Il Sagrantino è un antico vitigno a bacca nera autoctono dell’Umbria, con centro storico nella provincia di Perugia e in particolare nel territorio di Montefalco. Le prime testimonianze scritte risalgono al Medioevo, quando il vitigno era impiegato per la produzione di vini dolci destinati ai riti religiosi (“vino sacro”, da cui il possibile etimo). Il vitigno Sagrantino è coltivato nella zona di Montefalco, in Umbria, sin dal medioevo. Le prime testimonianze datano all’anno 1100, e vi sono due diverse teorie sulla sua origine. La prima sostiene una sua provenienza dall’Asia minore, da dove è giunto in Umbria al seguito di frati francescani. La seconda lo ritiene di origine greca, e ad importarlo sarebbero stati dei monaci bizantini. In ogni caso, la storia del Sagrantino è legata all’importanza delle comunità religiose in Umbria e sembra che anche il nome “Sagrantino” si riferisca al suo uso sacro durante le funzioni religiose, oppure al termine “sagrestia” per indicare i locali per il clero annessi alle chiese cattoliche.
E’ negli anni 90 che ha inizio il fenomeno del Sagrantino, la cui crescente notorietà gli fa abbandonare le vesti di vino rustico per fargli ricoprire il ruolo del grande vino rosso. La grande struttura del vino e le intense note fruttate gli aprono i mercati internazionali dove vi è una grande richiesta di vini intensi all’olfatto e muscolosi di corpo. Oggi i produttori stanno ritornando ad uno stile meno esasperato più austero e aderente alle caratteristiche del vitigno. Montefalco non è l’unico comune dell’Umbria in cui si coltiva il Sagrantino, che è prodotto anche a Bevagna, Gualdo Cattaneo, Giano dell’Umbria e Castel Ritaldi. In tutto sono circa 1000 ettari, molto pochi per un vino di questa notorietà, che fanno del Sagrantino un vino estremamente legato al suo territorio. Il Sagrantino in quanto vino si apre oggi ad una moltitudine di interpretazione, con una qualità media comunque elevata. Il vino che si ottiene dal vitigno Sagrantino è famoso per la sua grande intensità, concentrazione e capacità di invecchiamento grazie all’elevato contenuto polifenolico. Il Sagrantino è una delle varietà più tanniche al mondo e dà origine a vini dal colore viola molto scuro. Al naso è caratterizzato da profumi di frutti rossi, cannella e terra. È tutelato dal marchio DOCG dal 1992. Il Sagrantino di Montefalco DOCG richiede il 100 percento di uva Sagrantino, con un minimo di 30 mesi di invecchiamento, di cui almeno dodici in botti di legno, a cui deve seguire un ulteriore periodo di affinamento in bottiglia di almeno 4 mesi. Alcuni produttori tendono ad usare la barrique, per ottenere vini di gusto maggiormente vicino alle richieste dei mercati internazionali.
Aree di coltivazione
La coltivazione del Sagrantino è concentrata in Umbria, soprattutto nella provincia di Perugia, nei comuni di Montefalco, Bevagna, Castel Ritaldi, Giano dell’Umbria e Gualdo Cattaneo.
È presente in quantità marginali in altre zone dell’Umbria e in piccolissime parcelle sperimentali in Toscana e Lazio, ma la sua identità rimane indissolubilmente legata al territorio di Montefalco.
Fuori dall’Italia è rarissimo, limitato a piccoli impianti in Australia, California e Argentina, dove viene studiato per comprenderne l’adattabilità.
Caratteristiche ampelografiche
La foglia del Sagrantino è grande, pentalobata, con lembo spesso, struttura robusta e superficie mediamente bollosa.
Il grappolo è piccolo o medio, compatto, di forma cilindrica o conico-cilindrica.
L’acino è piccolo, sferico, con buccia particolarmente spessa e ricchissima di tannini e polifenoli, di colore blu-nero intenso.
La polpa è succosa, acidula, con profilo aromatico neutro.
Le caratteristiche ampelografiche indicano un vitigno progettato dalla natura per produrre vini di straordinaria struttura e longevità.
Caratteristiche colturali e agronomiche
Il Sagrantino è un vitigno vigoroso, a maturazione tardiva, con rese naturalmente basse e irregolari. Predilige terreni argilloso-calcarei e marne della fascia collinare del Montefalco, beneficia delle esposizioni asciutte e ventilate e tollera bene la siccità.
La sua buccia molto spessa lo rende resistente alla botrite, mentre la vigoria richiede una gestione attenta della chioma per evitare ombreggiamenti eccessivi.
La vendemmia avviene generalmente nella prima metà di ottobre, con raccolta tardiva necessaria per la piena maturazione fenolica — elemento cruciale per ammorbidire la intrinseca potenza tannica del vitigno.
Caratteristiche enologiche del vitigno
In vinificazione, il Sagrantino offre mosti eccezionalmente ricchi di tannini, tra i più elevati di qualsiasi vitigno al mondo.
Richiede macerazioni lunghe e controllate, seguite da affinamenti prolungati in legno (grande o barrique) e in bottiglia, per smussare l’intensità tannica e conferire equilibrio.
È idoneo sia alla produzione di vini rossi secchi di grande struttura, sia — secondo la tradizione — alla produzione di vino passito, stile che un tempo costituiva l’espressione prevalente del vitigno. Il Sagrantino più diffuso è oggi la versione secca, ma tradizionalmente se ne produce una versione passita, legata agli usi sacri e tutt’oggi prevista dalla Montefalco Sagrantino DOCG.
Il controllo dell’estrazione fenolica è il punto tecnico più delicato: un eccesso può rendere il vino duro, mentre una gestione sapiente porta a risultati di eccezionale profondità.
Caratteristiche organolettiche del vino
Il vino da Sagrantino presenta colore rubino fitto, spesso impenetrabile, con riflessi violacei.
Al naso rivela aromi di mora, amarena, prugna, note speziate (pepe, chiodo di garofano), cioccolato, liquirizia e accenti balsamici.
Al palato è un vino di enorme struttura, con tannini fitti e poderosi, acidità equilibrata, grande volume e lunghissima persistenza.
Con l’invecchiamento emergono note di tabacco, cuoio, frutta sotto spirito, spezie dolci e sfumature resinose.
Nella versione passita si esprime con intensità aromatica straordinaria, fusione di dolcezza, tannino e spezie.
