L’Asparago Verde di Canino IGP è uno dei prodotti ortofrutticoli più rappresentativi dell’alta Maremma Laziale, particolarmente apprezzato per la tenerezza dei turioni, la limitata fibrosità e il sapore dolce ed equilibrato. Si tratta di un asparago appartenente alla specie Asparagus officinalis L., coltivato secondo pratiche consolidate nel territorio della Provincia di Viterbo, dove le particolari condizioni pedoclimatiche favoriscono lo sviluppo di produzioni di elevata qualità.
La diffusione commerciale dell’asparago nel comprensorio di Canino è relativamente recente. Sebbene la coltivazione fosse già presente da tempo, il suo sviluppo su larga scala risale soprattutto agli anni Ottanta del Novecento, quando numerose aziende agricole del territorio iniziarono a specializzarsi nella produzione di asparagi destinati sia al mercato nazionale sia all’esportazione. In pochi decenni il prodotto è diventato una delle eccellenze agricole della zona, fino a ottenere il riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta da parte dell’Unione Europea nel 2023.
Uno degli aspetti che maggiormente distingue l’Asparago Verde di Canino IGP è la sua particolare commestibilità. Grazie alla ridotta presenza di fibre, gran parte del turione può essere consumata senza scarti significativi, caratteristica che gli è valsa il soprannome di “asparago mangiatutto”.
L’area di produzione dell’Asparago Verde di Canino IGP comprende i comuni di Canino, Cellere, Montalto di Castro, Tarquinia, Tuscania, Tessennano e Arlena di Castro, tutti situati nella parte occidentale della Provincia di Viterbo, nel nord del Lazio.
Questo territorio presenta caratteristiche geologiche e climatiche particolarmente favorevoli alla coltivazione dell’asparago. I terreni sono prevalentemente di origine vulcanica o alluvionale, profondi, ben drenati e ricchi di sostanze minerali. Il clima beneficia inoltre della vicinanza del Mar Tirreno, che contribuisce a mitigare le temperature e a limitare gli sbalzi termici.
L’agricoltura ha sempre rappresentato una componente fondamentale dell’economia locale. Accanto alle produzioni olivicole, cerealicole e vitivinicole, l’asparagicoltura ha assunto negli ultimi decenni un ruolo crescente, diventando una delle colture simbolo della zona. La notorietà del prodotto è testimoniata anche dalle manifestazioni dedicate alla sua valorizzazione, tra cui la tradizionale Sagra dell’Asparago Verde di Canino, che contribuisce a promuovere la cultura gastronomica del territorio.
L’Asparago Verde di Canino IGP è costituito dal turione fresco della specie Asparagus officinalis L., ottenuto da specifiche cultivar autorizzate dal disciplinare, tra cui Atlas, Grande, UC157, Vegalim, Starlim, Italo, Atticus e Verdus.
La coltivazione avviene in pieno campo o in impianti protetti. Gli asparageti possono rimanere in produzione per molti anni e vengono realizzati mediante l’impianto delle zampe in terreni accuratamente preparati e lavorati in profondità. La raccolta avviene esclusivamente a mano mediante appositi coltelli che consentono di recidere il turione sotto il livello del terreno.
Il disciplinare stabilisce precisi requisiti qualitativi. I turioni devono essere diritti, consistenti, privi di cavità interne e di spaccature, con apice ben chiuso. Il prodotto può essere commercializzato fresco oppure destinato alla trasformazione e alla commercializzazione come prodotto di terza gamma, surgelato o congelato.
Dal punto di vista visivo, l’Asparago Verde di Canino IGP si distingue per il colore verde brillante uniforme lungo tutto il turione, spesso accompagnato da leggere sfumature violacee nella parte apicale. L’aspetto è elegante e regolare, con turioni sodi e ben formati.
Al naso presenta profumi vegetali freschi e delicati, che richiamano l’erba appena tagliata, le erbe di campo e le verdure primaverili. L’intensità aromatica può variare da moderata a pronunciata, mantenendo comunque un profilo pulito e privo di sentori anomali.
Al gusto emerge la caratteristica che ha reso celebre questo prodotto: una marcata dolcezza naturale, superiore a quella riscontrabile in molte altre tipologie di asparago. Tale dolcezza è accompagnata da una piacevole nota erbacea e da una consistenza particolarmente tenera, favorita dalla ridotta fibrosità del turione. Il risultato è un ortaggio equilibrato, delicato e molto versatile in cucina.
L’abbinamento vino e asparagi rappresenta tradizionalmente una delle sfide più interessanti della gastronomia. Le sostanze aromatiche presenti negli asparagi, unite alla loro leggera tendenza amarognola e vegetale, richiedono vini dotati di buona freschezza e discreta aromaticità, evitando eccessive strutture tanniche o importanti affinamenti in legno.
Nel caso dell’Asparago Verde di Canino IGP, la particolare dolcezza del prodotto amplia le possibilità di abbinamento. Preparazioni semplici come asparagi al vapore, insalate, frittate o risotti trovano ottimi compagni in vini come l’Est! Est!! Est!!! di Montefiascone DOC, il Frascati Superiore DOCG o il Grechetto dell’Umbria IGT, capaci di offrire freschezza e armonia senza coprire la delicatezza dell’ortaggio.
Per piatti più strutturati, come paste agli asparagi, preparazioni con crostacei o ricette a base di uova, possono risultare particolarmente efficaci un Vermentino, un Sauvignon Blanc o un Bellone del Lazio, vini che possiedono un corredo aromatico vegetale e floreale in grado di dialogare con le caratteristiche dell’asparago.
Asparago Verde di Canino IGP
| Creata nel | Regolamento di esecuzione (UE) 2023/2483 della Commissione del 6 novembre 2023 |
| Regione | Lazio |
| Province | Viterbo |
| Tipo di denominazione | IGP |
| Comuni della zona | Canino, Cellere, Montalto di Castro, Tarquinia, Tuscania, Tessennano, Arlena di Castro |
| Merceologia | Verdure e ortaggi |
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