Il Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Classico DOCG rappresenta l’espressione della denominazione proveniente dalla zona storica più antica dei Castelli di Jesi. La menzione Classico non identifica una denominazione autonoma, ma una specificazione geografica riservata ai vini ottenuti da uve raccolte nel nucleo originario della zona di produzione.
Il vino nasce prevalentemente da Verdicchio e deve essere sottoposto a un lungo periodo di affinamento prima dell’immissione al consumo. Rispetto al Castelli di Jesi Verdicchio Riserva DOCG senza menzione Classico, la differenza principale è quindi territoriale, non produttiva.
La viticoltura nell’area dei Castelli di Jesi ha origini molto antiche. La presenza della vite è documentata fin dal Medioevo e fu favorita dall’attività dei monasteri benedettini e camaldolesi, che contribuirono alla diffusione della coltivazione sui rilievi della Marca Anconetana.
Il Verdicchio divenne progressivamente il vitigno simbolo di questo territorio, trovando nelle colline comprese tra la valle dell’Esino e l’entroterra marchigiano condizioni particolarmente favorevoli.
La denominazione Verdicchio dei Castelli di Jesi fu riconosciuta come DOC nel 1968. Le versioni destinate a un affinamento più lungo ottennero successivamente una tutela specifica e, nel 2010, venne riconosciuta la DOCG Castelli di Jesi Verdicchio Riserva.
La specificazione Classico è rimasta riservata alla zona originaria più antica della denominazione.
La zona generale della DOCG ricade nelle province di Ancona e Macerata.
Il disciplinare definisce il Classico come la zona originaria più antica, ottenuta escludendo dall’area generale:
i territori posti a sinistra del fiume Misa;
i territori appartenenti ai comuni di Ostra e Senigallia.
La zona Classica occupa quindi la parte più tradizionalmente legata alla coltivazione del Verdicchio nell’entroterra jesino.
Il paesaggio è prevalentemente collinare, con vigneti distribuiti su pendii e dorsali che degradano verso la valle dell’Esino e verso l’Adriatico.
I terreni derivano soprattutto da formazioni marnoso-argillose e calcaree, alle quali si aggiungono componenti sabbiose e depositi alluvionali nelle zone più basse.
La maggior parte dei vigneti si trova tra circa 80 e 280 metri di altitudine, anche se la viticoltura può raggiungere quote sensibilmente superiori. La vicinanza dell’Adriatico favorisce la ventilazione, mentre le escursioni termiche dell’entroterra contribuiscono alla conservazione dell’acidità e allo sviluppo aromatico del Verdicchio.
Il Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Classico DOCG deve essere ottenuto da:
Verdicchio minimo 85%;
fino a un massimo del 15% di altri vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nelle Marche.
Il Verdicchio è un vitigno caratterizzato da buona acidità naturale, struttura e notevole capacità di evoluzione. Nei vini giovani presenta generalmente note floreali, agrumate e di frutta bianca, mentre con l’affinamento può sviluppare sentori di frutta gialla, erbe aromatiche, miele, mandorla e componenti minerali.
Per i nuovi impianti e i reimpianti è prevista una densità minima di 2.700 ceppi per ettaro. È vietata la forma di allevamento a tendone, mentre è consentita l’irrigazione di soccorso.
La resa massima è fissata in 10 tonnellate di uva per ettaro, identica per la Riserva generale e per il Classico.
Le uve devono assicurare almeno 12% vol. di titolo alcolometrico naturale.
Le operazioni di vinificazione, invecchiamento e imbottigliamento devono svolgersi all’interno dei comuni il cui territorio rientra, totalmente o parzialmente, nella zona della denominazione, fatte salve le deroghe storiche espressamente riconosciute.
La resa massima dell’uva in vino finito è fissata al 70%. Se viene superato questo limite ma non il 75%, l’eccedenza perde il diritto alla DOCG; oltre il 75% decade il diritto alla denominazione per l’intera partita.
È inoltre vietato l’arricchimento.
Il vino deve essere sottoposto a un periodo minimo di 18 mesi di invecchiamento, dei quali almeno 6 mesi in bottiglia.
Il periodo decorre dal 1° dicembre dell’anno di produzione delle uve.
Non è previsto un periodo obbligatorio in legno. Il produttore può quindi scegliere acciaio, cemento, botti o altri recipienti; l’eventuale impiego del legno può lasciare nel vino una lieve nota boisé.
La zona Classica contempla una sola tipologia:
Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Classico DOCG.
La menzione Classico identifica la provenienza dalla zona storica e non comporta rese o tempi di affinamento differenti rispetto alla Riserva senza menzione geografica.
L’indicazione dell’annata è obbligatoria in etichetta.
All’immissione al consumo il vino deve presentare almeno:
12,5% vol. di titolo alcolometrico totale;
4,5 g/l di acidità totale;
17 g/l di estratto non riduttore.
Il Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Classico DOCG presenta un colore giallo paglierino, che con l’evoluzione può assumere riflessi dal verdognolo al dorato.
Il profumo è fine e progressivamente complesso. Nelle fasi iniziali prevalgono note di frutta bianca e gialla, agrumi e fiori, mentre con l’affinamento possono emergere componenti minerali, balsamiche, mielate ed erbacee.
Al palato è asciutto, armonico e sapido, spesso caratterizzato dal tipico finale leggermente mandorlato del Verdicchio. L’acidità naturale del vitigno sostiene la struttura e contribuisce alla notevole capacità di evoluzione.
Con l’invecchiamento il vino può acquisire maggiore morbidezza e profondità, sviluppando sentori di frutta matura, miele, erbe aromatiche, pietra focaia e frutta secca.
Il Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Classico DOCG rappresenta quindi la versione della Riserva proveniente dal cuore storico della denominazione: non una categoria qualitativamente superiore alla Riserva generale, ma una precisa indicazione territoriale che lega il vino alla zona originaria più antica dei Castelli di Jesi.
Castelli di Jesi Verdicchio Riserva DOCG sottozona Classico
| Creata nel | 2010 |
| Prima approvazione | Approvata come tipologia della DOC “Verdicchio dei Castelli di Jesi” con D.M. 12.09.1995 |
| Approvata come DOCG | Approvata DOCG con D.M. 18.02.2010, G.U. 50 del 02.03.2010 |
| Ultimi aggiornamenti | Ultime modifiche introdotte dal D.M. 07.03.2014 |
| Regione | Marche |
| Province | Ancona, Macerata |
| Tipo di denominazione | Sottozona DOCG |
| Merceologia | Vino |
| Denominazione madre | Castelli di Jesi Verdicchio Riserva DOCG |
| Vitigno | Colore bacca | |
|---|---|---|
| Verdicchio | ![]() | Bacca bianca |
| Nome | Regione | La Guida Vini di Quattrocalici | Tipo |
|---|---|---|---|
| Castelli di Jesi Verdicchio classico riserva DOCG | Marche | Verdicchio | Vino fermo |
| Castelli di Jesi Verdicchio riserva DOCG | Marche | Verdicchio | Vino fermo |
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