Il Rossese è un antico vitigno a bacca nera originario della Liguria, con particolare concentrazione nella provincia di Imperia. Documentato sin dal Medioevo, è tradizionalmente associato alle rotte commerciali mediterranee che collegavano la Riviera di Ponente con la Provenza.
La sua identità è frammentata in diversi biotipi locali (tra cui Rossese di Albenga, Rossese di Dolceacqua e altre varianti minori), ma il nucleo storico e qualitativamente più rilevante rimane quello della zona di Dolceacqua. La sua diffusione è rimasta circoscritta a causa della difficile orografia ligure e della particolare adattabilità del vitigno ai suoli aridi e alle terrazze costiere, dove ha mantenuto una forte tipicità territoriale.
Aree di coltivazione
In Liguria, il Rossese è coltivato soprattutto in provincia di Imperia, nelle aree di Dolceacqua, Camporosso, San Biagio della Cima, Soldano e Perinaldo, dove rientra nella DOC Rossese di Dolceacqua.
Un altro importante polo di coltivazione è nell’entroterra di Albenga, in provincia di Savona, zona vocata al biotipo Rossese di Albenga, inserito nella DOC Riviera Ligure di Ponente.
Fuori dalla Liguria, il vitigno è rarissimo, con presenze marginali nella vicina Provenza, dove è talvolta associato al Tibouren, e sporadiche micro-coltivazioni sperimentali.
Caratteristiche ampelografiche
La foglia del Rossese è medio-grande, spesso trilobata o debolmente pentalobata, con lembo sottile, margine irregolare e superficie leggermente bollosa.
Il grappolo è medio, conico o cilindrico-conico, talvolta alato, di compattezza variabile ma tendenzialmente non eccessiva.
L’acino è medio, sferico o lievemente ovale, con buccia sottile e facilmente pigmentabile, di colore blu-nero.
La polpa è succosa, acidula e con un profilo aromatico fine, caratterizzato dalla presenza di precursori terpenici che determinano una componente floreale tipica.
Nel complesso, l’apparato ampelografico descrive un vitigno delicato, sensibile e molto legato al microclima di origine.
Caratteristiche colturali e agronomiche
Il Rossese è un vitigno di vigoria moderata, sensibile alle principali malattie fungine, in particolare all’oidio, e richiede grande attenzione nella gestione della sanità delle uve.
Predilige terreni poveri e ben drenati, spesso scistosi o sabbiosi, tipici delle colline della Riviera di Ponente. Tollera bene la siccità e beneficia delle brezze marine che favoriscono l’evaporazione e la freschezza aromatica.
La maturazione è medio-precoce o intermedia, con vendemmia generalmente tra metà settembre e inizio ottobre.
Le rese sono naturalmente contenute, ma l’elevata qualità potenziale delle uve compensa ampiamente la scarsa produttività.
Caratteristiche enologiche del vitigno
In vinificazione, il Rossese dà origine a mosti caratterizzati da profumi eleganti e distintivi, con moderata dotazione polifenolica e acidità equilibrata.
Le macerazioni sono generalmente brevi per preservare la finezza aromatica e la delicatezza del colore. L’uso del legno è estremamente misurato: si predilige l’acciaio o botti grandi neutre per evitare di sovrastare il carattere varietale.
Si presta anche a vinificazioni leggere, con estrazione moderata, che valorizzano la componente floreale e speziata del vitigno.
Caratteristiche organolettiche del vino
Il vino da Rossese presenta colore rubino chiaro o talvolta trasparente, con luminosità marcata.
Al naso offre aromi caratteristici di rosa, violetta, lampone, fragolina di bosco, con note speziate leggere e accenti balsamici o mediterranei (erbe liguri, macchia).
Al palato è un vino fresco, con acidità viva, tannini leggeri ma ben definiti, struttura snella e buona persistenza.
Nelle versioni più tipiche, come il Rossese di Dolceacqua Superiore, raggiunge maggiore profondità e complessità, pur mantenendo la sua celebre eleganza e fragranza.
