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Lieviti indigeni o autoctoni e lieviti selezionati

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lieviti indigeni e lieviti selezionati

Il ruolo dei lieviti nella fermentazione alcolica del mosto

La fermentazione alcolica รจ la trasformazione degli zuccheri presenti nel mosto in alcol etilico, indotta da microrganismi (lieviti) che appartengono alla famiglia dei Saccharomyces cerevisiae.

Classificazione dei lieviti in enologia

Tralasciando per semplicitร  la classificazione scientifica di questi organismi e facendo invece riferimento a quella pratica, usata in enologia, possiamo distinguere i lieviti essenzialmente in โ€œapiculatiโ€, โ€œossidativiโ€, โ€œcontaminantiโ€ e โ€œfermentativiโ€.

Lieviti apiculati

I lieviti apiculati sono chiamati cosรฌ per la loro forma caratteristica a mezzaluna. Essi sono caratterizzati da crescita molto rapida e dalla produzione di quantitร  piuttosto elevate di acido acetico. I lieviti apiculati sono perรฒ poco resistenti allโ€™alcol etilico, per il loro numero e la loro attivitร  diminuisce sensibilmente quando il mosto in fermentazione arriva a superare i quattro gradi alcolici.

Lieviti ossidativi

I lieviti ossidativi si sviluppano solo  in presenza di ossigeno. Raramente presenti nei mosti, agiscono soprattutto nei vini conservati in maniera inadeguata, a contatto con lโ€™aria. Questi lieviti producono acido acetico e acetaldeide, in seguito allโ€™ossidazione dellโ€™alcol etilico.

Lieviti contaminanti

I lieviti contaminanti sono presenti in tutte  le cantine. Favoriti dalla scarsa pulizia dei recipienti, riescono a svilupparsi nel vino e a produrre composti solitamente non graditi. Il ceppo piรน noto tra essi รจ il famoso Brettanomyces Bruxellensis, che genera una molecola caratterizzata da un intenso e sgradevole odore โ€œequinoโ€, piรน comunemente noto come โ€œsudore di cavalloโ€ o anche come โ€œbrettโ€ riferendosi, in questo caso, agli agenti che la generano.

Lieviti fermentativi

I lieviti โ€œfermentativiโ€ sono infine “quelli buoni”, costituiti dal ceppo Saccharomyces Cerevisiae, capaci di far fermentare il mosto che si trasforma correttamente in vinoโ€.

Lieviti indigeni e fermentazione spontanea

Con il passare  del tempo, tutti i mosti tendono a sviluppare fermentazioni spontanee. I vari ceppi di lieviti presenti nel mosto (lieviti indigeni), provenienti dall’ambiente esterno (sia in vigna che in cantina), iniziano a concorrere per la trasformazione dello zucchero disponibile nel mosto. Anidride carbonica e alcol etilico, prodotti ossia i principali prodotti della fermentazione, tendono ad ostacolare la prosecuzione della stessa, dando luogo ad una selezione dei ceppi di lievito in funzione della loro resistenza a queste sostanze.

I lieviti apiculati fanno partire la fermentazione, ma appena comincia ad formarsi alcol etilico rallentano fino a fermarsi del tutto. I lieviti ossidativi partono speditamente, grazie alla presenza iniziale di ossigeno nel mosto, ma appena esso inizia a scarseggiare cessano anchโ€™essi la loro attivitร . I lieviti fermentativi allโ€™inizio della fermentazione sono pochissimi, ma dopo un avvio lento e graduale si moltiplicano rapidamente, convertendo la maggior parte dello zucchero presente nel mosto e resistendo senza alcun problema allโ€™alcol etilico da loro stessi prodotto, arrivando in fondo al processo fermentativo.

I ceppi piรน veloci e delicati oltre allโ€™alcol etilico e allโ€™anidride carbonica, creano anche rilevanti quantitร  di sottoprodotti indesiderati, il principale dei quali รจ lโ€™acido acetico. Alcuni ceppi, sia tra quelli veloci che tra quelli lenti possono generare quantitร  minime ma percettibili di odori sgradevoli dโ€™idrogeno solforato o di anidride solforosa.

Il dilemma รจ a questo punto capire se il contributo congiunto della sequenza dei vari ceppi indigeni sia davvero migliore di quello che potrebbe dare un solo ceppo “selezionato” capace non generare sottoprodotti indesiderati o maleodoranti.

