La Dolcetto di Diano d’Alba o Diano d’Alba DOCG è una denominazione piemontese della provincia di Cuneo riservata esclusivamente ai vini rossi ottenuti da Dolcetto 100%. La zona di produzione coincide interamente con il territorio comunale di Diano d’Alba, nelle Langhe, dove il Dolcetto trova da secoli condizioni particolarmente favorevoli.
La denominazione comprende due tipologie principali, Diano d’Alba e Diano d’Alba Superiore, alle quali possono essere associate specifiche menzioni geografiche aggiuntive, tradizionalmente denominate Sorì.
Il Dolcetto è coltivato nelle Langhe da secoli e ha rappresentato tradizionalmente uno dei vini di consumo quotidiano delle famiglie contadine piemontesi.
A Diano d’Alba il legame con questo vitigno è particolarmente stretto. La posizione elevata del paese e la disposizione dei versanti hanno favorito nel tempo una selezione molto precisa delle esposizioni maggiormente vocate.
Il termine piemontese “Sorì” indica infatti un luogo particolarmente soleggiato, generalmente un versante ben esposto sul quale le uve raggiungono una maturazione ottimale. Questa conoscenza empirica del territorio ha portato a identificare numerosi vigneti e versanti specifici, oggi riconosciuti ufficialmente come menzioni geografiche aggiuntive.
La denominazione Dolcetto di Diano d’Alba DOC fu riconosciuta nel 1974 e ottenne la DOCG nel 2010, assumendo la doppia denominazione ufficiale Dolcetto di Diano d’Alba o Diano d’Alba DOCG.
La zona di produzione coincide esclusivamente con l’intero territorio amministrativo del comune di Diano d’Alba, in provincia di Cuneo.
Il comune si trova nelle Langhe, immediatamente a sud di Alba, su un sistema di colline caratterizzate da notevoli differenze di esposizione e altitudine.
Il disciplinare ammette esclusivamente vigneti situati in giacitura collinare. Sono categoricamente esclusi i terreni di fondovalle, quelli pianeggianti, umidi o insufficientemente soleggiati.
L’altitudine dei vigneti non può superare i 550 metri sul livello del mare.
I terreni devono essere principalmente argillosi, calcarei o derivati dalla combinazione delle due componenti, tipologia particolarmente diffusa nelle Langhe.
La presenza di marne calcaree, esposizioni ben soleggiate ed escursioni termiche favorisce la maturazione del Dolcetto e permette di ottenere vini più strutturati e profondi rispetto alle espressioni provenienti da aree meno vocate.
La Diano d’Alba DOCG deve essere prodotta esclusivamente da Dolcetto 100%.
Non sono ammessi vitigni complementari.
Il Dolcetto è un vitigno a maturazione relativamente precoce, caratterizzato da colore intenso, acidità moderata e una componente tannica che può risultare piuttosto evidente.
Nonostante il nome, il Dolcetto dà origine a vini completamente secchi. Il termine è probabilmente legato alle caratteristiche dell’uva o alla relativa morbidezza del frutto rispetto ad altre varietà piemontesi.
Per i nuovi impianti e i reimpianti è prevista una densità minima di 3.500 ceppi per ettaro. Il sistema tradizionale di allevamento è la controspalliera con potatura Guyot.
La resa massima è fissata in:
8 t/ha per Diano d’Alba;
8 t/ha anche per Diano d’Alba Superiore.
La differenza riguarda invece la maturazione delle uve:
11,5% vol. naturale per Diano d’Alba;
12% vol. naturale per Diano d’Alba Superiore.
Le operazioni di vinificazione e l’eventuale invecchiamento obbligatorio devono essere effettuati nel territorio della provincia di Cuneo.
La resa massima dell’uva in vino finito è del 70%, corrispondente a una produzione massima di 56 hl/ha.
La fermentazione avviene normalmente con macerazione sulle bucce, generalmente non eccessivamente lunga, così da preservare il carattere fruttato del Dolcetto evitando un’eccessiva estrazione tannica.
Il disciplinare consente l’impiego del legno. Il vino può quindi essere affinato in acciaio, cemento, botti o barrique secondo lo stile del produttore.
Il disciplinare contempla:
entrambe eventualmente accompagnate da una delle menzioni geografiche aggiuntive Sorì;
e, alle condizioni previste, dalla menzione Vigna.
L’indicazione dell’annata di produzione delle uve è obbligatoria.
La versione base può essere commercializzata a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo alla vendemmia.
All’immissione al consumo deve presentare almeno:
12% vol. di titolo alcolometrico volumico totale;
4,5 g/l di acidità totale;
21 g/l di estratto non riduttore.
È generalmente la versione più fresca e immediata della denominazione, nella quale vengono privilegiati il frutto, la fragranza e la tipica nota finale mandorlata del Dolcetto.
La tipologia Superiore è destinata a vini più maturi e strutturati.
Le uve devono raggiungere almeno 12% vol. naturale e il vino deve essere sottoposto a un periodo minimo di 10 mesi di invecchiamento, calcolati dal 1° novembre dell’anno della vendemmia.
L’immissione al consumo è consentita soltanto dal 1° settembre dell’anno successivo alla vendemmia.
All’immissione al consumo deve presentare almeno:
12,5% vol. di titolo alcolometrico volumico totale;
4,5 g/l di acidità totale;
23 g/l di estratto non riduttore.
Non è previsto un periodo obbligatorio in legno.
Una delle caratteristiche più distintive della Diano d’Alba DOCG è il suo articolato sistema di menzioni geografiche aggiuntive, tradizionalmente denominate Sorì.
