Il Ruchè è un antico vitigno a bacca nera autoctono del Piemonte, con centro storico di diffusione nella provincia di Asti, in particolare attorno ai comuni di Castagnole Monferrato, Refrancore, Montemagno e Grana. Le sue origini non sono del tutto chiare: secondo alcune ipotesi sarebbe un vitigno locale selezionatosi nei secoli nella zona del Monferrato; secondo altre potrebbe essere giunto dalla Francia in epoca medievale attraverso ordini religiosi.
La denominazione “Ruchè” appare in documenti del XIX secolo, ma la sua valorizzazione moderna inizia negli anni Settanta grazie al lavoro di alcuni produttori che ne intuiscono il potenziale qualitativo. Nel 2010 gli viene riconosciuta la DOCG Ruchè di Castagnole Monferrato, sancendo definitivamente il suo status di vitigno identitario del territorio.
Aree di coltivazione
La coltivazione del Ruchè è concentrata quasi esclusivamente in Piemonte, nella provincia di Asti. Il cuore produttivo rimane la zona di Castagnole Monferrato e dei comuni limitrofi: Refrancore, Montemagno, Portacomaro, Soglio, Viarigi e Grana.
Fuori da questa ristretta area del Monferrato, il vitigno è quasi assente, benché piccole prove sperimentali siano state realizzate in altre zone piemontesi. La sua identità rimane fortemente legata ai suoli marnosi e al microclima collinare dell’Astigiano.
Caratteristiche ampelografiche
La foglia del Ruchè è medio-grande, trilobata o debolmente pentalobata, con lembo spesso, di colore verde scuro, leggermente bolloso.
Il grappolo è medio, di forma conica o cilindrico-conica, generalmente spargolo o mediamente compatto.
L’acino è medio, sferico, con buccia di colore blu-violaceo, ricca di antociani.
La polpa è succosa, leggermente acidula, caratterizzata da un profilo aromatico intenso, con presenza significativa di composti terpenici responsabili della tipica componente floreale del vitigno.
L’insieme delle caratteristiche ampelografiche indica un’uva fine, elegante e fortemente espressiva sul piano aromatico.
Caratteristiche colturali e agronomiche
Il Ruchè è un vitigno di vigoria medio-alta, sensibile alle condizioni pedoclimatiche e richiedente esposizioni ben ventilate. Predilige terreni marnosi-calcarei tipici del Monferrato, che favoriscono maturazioni equilibrate e buona concentrazione aromatica.
È moderatamente sensibile a peronospora e oidio, mentre tollera discretamente la siccità estiva. La maturazione è medio-tardiva, con vendemmia tra metà e fine settembre.
Le rese devono essere contenute per evitare eccessiva diluizione aromatica: la qualità del Ruchè dipende molto dalla gestione della chioma e dall’illuminazione delle uve.
Caratteristiche enologiche del vitigno
In vinificazione, il Ruchè genera mosti ricchi di aromi primari, con buona acidità e dotazione fenolica moderata.
I tempi di macerazione sono generalmente brevi, per preservare la fragranza varietale ed evitare tannini troppo marcati.
L’affinamento avviene quasi sempre in acciaio, raramente in legno neutro, poiché la forte personalità aromatica del vitigno rischia di essere sovrastata da un uso eccessivo del rovere.
La presenza di terpeni richiede particolare attenzione nella gestione delle temperature di fermentazione per scongiurare ossidazioni o perdita di aromi.
Caratteristiche organolettiche del vino
Il vino da Ruchè presenta colore rubino brillante con riflessi violacei.
Al naso propone aromi intensi e caratteristici di rosa, violetta, frutta rossa matura (lampone, ciliegia), leggere note speziate e talvolta sentori di pepe bianco e erbe aromatiche.
Al palato è morbido, con tannini fini, acidità equilibrata e buona struttura, accompagnata da lunga persistenza aromatica.
Lo stile è aromaticamente suadente ma non eccessivo, con una trama gustativa elegante che ne fa uno dei rossi più originali del panorama piemontese.
