L'atlante delle denominazioni di origine di Quattrocalici

Dogliani DOCG

Cartina Dogliani DOCG

La Denominazione Dogliani DOCG

La Dogliani DOCG è una denominazione piemontese della provincia di Cuneo dedicata esclusivamente al Dolcetto, vitigno tradizionale delle Langhe meridionali e del Monregalese. Comprende due tipologie, Dogliani e Dogliani Superiore, entrambe prodotte da Dolcetto in purezza ma differenziate per resa, maturazione minima delle uve e requisiti di affinamento.

Il territorio si sviluppa attorno al comune di Dogliani e si estende verso le colline del Monregalese, rappresentando una delle aree piemontesi nelle quali il Dolcetto raggiunge maggiore struttura e capacità di evoluzione.

Storia e origine della denominazione

La coltivazione del Dolcetto nelle Langhe meridionali è documentata da secoli. Il vitigno trovò nelle colline intorno a Dogliani condizioni particolarmente favorevoli grazie ai terreni calcareo-argillosi, alle altitudini relativamente elevate e alle forti escursioni termiche.

Il Dolcetto di Dogliani DOC fu riconosciuto nel 1974. Nel 2005 la tipologia superiore ottenne la DOCG con il nome Dolcetto di Dogliani Superiore o Dogliani.

Una profonda riorganizzazione avvenne nel 2011: la DOCG assunse definitivamente il nome Dogliani DOCG e assorbì anche le precedenti denominazioni Dolcetto di Dogliani DOC e Dolcetto delle Langhe Monregalesi DOC. Da quel momento il disciplinare comprende due tipologie: Dogliani e Dogliani Superiore.

Nel 2018 il disciplinare è stato ulteriormente modificato introducendo la possibilità di riportare in etichetta specifiche unità geografiche aggiuntive, rafforzando il legame tra il vino e le diverse aree interne della denominazione.

Il territorio

La zona di produzione si trova interamente nella provincia di Cuneo e comprende integralmente i comuni di:

Bastia Mondovì, Belvedere Langhe, Briaglia, Castellino Tanaro, Cigliè, Clavesana, Dogliani, Farigliano, Igliano, Marsaglia, Monchiero, Niella Tanaro, Piozzo e Rocca Cigliè.

Sono inoltre comprese porzioni dei territori di Carrù, Mondovì, Murazzano, Roddino, San Michele Mondovì, Somano e Vicoforte.

Si tratta di un territorio di transizione tra le Langhe meridionali e il Monregalese, caratterizzato da colline spesso più elevate e fresche rispetto alle aree settentrionali delle Langhe.

Il disciplinare ammette esclusivamente vigneti in giacitura collinare, escludendo i fondovalle, i terreni pianeggianti, umidi o insufficientemente soleggiati. L’altitudine non può superare gli 800 metri.

I terreni sono prevalentemente argillosi, calcarei e silicei, con numerose combinazioni intermedie. Le marne calcaree delle Langhe favoriscono vini più strutturati e profondi, mentre nelle aree più sabbiose possono emergere profili maggiormente fragranti e immediati.

Unità geografiche aggiuntive e menzione Vigna

Dal 2018 il disciplinare della Dogliani DOCG consente di accompagnare il nome della denominazione con specifiche unità geografiche aggiuntive, allo scopo di valorizzare in modo più preciso le differenze territoriali interne alla zona di produzione.

Le UGA previste dal disciplinare appartengono a due categorie: comuni e frazioni o località.

Le UGA comunali sono:

Bastia Mondovì, Belvedere Langhe, Briaglia, Carrù, Castellino Tanaro, Cigliè, Clavesana, Dogliani, Farigliano, Igliano, Marsaglia, Monchiero, Mondovì, Murazzano, Niella Tanaro, Piozzo, Rocca Cigliè, Roddino, San Michele Mondovì, Somano, Vicoforte.

Quando viene utilizzato il nome di un comune, l’indicazione deve essere preceduta in etichetta dalla dicitura “del Comune di”.

