La Lison DOCG è una denominazione interregionale che si estende tra il Veneto orientale e il Friuli Venezia Giulia, nelle province di Venezia, Treviso e Pordenone. È dedicata a un vino bianco secco basato sul Tai, nome con cui in Veneto viene indicato il Friulano, già conosciuto come Tocai Friulano.
La denominazione comprende due tipologie: Lison DOCG e Lison Classico DOCG. Quest’ultima è riservata alla zona storica di produzione situata attorno alla località di Lison, nel territorio compreso principalmente tra Portogruaro, Pramaggiore, Annone Veneto, Cinto Caomaggiore e San Stino di Livenza.
La viticoltura nel territorio compreso tra il Veneto orientale e il Friuli occidentale ha origini antiche. La vicinanza alla città romana di Concordia Sagittaria e alle principali vie di comunicazione dell’Adriatico favorì già in epoca romana lo sviluppo della coltivazione della vite.
Nei secoli successivi la viticoltura rimase una componente importante dell’economia rurale del territorio. Un ruolo significativo fu svolto anche dalla Repubblica di Venezia, che favorì lo sviluppo agricolo delle campagne dell’entroterra e il commercio dei vini.
Nel Novecento il vino prodotto con Tocai Friulano divenne uno dei simboli enologici dell’area di Lison e Pramaggiore.
La prima tutela arrivò nel 1971, con il riconoscimento della DOC Lison. Nel 1974 questa confluisce nella più ampia Lison-Pramaggiore DOC.
Nel 2010 il vino Lison venne nuovamente separato dalla DOC Lison-Pramaggiore e ottenne il riconoscimento autonomo della DOCG, con D.M. 22 dicembre 2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 4 del 7 gennaio 2011. Il disciplinare è stato successivamente modificato, da ultimo con Provvedimento ministeriale 19 luglio 2018, la cui modifica ordinaria è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea nel 2019.
La zona di produzione della Lison DOCG si estende tra Veneto e Friuli Venezia Giulia.
In provincia di Venezia comprende integralmente i comuni di: Annone Veneto, Cinto Caomaggiore, Gruaro, Fossalta di Portogruaro, Pramaggiore e Teglio Veneto, e parte dei territori di: Caorle, Concordia Sagittaria, Portogruaro, San Michele al Tagliamento e San Stino di Livenza.
In provincia di Treviso comprende: Meduna di Livenza e parte del territorio di Motta di Livenza.
In provincia di Pordenone comprende: Chions, Cordovado e Pravisdomini, oltre a parte dei territori di Azzano Decimo, Morsano al Tagliamento e Sesto al Reghena.
Il territorio è prevalentemente pianeggiante ed è stato modellato nel corso del tempo dai depositi alluvionali dei fiumi Tagliamento, Livenza e Lemene.
I terreni sono generalmente costituiti da materiali alluvionali con componenti argillose, limose, sabbiose e calcaree. In molte zone è presente il caratteristico caranto, uno strato compatto formato da carbonati di calcio e magnesio che si trova nel sottosuolo della pianura veneto-friulana.
La vicinanza del mare Adriatico esercita un’importante influenza climatica, mitigando le temperature, mentre le correnti provenienti da nord e da est favoriscono ventilazione ed escursioni termiche.
La Lison DOCG deve essere ottenuta da:
Tocai friulano (Tai o Friulano) minimo 85%;
possono concorrere, fino a un massimo complessivo del 15%, altri vitigni a bacca bianca non aromatici idonei alla coltivazione nelle rispettive province di Venezia, Treviso e Pordenone.
Il Tai corrisponde al vitigno Friulano, storicamente conosciuto come Tocai Friulano. Dopo gli accordi europei che hanno riservato il termine Tokaj alla denominazione ungherese, in Veneto il vitigno viene indicato soprattutto con il nome Tai.
È una varietà capace di produrre vini di buona struttura, con acidità moderata e una caratteristica nota finale che richiama frequentemente la mandorla.
Per i nuovi impianti è prevista una densità minima di 3.000 ceppi per ettaro. Sono ammesse forme di allevamento a controspalliera semplice o doppia, mentre è vietata ogni pratica di forzatura; è consentita l’irrigazione di soccorso.
