La Ghemme DOCG è una delle più importanti denominazioni dell’Alto Piemonte ed è prodotta in una zona molto circoscritta della provincia di Novara, comprendente parte del territorio di Ghemme e una porzione del comune di Romagnano Sesia.
Il vitigno principale è il Nebbiolo, localmente chiamato Spanna. Possono concorrere anche Vespolina e Uva Rara, entro i limiti previsti dal disciplinare. La denominazione comprende due tipologie: Ghemme DOCG e Ghemme Riserva DOCG.
La viticoltura nel territorio di Ghemme ha origini molto antiche. La posizione ai piedi delle Alpi e lungo importanti vie di comunicazione favorì nei secoli lo sviluppo della coltivazione della vite e il commercio del vino.
Il disciplinare ricorda come il vino di Ghemme fosse conosciuto già nell’antichità e richiama anche la tradizione che ne attribuisce notorietà all’epoca di Plinio il Vecchio.
La denominazione ottenne il riconoscimento della DOC con D.P.R. 18 settembre 1969, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 292 del 1969.
Il passaggio alla DOCG avvenne con D.M. 29 maggio 1997, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 137 del 14 giugno 1997 e successivamente rettificato nella G.U. n. 162 del 14 luglio 1997.
Il disciplinare è stato poi modificato più volte, fino alla significativa revisione approvata con D.M. 4 settembre 2025, applicabile dalla campagna vitivinicola 2025/2026, successivamente modificata con D.M. 18 novembre 2025.
La zona di produzione ricade interamente in provincia di Novara.
Comprende:
parte del territorio amministrativo del comune di Ghemme;
parte del territorio del comune di Romagnano Sesia, secondo una delimitazione molto precisa definita dal disciplinare attraverso strade provinciali, corsi d’acqua, ferrovia e confini comunali.
I vigneti sono situati nell’Alto Piemonte, ai margini della Valsesia e non lontano dal Monte Rosa, dal Monte Fenera e dai laghi Maggiore e d’Orta.
Il paesaggio è fortemente influenzato dall’azione degli antichi ghiacciai del Monte Rosa, che durante le glaciazioni avanzarono fino alla pianura e, ritirandosi, lasciarono estesi depositi morenici.
I suoli sono composti da argille, sabbie, limi e ciottoli, spesso associati tra loro. Sui rilievi sono presenti anche rocce e detriti di diversa origine, con strati superficiali ricchi di argille, caolini e tufi.
I vigneti devono essere situati esclusivamente in posizione collinare, a un’altitudine compresa tra 220 e 400 metri sul livello del mare. Sono esclusi i fondovalle, i terreni umidi, le esposizioni insufficientemente soleggiate e il versante nord.
Il Ghemme DOCG deve essere ottenuto principalmente da:
Nebbiolo, localmente denominato Spanna;
possono concorrere Vespolina e Uva Rara, singolarmente o congiuntamente, fino a un massimo complessivo del 15%.
Di conseguenza il Nebbiolo deve rappresentare almeno l’85% dell’uvaggio.
Per i nuovi impianti e i reimpianti è prevista una densità minima di 3.000 ceppi per ettaro.
La resa massima è fissata in:
8 t/ha per Ghemme DOCG e per Ghemme Riserva DOCG.
Le uve devono raggiungere almeno:
12% vol. di titolo alcolometrico naturale per Ghemme e 12,5% vol. per Ghemme Riserva.
Sia il Ghemme DOCG sia il Ghemme Riserva DOCG possono essere accompagnati dalla menzione “Vigna”, seguita dal relativo toponimo o nome tradizionale.
Il vigneto deve avere almeno 7 anni di età.
In questo caso la resa massima scende a 7,2 t/ha, mentre le uve devono raggiungere almeno 12,5% vol. di titolo alcolometrico naturale.
La menzione Vigna deve essere registrata secondo le modalità previste e le relative uve e vini devono essere gestiti separatamente durante la vinificazione e la conservazione.
La resa massima dell’uva in vino è pari al 70%, corrispondente a una produzione massima di 5.600 litri per ettaro.
Alla fine del periodo obbligatorio di invecchiamento la resa massima in vino finito scende al 68%.
Le operazioni di vinificazione, invecchiamento, imbottigliamento e affinamento possono essere effettuate all’interno di una zona più ampia dell’Alto Piemonte comprendente numerosi comuni delle province di Novara, Vercelli e Biella, espressamente elencati dal disciplinare.
Il lungo periodo di maturazione rappresenta una delle caratteristiche fondamentali della denominazione.
Il disciplinare contempla soltanto:
Entrambe possono essere accompagnate dalla menzione Vigna, nel rispetto delle condizioni previste.
L’indicazione dell’annata di produzione delle uve è obbligatoria per tutte le tipologie.
Il Ghemme DOCG deve essere sottoposto a un periodo minimo di invecchiamento di 34 mesi, calcolato dal 1° novembre dell’anno della vendemmia.
Di questi, almeno 18 mesi devono essere effettuati in legno.
L’immissione al consumo è consentita dal 1° settembre del terzo anno successivo alla vendemmia.
All’immissione al consumo il vino deve presentare almeno:
La versione Riserva richiede un affinamento minimo di 46 mesi, sempre calcolati dal 1° novembre dell’anno della vendemmia.
Di questi, almeno 24 mesi devono essere trascorsi in legno.
L’immissione al consumo è consentita dal 1° settembre del quarto anno successivo alla vendemmia.
All’immissione al consumo deve presentare almeno:
La Riserva rappresenta quindi la versione destinata al maggiore affinamento e alla più lunga evoluzione.
Il Ghemme DOCG presenta un colore rosso rubino, anche con riflessi granata.
Il profumo è definito dal disciplinare come caratteristico, fine, gradevole ed etereo. Con l’evoluzione possono emergere note di viola, rosa, piccoli frutti rossi, spezie, liquirizia, erbe aromatiche e sottobosco.
Al palato è asciutto, sapido, armonico, con un caratteristico fondo gradevolmente amarognolo.
Il Ghemme Riserva DOCG presenta un colore rosso rubino tendente maggiormente al granata e un profilo più evoluto.
Il disciplinare descrive il gusto della Riserva come sottile, asciutto, sapido, armonico, austero ma vellutato, anch’esso con un fondo gradevolmente amarognolo.
Con il lungo affinamento il Nebbiolo può sviluppare note di fiori secchi, spezie, tabacco, cuoio, liquirizia e sottobosco, mantenendo una struttura tannica importante e una buona freschezza.
Ghemme DOCG
| Creata nel | 1997 |
| Prima approvazione | Approvata DOC con D.P.R. 18.09.1969, G.U. 292 del 1969 |
| Approvata come DOCG | Approvata DOCG con D.M. 29.05.1997, G.U. 137 del 14.06.1997 |
| Ultimi aggiornamenti | Ultime modifiche introdotte dal D.M. 07.03.2014 |
| Regione | Piemonte |
| Province | Novara |
| Tipo di denominazione | DOCG |
| Comuni della zona | Ghemme, Romagnano Sesia |
| Merceologia | Vino |
| Vitigno | Colore bacca | |
|---|---|---|
| Nebbiolo | ![]() | Bacca nera |
| Vespolina | ![]() | Bacca nera |
| Uva rara | ![]() | Bacca nera |
| Nome | Regione | La Guida Vini di Quattrocalici | Tipo |
|---|---|---|---|
| Ghemme DOCG | Piemonte | Nebbiolo | Vino fermo |
| Ghemme riserva DOCG | Piemonte | Nebbiolo | Vino fermo |
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