Le UGA riferite a frazioni o località sono invece:

Arazza, Archisa, Borgne, Bricco Fornera, Bricco Mollea, Bricco Rosso, Briccotto, Brucialepre, Cantalupo, Chicchivello, Conzia, Cornole, Corradini, Crotte, Cursalet, Dorino-Boassi, Garino, Ghigliani, Gorrea, Griero-Pepe, La Costa, Lo Sbaranzo, Lorena, Madonna delle Grazie, Marenca, Martina, Masanti, Moncucco, Monsignore, Monterustico, Obinea, Patriano, Pazzello, Perticali, Pianbosco, Piandeltroglio, Pianezzo, Roanchi, Rua Lunga, San Bernardo, San Carlo, San Fiorenzo, San Grato, San Luigi, San Sebastiano, Sant’Eusebio, Santa Lucia, Spinardi, Surie, Tarea, Taricchi, Valdibà, Viapiana, Vigne Dolci, Zovetto.

Il disciplinare riconosce quindi complessivamente 77 unità geografiche aggiuntive, delle quali 21 comunali e 56 riferite a frazioni o località.

Le UGA possono accompagnare sia il Dogliani DOCG sia il Dogliani Superiore DOCG e permettono di identificare con maggiore precisione la provenienza delle uve all’interno della vasta area della denominazione.

Alla denominazione accompagnata da una UGA può inoltre essere associata la menzione “Vigna”, seguita dal relativo toponimo o nome tradizionale, purché siano rispettate le condizioni previste dal disciplinare.

Per i vini con menzione Vigna sono previste rese più restrittive: a regime, 7,2 t/ha per Dogliani e 6,3 t/ha per Dogliani Superiore. L’indicazione dell’annata è obbligatoria.

Il sistema delle UGA permette quindi alla Dogliani DOCG di affiancare alla propria identità varietale — fondata esclusivamente sul Dolcetto — una lettura più dettagliata delle diverse colline, esposizioni e località delle Langhe meridionali e del Monregalese.

È inoltre possibile utilizzare la menzione “Vigna” seguita dal relativo toponimo o nome tradizionale, ma soltanto quando viene contemporaneamente rivendicata anche l’unità geografica aggiuntiva prevista dal disciplinare.

Per i vini con menzione Vigna sono previste rese ancora inferiori:

7,2 t/ha per Dogliani Vigna;

6,3 t/ha per Dogliani Superiore Vigna.

L’indicazione dell’annata è obbligatoria sia per Dogliani sia per Dogliani Superiore.

Vitigni e viticoltura

La Dogliani DOCG deve essere prodotta esclusivamente con Dolcetto 100%.

Non sono quindi ammessi altri vitigni complementari.

Il Dolcetto è un vitigno a maturazione relativamente precoce, caratterizzato da buona concentrazione di antociani, acidità moderata e una componente tannica che può risultare marcata soprattutto nelle zone più vocate.

Nonostante il nome, il termine “Dolcetto” non indica un vino dolce: i vini della denominazione sono rossi secchi.

Per i nuovi impianti e i reimpianti è prevista una densità minima di 4.000 ceppi per ettaro. La forma tradizionale di allevamento è la controspalliera con vegetazione assurgente e potatura Guyot.

Le rese differiscono secondo la tipologia:

Dogliani: massimo 8 t/ha;

Dogliani Superiore: massimo 7 t/ha.

Anche la maturazione minima delle uve è differente:

11,5% vol. naturale per Dogliani;

13% vol. naturale per Dogliani Superiore.

Vinificazione

Le operazioni di vinificazione devono essere effettuate all’interno della provincia di Cuneo, fatte salve specifiche autorizzazioni storiche riconosciute ad alcune aziende della provincia di Savona.

La resa massima dell’uva in vino è pari al:

70% per Dogliani;

68% per Dogliani Superiore.

Per la tipologia base è consentito l’arricchimento secondo la normativa vigente, mentre per il Dogliani Superiore l’arricchimento è vietato. La maggiore concentrazione deve quindi provenire esclusivamente dalla maturazione naturale delle uve.

La fermentazione avviene normalmente con macerazione sulle bucce, allo scopo di estrarre colore, tannini e componenti aromatiche.

Il disciplinare non impone l’utilizzo del legno, lasciando al produttore la scelta tra acciaio, cemento, botti o altri recipienti.

Le Tipologie dei vini

La denominazione contempla quindi due tipologie principali:

Dogliani DOCG;

Dogliani Superiore DOCG.

