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Repubblica di San Marino




Il Territorio della Repubblica di San Marino

San Marino è un piccolissimo stato, situato all’interno del territorio italiano, al confine tra le regioni dell’Emilia-Romagna (provincia di Rimini) e delle Marche (provincia di Pesaro e Urbino). San Marino è una delle repubbliche più antiche al mondo. La sua omonima capitale sorge sui pendii del monte Titano ed è famosa per il centro storico medievale circondato da mura e per le viuzze acciottolate. Sui tre picchi del monte sorgono le tre torri, fortezze risalenti all’XI secolo. La Repubblica di San Marino ha un’estensione di 61,19 km² ed una popolazione di 33 328 abitanti.

La Storia della Viticoltura nella Repubblica di San Marino

Le prime testimonianze di coltura della vite a San Marino datano al periodo dal 400 al 700 d.C. All’epoca la piccola comunità che abitava le pendici del Monte Titano si dedicava principalmente all’agricoltura ed alla pastorizia. L’importanza della vite viene riconosciuta attorno al XIII secolo, quando, come riportato negli statuti del 1352-53, le vigne vengono protette per legge e chiunque le danneggi viene condannato a pene pecuniarie. Gli statuti del 1600 indicano i lavori da svolgersi nelle vigne e le pene comminate ai rivenditori di vino annacquato. Il primo Catasto Rustico della Repubblica di San Marino risale al 1775. Tra gli altri, viene per la prima volta censito un terreno viticolo di 600 ha. di cui 150 a vigna specializzata ed i rimanenti coltivati a seminativo e oliveto. Infatti nei vigneti sono sempre presenti olivi e piante da frutto. I vitigni più comuni dell’epoca sono il Canino bianco, il Biancale, il Trebbiano, il Moscatello bianco e nero, l’Aleatico, l’Albana, il Sangiovese. La viticoltura dell’epoca prevedeva che le viti venissero allevate ad alberello basso, all’altezza di due palmi da terra, oppure maritate agli aceri. I vini cominciano con il tempo a diffondersi al di fuori delle regioni limitrofe, arrivando ad essere presenti sulle tavole fino a Venezia. Il centro del commercio della Repubblica di San Marino si concentra a Borgo Maggiore, dove si trovano le più importanti cantine, favorite dalla presenza di grotte incuneate nelle viscere del monte, dove i vini acquistavano un gradevolissimo sapore. I vini più diffusi erano il Sangiovese e vini bianchi di particolare pregio, tra cui il famoso “Moscato sammarinese”, prodotto da alcuni viticoltori di Borgo, che acquiata subito fama e rinomanza. I turisti dell’epoca che salivano a Rimini a San Marino su carrozze e cavalli e facevano sosta alle “Grotte”, riposandosi e ristorandosi con i caratteristici vini locali che venivano anche venduti al pubblico nelle giornate di fiera e mercato. La produzione complessiva di vino raggiunge sul finire del secolo la rilevante quantità di 20.300 some (1 soma sammarinese corrispondeva a 75 lt.). I primi significativi riconoscimenti internazionali per il vino Sammarinese vengono ottenuti tra il 1878 e il 1890, all’Exposition Universelle de Paris, dove i produttori sammarinesi ricevono medaglie d’argento e di bronzo per il Sangiovese e alcuni vini bianchi.

I Vini della Repubblica di San Marino

Oggi San Marino può contare su circa 200 ha. vitati, suddivisi in 574 vigneti. Le vigne sono disposte ad una altitudine media compresa fa 100 e 400 metri s.l.m., impiantate per il 65% con uve a bacca nera. Il vitigno principale è il Sangiovese, cui seguono l’Aleatico e gli internazionali Merlot e Cabernet Sauvignon. Tra le varietà a bacca bianca, il Biancale (Biancame o Bianchello) è quello più coltivato, seguito dai vitigni autoctoni di San Marino Cargarello e Canino bianco. Per finire si trovano anche Moscato bianco, Albana e Ribolla (così si chiama a San Marino il Pignoletto).

La legislazione sul vino di San Marino

Nel 1974 il governo di San Marino iniziò un importante lavoro di selezione clonale per portare al recupero del patrimonio viticolo autoctono per poi avviarne la propagazione nei nuovi vigneti. I viticoltori, consapevoli dell’importanza di tale recupero, si allearono creando il Consorzio Vini Tipici, nato nel 1976. A partire da quell’anno, varie leggi e decreti fondano le basi ufficiali della viticoltura della Repubblica di San Marino. La Legge 31 ottobre 1986 n. 127, sulla viticoltura e produzione di vini, vede la luce dopo 12 anni di ricerca e sperimentazione e d è di fatto lo strumento che ha permesso la valorizzazione delle produzioni vinicole sammarinesi. Questa Legge ha istituito il Marchio di Identificazione di Origine, in forma di una fascetta applicata al collo della bottiglia, per i vini prodotti secondo le norme stabilite nel disciplinare di produzione. Inoltre lo stesso disciplinare prevede controlli che coprono l’intero ciclo di lavorazione dei vini, partendo dal vigneto per giungere al prodotto finale. Tali controlli vengono effettuati da organi tecnici ed operativi dello Stato, a garanzia delle produzioni ed a tutela dei consumatori.

I produttori in Repubblica di San Marino

 ProduttoreProvinciaComune
Consorzio Vini Tipici San Marino

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