La resa massima è fissata in:
Le uve devono raggiungere almeno:
Le operazioni di vinificazione devono avvenire all’interno delle aree previste dal disciplinare nelle province interessate dalla denominazione.
La resa massima delle uve in vino finito è fissata dal disciplinare entro i limiti previsti per la DOCG.
Il disciplinare non impone l’utilizzo di particolari recipienti di fermentazione o affinamento. Il Lison può quindi essere vinificato e maturato in acciaio, cemento o legno, secondo lo stile del produttore.
La vinificazione tende generalmente a preservare il carattere varietale del Tai, la struttura del vino e la sua tipica nota sapida e mandorlata.
Il disciplinare contempla soltanto:
Non sono previste tipologie Riserva, Superiore, Passito, Frizzante o Spumante.
L’indicazione dell’annata di produzione delle uve è obbligatoria.
Il Lison DOCG costituisce la tipologia principale della denominazione.
Deve essere ottenuto con almeno 85% di Tai, con una resa massima di 11 t/ha.
All’immissione al consumo deve raggiungere almeno:
Il vino non può essere immesso al consumo prima del 1° gennaio dell’anno successivo alla vendemmia.
La menzione Classico è riservata ai vini ottenuti nella zona storica più ristretta della denominazione.
La zona comprende:
le frazioni Lison, Pradipozzo e Summaga nel comune di Portogruaro; Belfiore, Blessaglia e Salvarolo nel comune di Pramaggiore; Carline e Loncon nel comune di Annone Veneto; oltre a parte dei territori dei comuni di San Stino di Livenza e Cinto Caomaggiore.
Per il Lison Classico la resa massima delle uve è ridotta a 10 t/ha, rispetto alle 11 t/ha della versione generale, mentre il titolo alcolometrico volumico naturale minimo delle uve sale a 11,5% vol.
All’immissione al consumo il Lison Classico DOCG deve raggiungere almeno 12,5% vol. di titolo alcolometrico totale, contro i 12% della versione generale.
La menzione Classico identifica quindi non una semplice versione qualitativamente superiore, ma una specifica provenienza geografica dalla zona storica originaria del Lison.
Il Lison DOCG presenta colore giallo paglierino più o meno intenso, talvolta con riflessi che possono variare dal verdognolo al dorato.
Il profumo è caratteristico e gradevole, generalmente caratterizzato da note di fiori bianchi, erbe aromatiche, frutta a polpa bianca e gialla.
Al palato è asciutto e vellutato, con buona struttura e una caratteristica componente sapida. Il disciplinare ammette anche una gradevole percezione derivante dall’eventuale utilizzo del legno.
Uno dei tratti più riconoscibili del Tai è la tipica sensazione finale di mandorla, spesso accompagnata da note di erbe, fiori e frutta matura.
Il Lison Classico DOCG, grazie alle rese più contenute e alla provenienza dalla zona storica della denominazione, tende generalmente a presentare maggiore struttura e concentrazione.
Lison DOCG
| Creata nel | 2010 |
| Prima approvazione | Approvata con D.M. 22.12.2010, G.U. 4 del 07.01.2011 |
| Ultimi aggiornamenti | Ultime modifiche introdotte dal Provvedimento Ministeriale prot. n. 53673 del 19/07/2018 |
| Regione | Veneto, Friuli-Venezia Giulia |
| Province | Venezia, Treviso, Pordenone |
| Tipo di denominazione | DOCG |
| Merceologia | Vino |
| Sottozone | Lison DOCG sottozona Classico |
| Vitigno | Colore bacca | |
|---|---|---|
| Tocai Friulano | ![]() | Bacca bianca |
| Nome | Regione | La Guida Vini di Quattrocalici | Tipo |
|---|---|---|---|
| Lison classico DOCG | Friuli-Venezia Giulia, Veneto | Friulano-Tai | Vino fermo |
| Lison classico DOCG | Friuli-Venezia Giulia | Friulano-Tai | Vino fermo |
| Lison DOCG | Friuli-Venezia Giulia | Friulano-Tai | Vino fermo |
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