Entrambe sono prodotte esclusivamente da Dolcetto 100%.

Il Superiore si distingue per resa inferiore, maggiore maturazione naturale delle uve, divieto di arricchimento e almeno dodici mesi di invecchiamento.

Dogliani DOCG

La versione base è il Dogliani DOCG.

È un vino rosso secco ottenuto esclusivamente da Dolcetto e pensato generalmente per esprimere il carattere fruttato e immediato del vitigno.

All’immissione al consumo deve raggiungere almeno:

12% vol. di titolo alcolometrico totale;

4,5 g/l di acidità totale;

21 g/l di estratto non riduttore.

Non è previsto un periodo minimo obbligatorio di invecchiamento.

Dogliani Superiore DOCG

La tipologia Dogliani Superiore DOCG è sottoposta a requisiti più severi.

La resa massima scende a 7 t/ha e le uve devono raggiungere almeno 13% vol. naturale.

Il vino deve inoltre essere sottoposto ad almeno 12 mesi di invecchiamento, calcolati dal 15 ottobre dell’anno della vendemmia.

L’immissione al consumo è consentita soltanto dal 1° novembre dell’anno successivo alla raccolta.

Il disciplinare non impone una permanenza obbligatoria in legno: il periodo di maturazione può quindi svolgersi anche in acciaio o cemento.

Il Superiore tende a presentare maggiore struttura, concentrazione e capacità evolutiva rispetto alla versione base.

Caratteristiche organolettiche

Il Dogliani DOCG presenta un colore rosso rubino intenso.

Il profumo è fruttato e caratteristico, con richiami di ciliegia, mora, prugna, piccoli frutti rossi e violetta.

Al palato è asciutto, armonico e caratteristicamente ammandorlato, con tannini che possono risultare piuttosto evidenti soprattutto nei vini giovani.

Il Dogliani Superiore presenta generalmente maggiore concentrazione e profondità. Il frutto tende verso ciliegia matura, prugna e mora, accompagnato da note floreali, speziate e talvolta balsamiche.

Al palato è più strutturato, caldo e persistente, sostenuto dalla componente tannica del Dolcetto. L’affinamento contribuisce ad ammorbidire il vino e può sviluppare sfumature di mandorla, liquirizia, cacao e spezie.

La Dogliani DOCG rappresenta così una delle interpretazioni più importanti del Dolcetto piemontese: una denominazione interamente dedicata al vitigno, capace di spaziare da vini fragranti e immediati a versioni Superiore più concentrate, strutturate e adatte all’evoluzione.

La Dogliani DOCG nei dettagli

Dogliani docg caratteristiche vino

Dogliani DOCG

Creata nel2005
Prima approvazioneApprovata DOC con D.P.R. 26.06.1974, G.U. 299 del 16.11.1974
Approvata come DOCGApprovata DOCG con D.M. 06.07.2005, G.U. 170 del 23.07.2005
Ultimi aggiornamentiDM 26 ottobre 2018, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 264 del 13 novembre 2018
RegionePiemonte
ProvinceCuneo
Tipo di denominazioneDOCG
Zona di produzioneVari comuni in provincia di Cuneo
MerceologiaVino

Il Disciplinare della Dogliani DOCG

Il link rimanda alla pagina del disciplinare della denominazione Dogliani DOCG, con il pdf della versione aggiornata del disciplinare.

I Vitigni della Dogliani DOCG

Nella tabella riportiamo i vitigni che rientrano nella composizione ampelografica delle tipologie di vino della denominazione Dogliani DOCG. I link rimandano alle pagine dedicate alle singole varità della Guida ai Vitigni d’Italia di Quattrocalici.
VitignoColore bacca
Dolcettodolcetto vitignoBacca nera

Le Tipologie Vini della Dogliani DOCG

I disciplinari delle denominazioni di origine dei vini prevedono una o più “Tipologie di vino” coperte nell’ambito della stessa denominazione. La tabella riporta tutte le tipologie previste dalla denominazione Dogliani DOCG, ottenute vinificando le uve dei vitigni autorizzati nell’ambito della stessa denominazione. I link rimandano alle pagine dedicate alle singole tipologie di vino, nelle quali si possono trovare tutti i dettagli relativi ai procedimenti di vinificazione e alle caratteristiche organolettiche dei vini.

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