Oltre ai problemi visti finora, un altro svantaggio dei lieviti indigeni รจ lโ€™irregolaritร  della fermentazione, con avvio faticoso e chiusura molto lenta e rischiosa per via dei fenomeni ossidativi che possono compromettere completamente la freschezza e purezza olfattiva del vino in formazione.

In pratica l’uso esclusivo dei lieviti indigeni non garantisce la certezza di ottenere un vino di qualitร , essendo un cattivo risultato parimenti probabile rispetto a un risultato accettabile, soprattutto in assenza di macerazione, ossia per i vini bianchi, caratterizzati da profumi piรน delicati.

I lieviti selezionati e la fermentazione controllata

I lieviti selezionati sono lieviti naturali,  identici in tutto (metabolismi, cromosomi, genetica) ai cosiddetti lieviti indigeni, con la differenza che la loro riproduzione avviene tramite selezione controllata, al di fuori del loro ambiente nativo. Essi sono stati selezionati appunto per non dare reazioni dannose per la qualitร  del vino.vI ceppi da cui partire sono presenti naturalmente nel mosto, o in alcuni rari casi sullโ€™uva e vengono caratterizzati individualmente in base alle loro caratteristiche di resistenza ai fattori ambientali e all’assenza di sottoprodotti indesiderati.

Una volta selezionati e moltiplicati i lieviti vengono essiccati, diventando cosรฌ quelli che comunemente si chiamano lieviti secchi attivi, o lieviti commerciali. I lieviti secchi attivi vengono preferiti ad altre forme soprattutto per la loro praticitร  d’utilizzo. La dose di lieviti (10-20 g/hl) viene sciolta in acqua tiepida in rapporto 10/1 sul peso dei lieviti, aggiungendo anche o prodotti specifici contenenti nutritivi per lieviti. I lieviti riattivati si aggiungono quindi al mosto, provvedendo a mescolare in modo omogeneo la massa.

I lieviti selezionati e gli aromi del vino

Dilaga la convinzione che il lievito condizioni in modo decisivo il profumo del vino e che alcuni di essi, in particolare quelli selezionati, conferiscano al vino aromi tali  da mascherarne i caratteri originari. In realtร , che influenza il risultato finale รจ la composizione del mosto, che cambia in funzione dellโ€™annata, della zona, della composizione del terreno e di moltissimi altri fattori.

Il caso dei vitigni neutri

Nei vini da vitigni a bacca bianca non aromatici il profumo viene dellโ€™equilibrio olfattivo tra gli esteri e gli alcoli superiori, sottoprodotti della fermentazione alcolica. I lieviti intervengono su questo equilibrio e in funzione dei ceppi impiegati e di altre variabili come la temperatura, le risorse azotate e la disponibilitร  di ossigeno, lโ€™equilibrio puรฒ spostarsi a favore degli esteri (sentori fruttati come banana, mela, ananas e melone) oppure degli alcoli superiori, nel qual caso il vino risulterร  meno complesso dal punto di vista olfattivo. Nei vini bianchi che generalmente non prevedono la fase di macerazione il peso del lievito sul profumo del vino puรฒ variare tra il 20% e il 30%, mentre รจ molto meno importante nei vini ottenuti con macerazione, come qualche vino bianco e la maggioranza dei vini rossi.

Il caso dei vitigni aromatici e semiaromatici

Nei vini che si ottengono da vitigni aromatici e semiaromatici lโ€™azione del lievito รจ anche quella di far risaltare i profumi varietali.  L’azione dei lieviti puรฒ amplificare il profilo olfattivo varietale, come nel caso dei Moscati, Gewรผrztraminer e Malvasie aromatiche, ricche in terpeni, e anche da uve semiaromatiche come Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc, molto ricche in metossipirazine. Nel caso di vitigni dotati di caratteristiche aromatiche “silenti”, come il Sauvignon blanc, il lievito ha un ruolo ancora piรน importante, perchรฉ senza di esso il profumo varietale dellโ€™uva rimarrebbe inespresso.

I profumi secondari del vino e i lieviti

I profumi indotti nel vino dalla fermentazione sono comunemente chiamati aromi secondari. I lieviti apportano al vino il loro contributo aromatico, ma possono anche influenzare  gli aromi primari o varietali dominanti nei vini che derivano da vitigni aromatici. Inoltre alcuni lieviti influenzano il profilo organolettico del vino con trame piรน oleose o cremose mentre altri danno note piรน speziate. Alcuni dagli aromi secondari indotti dai lieviti in fase di fermentazione possono comprendere: cremositร , note di formaggio o yoghurt, birra, crosta di pane, finocchietto, burro, panna, fieno, foglie secche, salsa di soia.

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