Questa denominazione d'origine è obsoleta dal 12/05/2026. È stata sostituita o integrata in altri disciplinari. Puoi trovare la nuova denominazione nella pagina Sicilia DOC
La Salemi IGT o Salemi IGP è stata una denominazione della Sicilia occidentale, riferita all’intero territorio amministrativo del comune di Salemi, in provincia di Trapani, in un’area collinare interna posta tra la valle del Belice, l’agro trapanese e il settore occidentale dell’isola. Va però segnalato subito un aspetto normativo oggi decisivo: la registrazione europea della IGP Salemi è stata cancellata con Regolamento di esecuzione UE 2026/1043 del 12 maggio 2026, pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea il 13 maggio 2026, ed entrato in vigore il ventesimo giorno successivo; dal 2 giugno 2026 non è quindi più consentito riclassificare o declassare partite di vino a IGP Salemi. Il territorio della denominazione è stato oggetto di un percorso di valorizzazione come Unità Geografica Aggiuntiva “Salemi” della DOC Sicilia.
La scheda che segue descrive dunque la denominazione nel suo assetto disciplinare storico, utile per archivio, repertorio e inquadramento territoriale.
Il territorio di Salemi è caratterizzato da un paesaggio di colline luminose, altitudini intermedie, esposizioni favorevoli, suoli prevalentemente argillosi, calcarei e marnosi, con condizioni tipiche della viticoltura mediterranea siciliana: estati calde e asciutte, piogge concentrate tra autunno e inverno, forte irraggiamento, buona ventilazione e maturazioni regolari. La posizione interna, ma non lontana dagli influssi climatici della Sicilia occidentale, consente una certa escursione termica rispetto alle aree costiere più basse, favorendo la produzione di vini bianchi di buona freschezza e di vini rossi dal profilo fruttato e mediterraneo. La storia vitivinicola di Salemi si inserisce nel quadro più ampio della civiltà agricola trapanese, una delle aree più importanti della viticoltura siciliana, dove la vite è presente da epoche molto antiche e si è sviluppata attraverso le fasi greca, punica, romana, araba, normanna e moderna. Il territorio, vicino a centri storici di grande rilievo come Segesta, Marsala, Mazara del Vallo e la valle del Belice, ha conosciuto nei secoli una viticoltura legata sia all’autoconsumo rurale sia alla produzione commerciale, con particolare sviluppo nel contesto della Sicilia occidentale ottocentesca e novecentesca, quando l’area trapanese divenne uno dei grandi poli italiani della produzione vinicola. La Salemi IGT era riservata a vini bianchi, anche nella tipologia frizzante, vini rossi, anche nelle tipologie frizzante e novello, e vini rosati, anche nella tipologia frizzante. I vini Salemi bianco, Salemi rosso e Salemi rosato dovevano essere ottenuti da uve provenienti da vigneti composti, nell’ambito aziendale, da uno o più dei vitigni Ansonica, Catarratto, Trebbiano, Grecanico e Damaschino; la specificazione di vitigno era prevista per Ansonica, Catarratto, Grecanico e Damaschino, quando il vitigno indicato rappresentava almeno l’85% delle uve impiegate, con possibilità di concorso fino al 15% di altri vitigni idonei alla coltivazione nella Regione Siciliana. La base ampelografica della denominazione era quindi insolitamente orientata verso vitigni a bacca bianca, anche per tipologie rosse e rosate, secondo una formulazione storica del disciplinare che rifletteva la natura locale e tradizionale della IGT. Il Salemi bianco si collocava su un profilo generalmente fresco, sapido, fruttato e mediterraneo, con il contributo del Catarratto, del Grecanico, dell’Ansonica e del Damaschino, vitigni capaci di esprimere vini di colore giallo paglierino, profumi delicati, sensazioni floreali o fruttate e gusto da secco a dolce; la versione bianco frizzante accentuava la vivacità e la facilità di beva. Il Salemi rosso, pur inserito tra le tipologie previste, aveva una fisionomia disciplinare particolare per la base varietale ammessa, e si presentava come vino dal colore rosso rubino, profilo caratteristico, gusto da secco a dolce e struttura generalmente non eccessiva; il rosso frizzante e il novello privilegiavano immediatezza, fragranza e componente giovane del vino. Il Salemi rosato, anche frizzante, era pensato per uno stile più leggero, fresco e immediato, con colore rosato, profumi fruttati e gusto armonico. Nel complesso, la Salemi IGT ha rappresentato una piccola denominazione territoriale della Sicilia occidentale, legata a Salemi, alla provincia di Trapani, ai suoli collinari calcareo-argillosi, al clima mediterraneo e a una base ampelografica centrata su Ansonica, Catarratto, Grecanico e Damaschino. La sua cancellazione dal registro europeo, efficace dal 2 giugno 2026, ne trasforma oggi il valore da denominazione produttiva attiva a riferimento storico-documentale; il percorso di cancellazione è collegato alla richiesta di riconoscimento di Salemi come Unità Geografica Aggiuntiva della DOC Sicilia, con conseguente abrogazione della precedente IGP Salemi.
Salemi IGT
| Creata nel | 1995 |
| Prima approvazione | Approvata con D.M. 10.10.1995, G.U. 269 del 17.11.1995 |
| Ultimi aggiornamenti | Regolamento di esecuzione UE 2026/1043 del 12 maggio 2026 |
| Regione | Sicilia |
| Province | Trapani |
| Tipo di denominazione | IGT |
| Zona di produzione | L’intero territorio del comune di Salemi in provincia di Trapani |
| Merceologia | Vino |
| Vitigno | Colore bacca | |
|---|---|---|
| Ansonica | ![]() | Bacca bianca |
| Grecanico dorato | ![]() | Bacca bianca |
| Damaschino | ![]() | Bacca bianca |
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