La Narni IGT o Narni IGP è una denominazione dell’Umbria meridionale, riferita a un’area della provincia di Terni compresa tra la conca ternana, le colline amerine, la valle del Nera, la valle del Tevere e il confine con il Lazio. La zona di produzione comprende per intero i comuni di Attigliano, Giove e Penna in Teverina, e in parte i territori comunali di Alviano, Amelia, Calvi dell’Umbria, Guardea, Lugnano in Teverina, Montecastrilli, Narni, Otricoli, Sangemini e Terni. Si tratta di un paesaggio collinare e vallivo, segnato da borghi storici, versanti ben esposti, terreni calcarei e argillosi, aree più fresche prossime ai corsi d’acqua e zone più asciutte e luminose sui rilievi; l’orografia collinare e l’esposizione dei vigneti determinano un ambiente ventilato e favorevole alla viticoltura di qualità, mentre la tessitura dei suoli, il buon equilibrio del pH e la presenza di calcare contribuiscono a maturazioni regolari e alla definizione delle caratteristiche organolettiche dei vini. Il disciplinare sottolinea infatti che il clima dell’areale permette alle uve di maturare lentamente e completamente, favorendo l’equilibrio tra componenti zuccherine, acidità, profumi e sostanze fenoliche, in particolare nelle uve a bacca rossa.
La storia vitivinicola della zona è molto antica: Narni, l’antica Narnia romana, fu prima insediamento preromano con il nome di Nequinum, poi colonia romana dal 299 a.C.; lungo il Nera, presso Stifone, il disciplinare ricorda anche il sito di un probabile cantiere navale romano e le testimonianze relative alla navigabilità del fiume. La coltivazione della vite si inserisce in una tradizione ancora più ampia, che parte dall’epoca etrusca, prosegue in età romana e medievale e si collega al patrimonio enologico dell’area amerina e orvietana; reperti ceramici, documenti storici e continuità agricola testimoniano il consumo e la commercializzazione del vino in questo territorio fin dall’antichità. La Narni IGT fu istituita nel 1995 per valorizzare un’area che ricadeva all’interno dell’allora DOC Colli Amerini, oggi Amelia, con particolare attenzione al Ciliegiolo, vitigno storicamente coltivato nella zona e indicato dal fascicolo tecnico come elemento identitario della denominazione. Il Ciliegiolo è infatti l’unico vitigno espressamente menzionabile in etichetta con la specificazione varietale all’interno della Narni IGT, pur essendo ammesso l’impiego dei vitigni idonei alla coltivazione nella Regione Umbria per le diverse tipologie.
La denominazione comprende Narni bianco, Narni bianco frizzante, Narni bianco passito, Narni rosso, Narni rosso passito, Narni rosso novello, Narni rosato e Narni rosato novello. I vini bianchi, rossi e rosati devono provenire da uve di vigneti composti da uno o più vitigni a bacca di colore corrispondente, idonei alla coltivazione in Umbria; per le tipologie con indicazione di vitigno, la varietà dichiarata deve rappresentare almeno l’85% delle uve, con possibilità di concorso fino al 15% di altri vitigni di colore analogo. È inoltre ammessa l’indicazione di due vitigni, purché il vino derivi esclusivamente dalle due varietà indicate, ciascuna presente in quantità superiore al 15%, e l’ordine in etichetta rispecchi l’effettivo apporto delle uve. Le rese massime sono fissate in 18 tonnellate per ettaro per il Narni bianco e in 17 tonnellate per ettaro per Narni rosso e Narni rosato; la resa massima dell’uva in vino finito è dell’80% per tutte le tipologie, salvo il passito, per il quale non può superare il 45%, con possibilità di leggero appassimento sulla pianta o su graticci per le uve aromatiche.
Il Narni bianco presenta colore giallo paglierino, odore gradevole e caratteristico, sapore dall’asciutto al dolce, fresco e leggermente fruttato; il bianco frizzante ne accentua la vivacità e la pronta beva, mentre il bianco passito concentra colore, profumi e struttura attraverso l’appassimento. Il Narni rosso ha colore rosso rubino più o meno intenso, odore vinoso, delicato e caratteristico, sapore dall’asciutto al dolce, sapido e di buon corpo; nelle interpretazioni più legate al Ciliegiolo può esprimere frutto rosso croccante, note floreali, morbidezza, tannino moderato e una particolare fragranza, mentre il rosso passito assume maggiore concentrazione, morbidezza e persistenza. Il Narni rosso novello privilegia invece profumi giovani, vinosi e fruttati, con sapore da secco ad abboccato, secondo la correzione introdotta dal decreto ministeriale del 28 novembre 2013. Il Narni rosato presenta colore rosato più o meno intenso, odore vinoso e delicato, sapore armonico e fresco, mentre il rosato novello valorizza immediatezza e componente fruttata. Nel complesso, la Narni IGT interpreta una viticoltura umbra meridionale di forte radicamento storico, nella quale Narni, Amelia, la valle del Nera, la valle del Tevere, i suoli calcarei, il clima collinare, la memoria etrusca e romana e la centralità del Ciliegiolo concorrono alla produzione di vini bianchi, rossi, rosati, frizzanti, novelli e passiti di impronta territoriale. Il disciplinare consolidato conferma la zona di produzione in provincia di Terni, le tipologie ammesse, le rese, le norme di vinificazione e il legame storico-geografico della denominazione.
| Vitigno | Colore bacca | |
|---|---|---|
| Verdello | ![]() | Bacca bianca |
Crea subito il tuo account
100% libero – no spam
cancella quando vuoi
Iscriviti subito:
è facilissimo!
Avrai:
e in più sarai parte della nostra community di wine lovers!
Entra a far parte della nostra Community !
Crea subito il tuo account
100% libero – no spam
cancella quando vuoi