il corso sul vino di Quattrocalici
La regione di Bordeaux rappresenta uno dei modelli più articolati e influenti nel panorama vitivinicolo mondiale. La sua organizzazione territoriale si fonda su una precisa distinzione geografica e geologica, che si riflette direttamente nello stile dei vini e nella composizione ampelografica. L’intero vigneto bordolese è suddiviso in diverse macroaree, ciascuna con caratteristiche pedoclimatiche, varietali e produttive ben definite.
La suddivisione più classica distingue tre grandi aree:
a ovest della Garonna e della Gironda, include due sottozone principali:
suddiviso in Haut-Médoc e Bas-Médoc, con denominazioni celebri come Margaux, Pauillac, Saint-Julien e Saint-Estèphe.
che comprende anche l’area di Pessac-Léognan, famosa sia per i rossi bordolesi sia per i bianchi secchi a base di Sauvignon blanc e Sémillon.
a est della Dordogna e della Gironda, ospita denominazioni storiche dove prevalgono Merlot e Cabernet franc:
con le AOC di Saint-Émilion, Pomerol, Fronsac e Canon-Fronsac, tra le più prestigiose per i grandi vini rossi di taglio merlot-based.
la zona situata tra Garonna e Dordogna, meno nota per i vini rossi ma importante per la produzione di bianchi secchi aromatici e alcune denominazioni di rossi in crescita qualitativa (Cadillac Côtes de Bordeaux, Sainte-Foy, ecc.).
A queste si aggiungono altre zone minori, come le Côtes de Bordeaux (Castillon, Francs, Blaye, Cadillac), le appellations satellites di Saint-Émilion (Lussac, Montagne, Puisseguin, Saint-Georges), e l’area del Sauternais, centro di riferimento per i grandi vini dolci botritizzati.
Negli articoli di questo modulo, ciascuna di queste aree sarà analizzata in dettaglio, evidenziandone i confini, i vitigni predominanti, le denominazioni presenti e gli stili enologici tipici, per offrire una mappa completa e ragionata del vigneto bordolese.