Il Roditis è un antico vitigno a bacca bianca originario della Grecia, ampiamente documentato fin dall’antichità classica e considerato uno dei pilastri della tradizione vitivinicola ellenica. Il nome deriva da “rodon”, rosa, probabilmente in riferimento al tenue colore rosato della buccia in alcune biotipologie.
Storicamente diffuso in tutto il Peloponneso e nelle regioni nord-occidentali greche, il Roditis è stato per secoli il vitigno bianco più coltivato della Grecia, particolarmente apprezzato per la sua adattabilità ai diversi ambienti e per la capacità di conservare elevata acidità anche in climi caldi. Oggi rappresenta una componente fondamentale di molti vini tradizionali, tra cui la celebre Retsina.
Aree di coltivazione
La coltivazione del Roditis è estesa soprattutto nel Peloponneso, in particolare nelle regioni di Achaia, Corinto e Arcadia.
È presente in modo significativo anche in Macedonia, Thessalia e in alcune isole dello Ionio, come Zakynthos e Kefalonia.
Negli ultimi decenni è stato valorizzato grazie alla selezione di cloni a frutto più piccolo e a minor produttività, che permettono di ottenere vini di maggiore complessità rispetto alle versioni tradizionalmente semplici e leggere.
Fuori dalla Grecia, il vitigno rimane molto raro e non ha trovato veri poli di diffusione.
Caratteristiche ampelografiche
La foglia del Roditis è medio-grande, generalmente trilobata o pentalobata, con lembo spesso, verde scuro, leggermente bolloso.
Il grappolo è grande, conico o cilindrico-conico, spesso spargolo o mediamente compatto, caratteristica che favorisce la sanità delle uve in climi caldi e ventilati.
L’acino è medio o grande, spesso leggermente ovale, con buccia mediamente spessa, di colore giallo-verde o con sfumature rosate nelle biotipologie dette “Roditis Alepou”.
La polpa è succosa, acidula, con profilo aromatico fine ma tendenzialmente neutro.
Caratteristiche colturali e agronomiche
Il Roditis è un vitigno molto vigoroso e produttivo, capace di adattarsi a terreni diversi, dal calcareo al vulcanico. Predilige le altitudini medie, dove le escursioni termiche contribuiscono a mantenere elevata acidità e aromi più puliti.
È moderatamente resistente alla siccità e al caldo estivo, ma può essere sensibile all’oidio e alla botrite, soprattutto nelle selezioni a grappolo compatto.
La produttività elevata richiede particolare attenzione nel contenimento delle rese per ottenere uve di qualità.
La maturazione è medio-tardiva, con vendemmia generalmente a fine settembre.
Caratteristiche enologiche del vitigno
In vinificazione, il Roditis offre mosti di buona acidità e moderata intensità aromatica, predisposti alla produzione di vini bianchi freschi e leggeri.
Le tecniche moderne prevedono spesso pressature soffici, fermentazioni a bassa temperatura in acciaio e affinamenti brevi, per preservare le note più delicate del vitigno.
Le selezioni più qualificate (come Roditis Alepou) consentono vinificazioni più complesse, con maggiore struttura e potenziale di evoluzione.
Il vitigno è inoltre storicamente impiegato nella produzione della Retsina, dove si presta bene all’infusione con resina di pino grazie alla sua acidità naturale.
Caratteristiche organolettiche del vino
Il vino da Roditis presenta colore giallo paglierino tenue.
Al naso offre aromi di agrumi, mela verde, pera, lievi note di fiori bianchi e freschi accenti minerali.
Al palato è generalmente fresco, con acidità vivace, struttura leggera o medio-leggera e buona scorrevolezza.
Le versioni provenienti da altitudini più elevate mostrano maggiore finezza, persistenza e capacità di evoluzione, con note più marcate di agrume maturo e erbe aromatiche.
Nella Retsina emergono le tipiche sensazioni resinose, perfettamente integrate con la freschezza naturale del vitigno.
