Il nome “Fernão Pires” è di chiara derivazione antroponimica medievale, mentre la sua diffusione nei secoli è legata all’eccellente adattabilità ai climi temperati e alle sue qualità aromatiche, che ne hanno fatto un pilastro della viticoltura portoghese dalle Beiras fino alle coste atlantiche. Nel corso del Novecento, studi ampelografici hanno confermato la sua importanza storica e genetica, rendendolo oggi una delle varietà più riconoscibili del patrimonio viticolo nazionale e protagonista della rinascita qualitativa dei bianchi portoghesi.
Zone di coltivazione
Il Fernão Pires è coltivato in tutto il Portogallo, ma trova le sue aree d’elezione in:
– Bairrada, dove è spesso noto come “Maria Gomes”;
– Tejo, dove produce bianchi morbidi e intensamente fruttati;
– Lisboa e le regioni costiere atlantiche, con uno stile più fresco e lineare;
– Beira Interior e Douro Superior, in zone più interne e calde.
È uno dei vitigni bianchi più coltivati del Paese, grazie alla sua grande versatilità e al profilo aromatico facilmente riconoscibile.
Fuori dal Portogallo, la sua coltivazione è marginale ma presente in Sudafrica e in Australia, dove viene impiegato per vini bianchi aromatici e per uvaggi innovativi orientati alla freschezza.
Il suo habitat ideale comprende terreni sabbiosi, argillosi e ciottolosi, con clima temperato caldo e buona escursione termica, caratteristiche diffuse nelle aree centrali del Portogallo.
Caratteristiche ampelografiche
La pianta di Fernão Pires presenta vigoria elevata e portamento espanso, richiedendo gestione accurata della vegetazione. Le foglie sono medio-grandi, trilobate o pentalobate, con lembo spesso e leggermente bolloso.
Il grappolo è medio o medio-grande, conico o cilindrico-conico, generalmente compatto. Gli acini sono piccoli o medio-piccoli, sferici, con buccia gialla o giallo-verde, sottile ma resistente. La polpa è succosa, molto aromatica, con sentori floreali e fruttati distintivi già allo stadio di maturazione.
Germoglia e matura precocemente, caratteristica che lo rende sensibile alle gelate primaverili, ma molto adatto alle vendemmie anticipate e ai climi atlantici.
Caratteristiche colturali e agronomiche
Il Fernão Pires è un vitigno produttivo e relativamente facile da coltivare, ma necessita di gestione attenta per evitare eccessi vegetativi e diluizione aromatica. È sensibile alla botrite a causa della compattezza del grappolo e alla siccità intensa nelle aree interne troppo calde, mentre mostra buona resistenza alle malattie in condizioni ventilate e asciutte.
Le rese sono elevate se non controllate, ragion per cui si preferiscono potature contenute e diradamenti mirati per ottenere vini di qualità superiore.
Le forme di allevamento più comuni sono guyot e cordone speronato, con densità medie e gestione della chioma finalizzata all’aerazione naturale degli acini. Nei climi più caldi, il vitigno può mostrare una rapida perdita di acidità, richiedendo vendemmie anticipate.
Caratteristiche enologiche del vitigno
Le uve di Fernão Pires generano mosti molto aromatici, con acidità medio-bassa e buon contenuto zuccherino. La vinificazione avviene quasi sempre in acciaio, per preservare il carattere floreale e fruttato del vitigno; talvolta si ricorre a brevi macerazioni pellicolari o ad affinamenti su fecce fini per incrementare volume e complessità.
Il profilo aromatico è caratterizzato da note di fiori bianchi, agrumi, pesca, pera, litchi e spezie dolci, con una dimensione talvolta leggermente muschiata o tropicale.
La varietà si presta sia a vini secchi e immediati, sia a versioni amabili, frizzanti o di moderata dolcezza, molto apprezzate nel mercato interno portoghese. In alcuni uvaggi, contribuisce ad arricchire il profilo aromatico di vini più neutri.
Caratteristiche organolettiche dei vini
I vini da Fernão Pires si presentano di colore giallo paglierino brillante con riflessi dorati. Al naso rivelano profumi intensi di fiori d’arancio, tiglio, agrumi, pesca e frutta tropicale, spesso arricchiti da una leggera nota speziata. Al palato risultano morbidi, espressivi e piacevoli, con acidità moderata, corpo medio e un finale fruttato e aromatico. Le versioni secche privilegiano freschezza e immediatezza, mentre le versioni leggermente dolci esaltano la componente muschiata e floreale del vitigno.
