Trebbiano abruzzese - La Guida dei Vitigni d'Italia

vitigno trebbiano Abruzzese

Il vitigno Trebbiano abruzzese

Il vitigno Trebbiano abruzzese appartiene alla grande famiglia dei Trebbiani ed è molto  simile al Biancame, a sua volta biotipo del Trebbiano Toscano. tra i vitigni a bacca bianca più coltivati nell'Italia centrale (Emilia-Romagna, Marche, Lazio ed Abruzzo). I vitigni della famiglia dei Trebbiani sono noti in Italia fin dall'epoca romana. Il loro nome deriva da "Trebula", ossia fattoria (Plinio il vecchio descrive un "Vinum Trebulanum", che secondo questa interpretazione, starebbe per "vino di paese", o "vino casareccio"). Distinguere i vari cloni, che portano un nome che spesso indica la loro prevenienza o l'areale di maggior diffusione, non è sempre così facile. Il Trebbiano abruzzese dà vini leggeri e non molto strutturati, ma manifesta ben altre qualità se coltivato con basse rese e vinificato con attenzione.

Estratto dal catalogo vitigni

Nome varietà Codice varietà Sinonimi riconosciuti Autorizzato province Autorizzato regioni Raccomandato province Raccomandato regioni Anno ins. Gruppi
Trebbiano Abruzzese B. 332 Abruzzo 1994 Locali

Caratteristiche del vitigno Trebbiano abruzzese

Colore Bacca: Bianca

Caratteristiche varietali:

Il vitigno Trebbiano Abruzzese ha  le seguenti caratteristiche varietali:

  • Foglia: media , tri-pentalobata
  • Grappolo: medio-grande, conico o cilindrico-conico, spesso alato, semi spargolo
  • Acino: medio-grande, rotondo Buccia: spessa e consistente, di colore giallo-verdolino, con puntinature marroni.

Coltura ed allevamento:

Il vitigno Trebbiano Abruzzese predilige i terreni leggeri, siliceo-calcarici, ricchi di scheletro, ben esposti. Una potatura corta favorisce la costanza nella produzione.

Caratteristiche produzione:

Il vitigno Trebbiano Abruzzese ha grande vigoria e produzione abbondante.

Caratteristiche vino:

Il vitigno Trebbiano Abruzzese dà un vino dal colore giallo paglierino, legggero al naso con aromi fruttati e floreali e note didi mela e camomilla, spesso accompagnate da note minerali di pietra focaia e grafite. Al palato è secco, morbido, armonico con retrogusto lievemente ammandorlato