Il termine piemontese Sorì indica un luogo particolarmente soleggiato, generalmente un versante collinare caratterizzato da esposizione favorevole. La lunga esperienza dei viticoltori di Diano d’Alba ha permesso di individuare e delimitare con grande precisione le posizioni storicamente considerate più vocate alla coltivazione del Dolcetto.
Il disciplinare riconosce ufficialmente 76 Sorì, tutti interamente compresi nel territorio comunale di Diano d’Alba:
Sorì Autin Grand, Sorì Autin Souvè, Sorì Autinot, Sorì Bric dei Gatti, Sorì Bric del Camparo, Sorì Bric del Ciabot, Sorì Bric del Gerlotto, Sorì Bric della Biria, Sorì Briccola, Sorì Bruni, Sorì Cascina Arione, Sorì Cascina Benevello, Sorì Cascina Carbone, Sorì Cascina Flino, Sorì Cascina Langhetto, Sorì Cascina Manzano, Sorì Cascina Rabino Soprano, Sorì Cascina Rabino Sottano, Sorì Cascina Saliceto, Sorì Cascina San Sebastiano, Sorì Ciabot Rus, Sorì Colombè, Sorì Costa Fiore, Sorì Cristina, Sorì degli Abelloni, Sorì degli Ubert, Sorì dei Berfi, Sorì dei Ciapa, Sorì dei Crava, Sorì dei Pasquali, Sorì dei Peggi, Sorì dei Piani, Sorì dei Pittatori, Sorì dei Servetti, Sorì del Bartu, Sorì del Bonorej, Sorì del Carzello, Sorì del Cascinotto, Sorì del Fossà, Sorì del Genesio, Sorì del Luma, Sorì del Moncolombetto, Sorì del Mongrande, Sorì del Montadino, Sorì del Montagrillo, Sorì del Parisio, Sorì del Pradurent, Sorì del Rabalotto, Sorì del Rapalino, Sorì del Ricchino, Sorì del Romino, Sorì del Servaj, Sorì del Sot, Sorì della Madonnina, Sorì della Mattea, Sorì della Pezzea, Sorì della Regnura, Sorì della Riccheria, Sorì della Rivolia, Sorì della Sorba, Sorì della Sorda, Sorì della Vigna, Sorì delle Cecche, Sorì di San Calogero, Sorì di San Quirico, Sorì Gabriel, Sorì la Fajà, Sorì la Rocca, Sorì Parisa, Sorì Piadvenza, Sorì Pucia del Bric, Sorì Sant’Eurosia, Sorì Santa Lucia, Sorì Teologato, Sorì Vigna della Lepre.
Le menzioni geografiche possono accompagnare sia il Diano d’Alba DOCG sia il Diano d’Alba Superiore DOCG.
Ciascun Sorì può inoltre essere accompagnato dalla menzione “Vigna”, seguita dal relativo toponimo o nome tradizionale, purché siano rispettate le condizioni previste dal disciplinare. La menzione “Vigna” non può essere utilizzata autonomamente: deve essere associata a una delle 76 menzioni geografiche aggiuntive.
Per i vini con menzione geografica aggiuntiva seguita da “Vigna” sono previste rese più restrittive, variabili anche in funzione dell’età del vigneto. A partire dal settimo anno la resa massima è fissata in 7,2 t/ha, sia per Diano d’Alba sia per Diano d’Alba Superiore, con requisiti di maturazione naturale delle uve più elevati.
Il sistema dei 76 Sorì costituisce quindi uno degli esempi più dettagliati di zonazione viticola delle Langhe.
Il Diano d’Alba DOCG presenta un colore rosso rubino intenso.
Il profumo è fruttato e caratteristico, con note di ciliegia, mora, prugna, piccoli frutti rossi e violetta. Il disciplinare ammette anche un eventuale sentore derivante dall’affinamento in legno.
Al palato è asciutto, armonico e caratteristicamente ammandorlato.
La componente tannica può risultare evidente nei vini giovani, mentre l’acidità relativamente moderata contribuisce a dare una sensazione gustativa piena e morbida.
Il Diano d’Alba Superiore presenta generalmente maggiore concentrazione, maturità e profondità. Al frutto rosso possono aggiungersi note di prugna, spezie, liquirizia e cacao, soprattutto quando il vino viene sottoposto ad affinamento in legno.
Le versioni provenienti dai singoli Sorì possono mostrare differenze significative secondo esposizione, altitudine e natura dei suoli, esprimendo in modo particolarmente preciso il legame tra il Dolcetto e i diversi versanti di Diano d’Alba.
Dolcetto di Diano d’Alba o Diano d’Alba DOCG
| Creata nel | 2010 |
| Prima approvazione | Approvata DOC con D.P.R. 03.05.1974, G.U. 269 del 15.10.1974 |
| Approvata come DOCG | Approvata DOCG con D.M. 02.08.2010, G.U. 193 del 19.08.2010 |
| Ultimi aggiornamenti | Ultime modifiche introdotte dal D.M. 17.04.2015 – G.U. n. 97 del 28.04.2015 |
| Regione | Piemonte |
| Province | Cuneo |
| Tipo di denominazione | DOCG |
| Comuni della zona | Diano d’Alba |
| Merceologia | Vino |
| Vitigno | Colore bacca | |
|---|---|---|
| Dolcetto | ![]() | Bacca nera |
| Nome | Regione | La Guida Vini di Quattrocalici | Tipo |
|---|---|---|---|
| Dolcetto di Diano d’Alba o Diano d’Alba DOCG | Piemonte | Dolcetto | Vino fermo |
| Dolcetto di Diano d’Alba o Diano d’Alba superiore DOCG | Piemonte | Dolcetto | Vino fermo |
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