La Conero DOCG è una denominazione delle Marche legata al versante adriatico del Monte Conero, in provincia di Ancona, e ai vini ottenuti prevalentemente da Montepulciano. Storicamente identificata soprattutto con il Conero Riserva DOCG, dal 2025 la denominazione comprende anche la nuova tipologia Conero Rosa o Rosato DOCG, introdotta per valorizzare una tradizione di vinificazione in rosa presente nell’area fin dagli anni Settanta. La base ampelografica rimane la stessa per entrambe le tipologie: almeno 85% Montepulciano e fino al 15% Sangiovese.
La viticoltura nell’area del Conero ha origini molto antiche. Le testimonianze archeologiche e storiche indicano la presenza della coltivazione della vite e della produzione di vino nel territorio anconetano già in epoche preromane.
La particolare vocazione viticola della zona è legata alla presenza del Monte Conero, rilievo calcareo che si innalza direttamente sulla costa adriatica e crea condizioni climatiche e pedologiche molto diverse rispetto alle zone circostanti.
Il vino rosso dell’area ottenne il riconoscimento della DOC nel 1967. Nel 2004 la tipologia più strutturata e destinata all’invecchiamento ottenne la DOCG Conero, mentre la denominazione Rosso Conero DOC rimase autonoma per i vini rossi più giovani e immediati.
Una modifica importante è stata approvata con decreto ministeriale del 24 giugno 2025, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’8 luglio 2025. Il nuovo disciplinare ha introdotto la tipologia Conero Rosa o Rosato DOCG, mantenendo la storica tipologia Riserva.
La zona di produzione comprende l’intero territorio comunale di:
Ancona; Offagna; Camerano; Sirolo; Numana; e parte dei comuni di Castelfidardo e Osimo, tutti nella provincia di Ancona.
Il territorio è dominato dal Monte Conero, rilievo calcareo che raggiunge circa 570 metri di altitudine e interrompe la continuità della costa adriatica.
I vigneti si trovano prevalentemente su colline ben esposte, generalmente comprese tra il mare e l’entroterra anconetano. I terreni sono spesso calcareo-argillosi, calcareo-marnosi o calcareo-sabbiosi, relativamente poveri e ben drenati.
La vicinanza del mare svolge un ruolo fondamentale. Le brezze adriatiche favoriscono la ventilazione, mentre il Monte Conero contribuisce a proteggere alcune aree dai venti più freddi provenienti da nord. Il clima è quindi relativamente mite e asciutto, particolarmente favorevole alla maturazione del Montepulciano.
Il Conero DOCG deve essere ottenuto da:
Montepulciano minimo 85%; Sangiovese massimo 15%.
La composizione ampelografica è la stessa sia per il Conero Riserva sia per il Conero Rosa o Rosato.
Il Montepulciano trova nel clima caldo e ventilato del Conero condizioni particolarmente favorevoli. È un vitigno a maturazione relativamente tardiva, capace di sviluppare elevata concentrazione zuccherina, colore intenso e una ricca componente polifenolica.
I vigneti devono essere collocati su terreni collinari, ben esposti e soleggiati. Sono esclusi quelli situati in terreni umidi o scarsamente esposti.
Per i nuovi impianti e i reimpianti è prevista una densità minima di 3.330 ceppi per ettaro. Sono vietate le pratiche di forzatura, mentre è consentita l’irrigazione di soccorso.
Le rese variano secondo la tipologia:
Le uve devono raggiungere un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di:
La vinificazione deve essere effettuata secondo le pratiche tradizionali della zona e con tecniche atte a preservare le caratteristiche del Montepulciano.
Per il Conero Riserva, la macerazione sulle bucce permette di estrarre colore, tannini e sostanze aromatiche. È ammesso l’impiego di recipienti di legno durante la maturazione e il disciplinare contempla la possibilità che il vino presenti una lieve nota derivante dall’affinamento in legno.
La Riserva deve essere sottoposta a un periodo minimo di invecchiamento di due anni, calcolato dal 1° novembre dell’anno di produzione delle uve. Il disciplinare non impone che tutto il periodo venga svolto in legno.
Il Conero Rosa o Rosato viene invece ottenuto mediante una vinificazione con contatto limitato tra mosto e bucce, così da estrarre una quantità più contenuta di colore e tannini e preservare maggiore freschezza.
La tipologia rosata non può essere immessa al consumo prima del 1° gennaio dell’anno successivo alla vendemmia.
Il disciplinare vigente contempla due tipologie.
È la tipologia storica della denominazione.
Deve essere ottenuta da almeno 85% Montepulciano, con una resa massima di 9 t/ha, e deve maturare per almeno due anni dal 1° novembre dell’anno di vendemmia.
All’immissione al consumo deve raggiungere almeno:
Introdotta con la modifica del disciplinare approvata nel 2025, utilizza la stessa base ampelografica della Riserva ma è destinata alla produzione di un vino rosato più fresco e immediato. La resa massima è di 12 t/ha.
All’immissione al consumo deve presentare almeno:
L’introduzione del Rosato recupera una pratica già presente nel territorio dagli anni Settanta, quando alcuni produttori iniziarono a vinificare il Montepulciano in rosa per ottenere vini più freschi e adatti anche alla cucina marinara della Riviera del Conero.
Il Conero Riserva DOCG presenta un colore rosso rubino intenso, che può evolvere verso tonalità granate con l’affinamento.
Il profumo è vinoso, intenso e complesso, con note di amarena, prugna, mora, frutti di bosco, alle quali l’evoluzione può aggiungere sentori di spezie, tabacco, cacao, cuoio e sottobosco.
Al palato è asciutto, armonico, strutturato e ricco di corpo, con una trama tannica importante che tende ad ammorbidirsi con l’affinamento. La componente sapida, favorita anche dalla vicinanza del mare, contribuisce all’equilibrio e alla persistenza.
Il Conero Rosa o Rosato DOCG presenta invece un colore rosa più o meno intenso. Il profumo è floreale, fruttato e delicato, con richiami di piccoli frutti rossi, ciliegia, melograno e fiori.
Al palato deve essere secco, fresco e armonico, con una struttura più leggera rispetto alla Riserva ma comunque sostenuta dal carattere del Montepulciano.
Conero DOCG
| Creata nel | 2004 |
| Prima approvazione | Approvata DOC con D.P.R. 21.07.1967, G.U.210 del 22.08.1967 |
| Approvata come DOCG | Approvata DOCG con D.M. 01.09.2004, G.U. 212 del 09.09.2004 |
| Ultimi aggiornamenti | Ultime modifiche introdotte in Gazzetta Ufficiale n. 113 del 17 maggio 2025. |
| Regione | Marche |
| Province | Ancona |
| Tipo di denominazione | DOCG |
| Zona di produzione | Vari comuni in provincia di Ancona |
| Merceologia | Vino |
| Vitigno | Colore bacca | |
|---|---|---|
| Montepulciano | ![]() | Bacca nera |
| Sangiovese | ![]() | Bacca nera |
| Nome | Regione | La Guida Vini di Quattrocalici | Tipo |
|---|---|---|---|
| Conero DOCG | Marche | Uvaggi rossi | Vino fermo |
| Conero Rosato o Rosa DOCG | Marche | Vini rosati | Vino fermo |
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