Le prime citazioni sicure risalgono ai secoli XVIII–XIX, in cui l’uva è descritta come varietà “gentile”, capace di produrre vini bianchi equilibrati destinati tanto al consumo quotidiano quanto all’impiego in uvaggio con i rossi locali. La sua diffusione si consolidò soprattutto nei territori rurali intorno a Potenza, Acerenza, Tolve, Vaglio e nelle colline che preludono al Vulture. La Malvasia Bianca di Basilicata è oggi una delle uve bianche storiche più rappresentative della regione, pur essendo coltivata in superfici limitate rispetto ai vitigni rossi tradizionali.
Zone di coltivazione
L’areale principale della Malvasia Bianca di Basilicata comprende la fascia collinare e pedemontana del Potentino (Acerenza, Maschito, Oppido Lucano, Genzano di Lucania, Vaglio di Basilicata) e alcune zone del Materano orientate verso le aree più fresche e interne.
Il vitigno è ammesso nella Matera DOC, nella Terre dell’Alta Val d’Agri DOC e in alcune IGT regionali.
Si esprime al meglio tra i 300 e i 600 metri di altitudine, in terreni calcareo-argillosi o marnosi, spesso ricchi di scheletro, e in un clima caratterizzato da forti escursioni termiche che preservano l’acidità naturale. La presenza è meno significativa nel Vulture, dove prevalgono altre varietà bianche, ma piccoli impianti sopravvivono anche in quell’area.
Caratteristiche ampelografiche
La Malvasia Bianca di Basilicata presenta vigoria medio-elevata e portamento espanso. Le foglie sono medio-grandi, da trilobate a pentalobate, con lembo di consistenza medio-spessa e superficie leggermente ondulata.
Il grappolo è medio o medio-grande, conico o cilindrico-conico, generalmente mediamente compatto. Gli acini sono medio-grandi, sferici, con buccia giallo-verde o dorata, piuttosto consistente ma non spessa. La polpa è succosa, leggermente acidula, dal profilo aromatico neutro o appena fruttato.
La maturazione è medio-tardiva, posizionandosi tra metà settembre e inizio ottobre.
Caratteristiche colturali e agronomiche
Il vitigno mostra buona capacità di adattamento ai suoli lucani, tollera bene la siccità estiva e beneficia delle altitudini elevate. La sua suscettibilità alle crittogame è nella media: peronospora e botrite possono rappresentare un problema nei grappoli più compatti, mentre l’oidio è generalmente sotto controllo.
La produttività è medio-alta e regolare, caratteristica che storicamente ne ha favorito la diffusione nei vigneti familiari dell’entroterra. Gli allevamenti più comuni sono guyot e cordone speronato, con potature mirate a contenere vigoria e a favorire aerazione dei grappoli.
Caratteristiche enologiche del vitigno
Le uve di Malvasia Bianca di Basilicata producono mosti di medio tenore zuccherino, buona acidità e profilo aromatico sobrio, qualità che le rendono adatte alla vinificazione in acciaio e alla produzione di vini freschi, lineari e territoriali.
Il profilo aromatico ricorda fiori bianchi, agrumi, pera, mela, erbe di campo e talvolta leggere note minerali. In alcune aziende si sperimentano brevi soste sulle fecce fini per arricchire struttura e volume.
Caratteristiche organolettiche dei vini
I vini da Malvasia Bianca di Basilicata presentano colore giallo paglierino chiaro, con riflessi verdolini. Il bouquet è delicato e fine, con note di agrumi, fiori bianchi, frutta fresca e sfumature vegetali.
Al palato sono snelli, equilibrati e freschi, con acidità lineare, corpo medio-leggero e un finale asciutto e pulito, talvolta leggermente minerale o sapido.
