Il Pugnitello è un raro vitigno a bacca nera autoctono della Toscana, la cui origine è localizzata nelle campagne della provincia di Siena e più ampiamente nella fascia collinare tra l’Alta Maremma e il Chianti meridionale. Il nome deriva dalla forma del grappolo, che ricorda un piccolo pugno chiuso (“pugno”).
A lungo confuso con altre varietà toscane minori, è stato correttamente identificato e recuperato negli anni ’80 e ’90 grazie a un progetto di ricerca del Dipartimento di Scienze Agrarie dell’Università di Firenze e del Centro di Ricerca di Radda in Chianti. La riscoperta del Pugnitello ha suscitato grande interesse per la sua identità aromatica, la ricchezza fenolica e la capacità di generare vini di notevole personalità.
Aree di coltivazione
La coltivazione del Pugnitello è ancora molto limitata ma in crescita. I nuclei più importanti si trovano in Toscana, nelle province di Siena e Grosseto, in particolare nei comuni di Radda in Chianti, Castelnuovo Berardenga, Gaiole in Chianti, Magliano in Toscana e nell’entroterra grossetano.
È oggi inserito in diversi disciplinari IGT toscani, mentre non figura in molte DOC/DOCG tradizionali proprio per la sua riscoperta recente. Fuori dalla Toscana è presente solo in piccole parcelle sperimentali e non ha reale diffusione internazionale.
Caratteristiche ampelografiche
La foglia del Pugnitello è medio-grande, trilobata o talvolta pentalobata, con lembo spesso, lucente e bordi irregolarmente dentati.
Il grappolo è piccolo, compatto, dalla tipica forma “a pugno”, elemento distintivo del vitigno.
L’acino è piccolo, sferico, con buccia spessa e ricca di pruina, di colore blu-nero intenso.
La polpa è succosa e dotata di elevata concentrazione fenolica.
L’alto rapporto buccia/polpa rende il Pugnitello uno dei vitigni toscani più naturalmente dotati di colore e complessità aromatica.
Caratteristiche colturali e agronomiche
Il Pugnitello è un vitigno a bassa produttività e vigoria moderata. Predilige suoli galestrosi, argillosi o ricchi di scheletro, tipici delle colline della Toscana centrale.
Mostra buona resistenza alla siccità e una discreta tolleranza alle principali malattie crittogamiche, anche grazie alla compattezza del grappolo e alla spessa buccia. La maturazione è medio-tardiva, generalmente nella seconda metà di settembre.
La resa limitata è uno dei fattori chiave della qualità del vitigno, che richiede pochi interventi di diradamento e si presta bene a pratiche agronomiche orientate alla massima espressività del frutto.
Caratteristiche enologiche del vitigno
In vinificazione, il Pugnitello produce mosti ricchi di antociani e tannini fini ma abbondanti, con struttura importante e notevole potenziale di affinamento.
Sopporta bene le macerazioni lunghe e si presta all’uso del legno, sia grande sia piccolo, senza perdere la sua identità varietale. L’acidità naturale è buona, contribuendo alla freschezza del profilo gustativo.
È spesso utilizzato in purezza da produttori di alta qualità, ma può anche fungere da eccellente componente strutturante in uvaggi toscani moderni.
Caratteristiche organolettiche del vino
Il vino da Pugnitello presenta colore rubino profondo con sfumature quasi violacee. Il profilo aromatico è ricco: frutti neri maturi (mora, prugna), ciliegia, spezie dolci, liquirizia, note di terra, balsamico e talvolta un accenno di grafite.
Al palato è strutturato, con tannini decisi ma eleganti, acidità equilibrata, ampiezza gustativa e lunga persistenza. Le versioni migliori mostrano un’interessante capacità di evoluzione, sviluppando complessità terziarie senza perdere vivacità.
