitร dei terroir delle Langhe.
La lista delle menzioni geografiche aggiuntive per il Barbaresco DOCG รจ la seguente:
Nel Comune di BARBARESCO:
Asili, Caโ Grossa, Cars, Cavanna, Cole, Cortini, Faset, Martinenga, Montaribaldi, Montefico, Montestefano, Muncagota, Niccolini, Ovello, Pajรจ, Pora, Rabajร , Rabajร -bas, Rio Sordo, Roccalini, Roncaglie, Roncagliette, Ronchi, Secondine, Tre Stelle, Trifolera, Vicenziana, Comune di NEIVE, Albesani, Balluri, Basarin, Bordini, Bric Micca, Bricco di Neive, Canova, Casasse, Cottร , Currร , Fausoni, Gaia-Principe, Gallina, Marcorino, Rivetti, San Cristoforo, San Giuliano, Serraboella, Serracapelli, Serragrilli, Starderi;
Nel Comune di TREISO:
Ausario, Bernardot, Bricco di Treiso, Bungioan, Canta, Casot, Castellizzano, Ferrere, Garassino, Giacone, Giacosa, Manzola, Marcarini, Meruzzano, Montersino, Nervo, Pajorรจ, Rizzi, Rombone, San Stunet, SantโAlessandro, Valeirano, Vallegrande;
Nel Comune di ALBA:
Meruzzano, Montersino, Rizzi, Rocche Massalupo.
Le suddette menzioni geografiche aggiuntive possono essere accompagnate dalla menzione ยซvignaยป seguita dal relativo toponimo.
ร la tipologia principale della denominazione. Deve rispettare il periodo minimo di affinamento previsto dal disciplinare ed esprime il carattere piรน autentico del Nebbiolo coltivato nel territorio del Barbaresco.
La versione Riserva richiede un periodo di invecchiamento significativamente piรน lungo e rappresenta l’espressione piรน complessa e longeva della denominazione.
Entrambe le tipologie possono riportare in etichetta il nome della relativa Menzione Geografica Aggiuntiva, quando le uve provengono interamente da uno dei cru ufficialmente riconosciuti.
Alla vista presenta un colore rosso granato, brillante e trasparente, che tende ad assumere sfumature aranciate con l’evoluzione.
Il bouquet รจ ampio ed elegante, con profumi di rosa appassita, viola, ciliegia, lampone, marasca, melograno, accompagnati da note di liquirizia, tabacco, spezie dolci, sottobosco, tartufo, cuoio e leggere sfumature balsamiche.
Al palato รจ secco, caldo, armonico e di grande equilibrio. I tannini, pur importanti, risultano generalmente piรน setosi rispetto al Barolo, mentre la vivace aciditร sostiene un finale lungo, elegante e persistente.
La Riserva sviluppa un profilo ancora piรน complesso, con aromi di confettura di piccoli frutti, tabacco da sigaro, cacao, grafite, cuoio, spezie orientali, funghi secchi e tartufo bianco.
In bocca si distingue per profonditร , raffinatezza e straordinaria persistenza. L’affinamento prolungato rende i tannini piรน morbidi e perfettamente integrati, pur mantenendo la tipica capacitร evolutiva del Nebbiolo.
Grazie alla combinazione tra Nebbiolo, Marne di Sant’Agata, microclima delle Langhe e patrimonio delle Menzioni Geografiche Aggiuntive, il Barbaresco DOCG rappresenta una delle piรน raffinate espressioni del vino italiano e uno dei grandi rossi da invecchiamento del panorama enologico mondiale.
Barbaresco DOCG
| Creata nel | 1980 |
| Prima approvazione | Approvata DOC con D.P.R. 23.04.1966, G.U.145 del 14.06.1966 |
| Approvata come DOCG | Approvata DOCG con D.P.R. 03.10.1980, G.U. 242 del 03.09.1981 |
| Ultimi aggiornamenti | Ultime modifiche introdotte dal D.M. 17.04.2015 – G.U. n. 97 del 28.04.2015 |
| Regione | Piemonte |
| Province | Cuneo |
| Tipo di denominazione | DOCG |
| Comuni della zona | Barbaresco, Neive, Treiso |
| Merceologia | Vino |
| Vitigno | Colore bacca | |
|---|---|---|
| Nebbiolo | ![]() | Bacca nera |
| Nome | Regione | La Guida Vini di Quattrocalici | Tipo |
|---|---|---|---|
| Barbaresco DOCG | Piemonte | Barbaresco | Vino fermo |
| Barbaresco riserva DOCG | Piemonte | Barbaresco | Vino fermo |
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