Il Trebbiano Spoletino è un vitigno a bacca bianca autoctono dell’Umbria, in particolare dell’area compresa tra i comuni di Spoleto, Trevi e Montefalco. Storicamente coltivato sia in forma maritata agli alberi sia in vigneto specializzato, è una delle varietà umbre più antiche, con citazioni agricole risalenti almeno al XIX secolo.
Per lungo tempo è stato confuso con altre varietà del gruppo Trebbiano, ma gli studi genetici condotti negli ultimi decenni hanno confermato che si tratta di un vitigno unico, distinto sia dal Trebbiano Toscano sia dal Trebbiano Abruzzese.
Oggi il Trebbiano Spoletino è considerato una delle uve bianche italiane più interessanti, grazie alla sua sorprendente complessità aromatica e alla notevole capacità di invecchiamento.
Aree di coltivazione
Il baricentro produttivo del Trebbiano Spoletino è l’Umbria, nelle province di Perugia e Terni. Le zone più vocate sono:
– il territorio comunale di Spoleto;
– l’area collinare di Trevi;
– i comprensori di Montefalco e Bevagna.
È inserito nelle DOC Spoleto e Montefalco Bianco, oltre che in diverse IGT umbre.
Fuori dall’Umbria la sua presenza è marginale, confermando una forte identità territoriale e un legame stretto con l’ambiente pedoclimatico locale.
Caratteristiche ampelografiche
La foglia del Trebbiano Spoletino è grande o medio-grande, quasi sempre pentalobata, con lembo spesso, marcata superficie bollosa e dentatura regolare e pronunciata.
Il grappolo è medio o grande, cilindrico-conico, spesso spargolo, caratteristica che favorisce la sanità delle uve.
L’acino è grande, prevalentemente ovoidale, con buccia spessa e consistente, di colore giallo-verde.
La polpa è succosa, dotata di elevata acidità e ricchezza estrattiva, con sapore delicato ma non neutro.
Questo profilo ampelografico lo rende idoneo a produrre vini strutturati, longevi e dotati di forte personalità.
Caratteristiche colturali e agronomiche
Il Trebbiano Spoletino è un vitigno vigoroso, tardivo e molto resistente alle principali patologie fungine.
Tradizionalmente allevato in forme espanse (come la vite maritata), si presta bene anche ai sistemi moderni di allevamento, mantenendo sempre rese piuttosto contenute.
La maturazione è medio-tardiva e richiede ottime esposizioni, ma l’uva conserva acidità anche nelle annate più calde, una delle sue qualità distintive.
Il grappolo spargolo riduce il rischio di botrite e permette una raccolta selezionata delle uve anche in vendemmia tardiva.
È un vitigno esigente dal punto di vista agronomico, ma in grado di restituire risultati enologici di grande pregio.
Caratteristiche enologiche del vitigno
In vinificazione, il Trebbiano Spoletino dà mosti di elevata acidità, buona struttura e notevole ricchezza aromatica.
Si presta a interpretazioni molto diverse:
– fermentazioni in acciaio che valorizzano la freschezza;
– macerazioni pellicolari più o meno prolungate, fino agli orange wines;
– affinamenti sulle fecce fini che aumentano volume e complessità;
– maturazioni in legno, particolarmente efficaci per versioni strutturate e longeve.
È adatto anche alla produzione di vini da uve surmature o di vendemmia tardiva.
Caratteristiche organolettiche del vino
Il vino da Trebbiano Spoletino presenta colore giallo paglierino intenso, talvolta con riflessi dorati.
Al naso si distingue per aromi complessi di fiori bianchi, agrumi, erbe aromatiche, pesca, pera, tè verde e note minerali, che evolvono verso sensazioni di miele, camomilla e spezie.
Al palato è strutturato, con acidità vibrante, importante persistenza e una tessitura ricca e profonda, sempre accompagnata da grande equilibrio.
Le versioni più ambiziose mostrano sorprendente longevità, con evoluzioni verso note di frutta candita, idrocarburi delicati e complessità terziaria.
