Il Tintore è un antico vitigno a bacca nera originario della Campania, con radicamento storico nella provincia di Salerno e in particolare nei comuni di Tramonti, Maiori e Minori, nel cuore della Costiera Amalfitana. Documentato sin dal Medioevo, ma probabilmente più antico, il Tintore appartiene al gruppo genetico delle uve meridionali ad alta pigmentazione, spesso confuso in passato con altre varietà scure della regione.
La sua sopravvivenza è dovuta soprattutto alla presenza di vigne secolari, spesso prefillosseriche, allevate su pergola tradizionale e situate in terrazze storiche. È uno dei simboli della viticoltura eroica della Costiera Amalfitana e un raro esempio di vitigno autoctono rimasto in coltivazione quasi esclusivamente nella sua area d’origine. Negli ultimi decenni ha ricevuto un rinnovato interesse da parte della ricerca ampelografica e dei produttori locali.
Aree di coltivazione
La produzione del Tintore è concentrata nella Costiera Amalfitana, in particolare nel comune di Tramonti, che ospita numerosi vigneti storici ancora coltivati a piede franco.
Rientra tra le varietà principali della sottozona Tramonti della DOC Costa d’Amalfi, spesso vinificato in uvaggio con Piedirosso e altre varietà locali.
Fuori dalla provincia di Salerno il vitigno è estremamente raro e non sono presenti impianti significativi né in altre regioni italiane né all’estero. La sua identità è quindi fortemente territoriale e legata al paesaggio viticolo della costiera.
Caratteristiche ampelografiche
La foglia del Tintore è grande, spesso pentalobata, con lembo robusto e strutturato, margini irregolari e superficie leggermente bollosa.
Il grappolo è medio o grande, piramidale, spesso alato e generalmente compatto.
L’acino è medio o piccolo, sferico, con buccia molto spessa, di colore blu-nero e ricchissima di antociani.
La polpa è succosa, con acidità sostenuta e forte dotazione fenolica.
L’insieme delle caratteristiche ampelografiche spiega la marcata intensità colorante e la struttura dei vini ottenuti dalla varietà.
Caratteristiche colturali e agronomiche
Il Tintore è un vitigno vigoroso, che si adatta perfettamente ai terreni vulcanici, tufacei e alle ripide terrazze della Costiera Amalfitana.
Predilige esposizioni alte e ventilate, è resistente alla siccità e beneficia delle marcate escursioni termiche delle zone collinari.
La maturazione è tardiva e richiede stagioni calde e ben soleggiate per garantire una completa maturazione fenolica.
La gestione del grappolo compatto richiede attenzione nelle annate umide, ma l’elevata resistenza naturale del vitigno contribuisce alla longevità delle vigne, spesso ultracentenarie.
Caratteristiche enologiche del vitigno
In vinificazione, il Tintore fornisce mosti molto concentrati, con colore intensissimo, acidità marcata e tannini importanti.
Si presta a macerazioni anche prolungate, che amplificano potenza e complessità.
L’affinamento in legno grande o in tonneaux favorisce l’evoluzione aromatica e l’amalgama tannica, mantenendo al tempo stesso la freschezza naturale del vitigno.
È raramente vinificato in purezza, ma negli ultimi anni alcuni produttori hanno iniziato a esplorarne il pieno potenziale monovarietale, con risultati notevoli.
Caratteristiche organolettiche del vino
Il vino da Tintore ha colore rubino molto profondo, quasi impenetrabile, con tonalità violacee nei vini giovani.
Al naso esprime aromi di frutti neri maturi (mora, prugna, ribes), note speziate, accenti balsamici, e frequenti richiami minerali derivati dai suoli vulcanici della costiera.
Al palato è strutturato, con tannini robusti, acidità elevata, grande corpo e lunga persistenza.
Con l’invecchiamento sviluppa note di cuoio, tabacco, cioccolato e una complessità terziaria che ne esalta il carattere aristocratico e territoriale.
