Il Vitigno Mourvèdre e i suoi vini
Il Mourvèdre è un vitigno a bacca rossa di origine probabilmente iberica, con radici storiche nella zona compresa tra la Catalogna e il Levante spagnolo, dove è conosciuto come Monastrell. Dalla penisola iberica si diffonde presto nel Midi francese, già citato in documenti medievali provenzali e della Linguadoca con il nome Morvedre, dal toponimo di Sagunto (Murviedro), uno dei suoi centri storici di coltivazione. Tra XVIII e XIX secolo diventa una delle varietà più identitarie della Provenza costiera, trovando condizioni ottimali nei suoli calcarei e nelle esposizioni ventose. La sua presenza si consolida soprattutto in due aree: la Spagna sud-orientale, dove mantiene un ruolo dominante, e la fascia mediterranea francese, dove entra in maniera stabile negli assemblaggi classici dei vini rossi e rosati, come il GSM (Grenache-Syrah-Mourvèdre). Oggi è considerato uno dei vitigni mediterranei più archetipici, grazie al profilo tannico, alla ricchezza fenolica e alla longevità.
Aree di coltivazione
La Spagna è ancora oggi il principale paese di coltivazione del Monastrell, con grandi superfici nelle regioni di Murcia, Alicante e Castilla-La Mancha. In Francia il Mourvèdre è un pilastro della Provenza, in particolare nell’appellazione Bandol, dove dà origine ai vini più celebri del vitigno; è presente anche nella Linguadoca, nel Roussillon e nel Rodano meridionale, dove spesso partecipa agli assemblaggi con Grenache e Syrah. In Italia la sua presenza è molto limitata, con piccole superfici in Liguria e in Sardegna. A livello internazionale è diffuso in California, Australia e Sudafrica, in contesti climatici caldi e secchi che ne valorizzano la maturazione tardiva.
Caratteristiche ampelografiche
Il Mourvèdre ha foglia medio-grande, rotondeggiante, trilobata o pentalobata, con lembo spesso e superficie rugosa. Il grappolo è medio-piccolo, cilindrico o conico, molto compatto, caratteristica che richiede attenzione in fase di maturazione. L’acino è piccolo, sferico, con buccia spessa e di colore blu-nero intenso, ricchissima di pruina. La polpa è consistente e poco succosa. Il patrimonio fenolico dell’acino è elevato: tannini abbondanti, antociani stabili, composti aromatici che ricordano frutti scuri, erbe mediterranee e spezie. Questi elementi rendono il vitigno particolarmente adatto a vini rossi strutturati e di lunga vita.
Caratteristiche colturali e agronomiche
Il Mourvèdre è una varietà esigente e tardiva. Necessita di clima caldo, illuminazione intensa e soprattutto di vendemmie molto avanzate per raggiungere la piena maturazione fenolica. È sensibile agli sbalzi termici e non tollera i suoli pesanti: predilige terreni calcarei, drenanti e poveri, ideali per controllarne la vigoria. La produzione è moderata e irregolare, poiché il vitigno risente di condizioni climatiche fresche o ventose durante la fioritura. La compattezza del grappolo lo rende vulnerabile alla botrite nelle zone umide, mentre mostra buona resistenza alla siccità e ai venti marini. Il ciclo vegetativo lungo ne fa un vitigno perfetto per i climi mediterranei caldi e stabili.
Caratteristiche enologiche del vitigno
Dal punto di vista enologico il Mourvèdre è una varietà di grande potenza. Le uve, molto ricche di tannini e polifenoli, richiedono vinificazioni attente, con macerazioni lunghe e controllo rigoroso delle estrazioni per evitare ruvidità eccessive. L’acidità è moderata, mentre il contenuto zuccherino tende a essere elevato nelle annate calde. Il vitigno è particolarmente adatto all’uso del legno, sia grande sia piccolo, grazie alla struttura che sostiene l’affinamento e ne integra lentamente i toni speziati. In molti territori viene usato come elemento strutturale negli assemblaggi mediterranei, come il GSM, mentre nelle aree più vocate, come Bandol, è protagonista assoluto di vini di grande austerità e longevità.
Caratteristiche del vino
Il vino ottenuto da Mourvèdre ha un colore rubino profondo, denso, con riflessi violacei da giovane. Il profilo aromatico è concentrato e complesso: mora, mirtillo, prugna nera, cuoio, spezie, erbe mediterranee, pepe nero, talvolta note selvatiche e minerali. Al palato è pieno, tannico, caldo, con una struttura imponente e una persistenza lunga. L’evoluzione in bottiglia è notevole: sviluppa toni di sottobosco, cacao, liquirizia ed eleganti nuances eteree. Nelle versioni provenzali, in particolare a Bandol, i vini raggiungono profondità e longevità straordinarie, con un profilo austero e mediterraneo. In assemblaggio con Grenache e Syrah contribuisce a dare colonne portanti di struttura, complessità e capacità evolutiva ai grandi vini rossi del Sud della Francia.
