Il Persan è un vitigno a bacca nera autoctono della Savoia, in Francia, e della Valle della Moriana in particolare. A lungo dimenticato e quasi scomparso, è stato oggetto di una vera e propria riscoperta enologica a partire dagli anni 2000, grazie al lavoro di alcuni viticoltori savoiardi decisi a valorizzare i vitigni tradizionali della regione alpina. Il nome potrebbe derivare dalla località di Pers-Jussy (Alta Savoia) o da un’origine piemontese, ma non vi è certezza. Per lungo tempo, il Persan è stato confuso con il Étraire de la Dui, altro vitigno savoiardo.
Diffusione nel mondo
Oggi il Persan è coltivato quasi esclusivamente nella Savoia, in particolare nella vallée de la Maurienne e nelle zone collinari attorno a Saint-Jean-de-Maurienne e Saint-Jean-de-la-Porte. La superficie vitata rimane molto limitata, inferiore ai 30 ettari, ma in costante crescita. Alcuni microimpianti sono stati effettuati anche in Isère, Alto Piemonte e in Svizzera romanda, dove si sperimentano varietà adatte al clima alpino.
Caratteristiche ampelografiche
Il Persan ha vigoria medio-alta, portamento espanso, germogliamento precoce e maturazione tardiva, caratteristiche che lo rendono adatto ai climi montani ben esposti. Il grappolo è di media grandezza, cilindrico o piramidale, piuttosto compatto. Gli acini sono piccoli, a buccia spessa e blu-violacea, ricchi di antociani e con polpa succosa. La foglia è grande, trilobata, a margini dentellati.
Proprietà agronomiche
Adatto a suoli poveri e sassosi, come quelli delle pendici alpine, il Persan dà il meglio in condizioni di bassa fertilità e rese contenute. Teme le piogge eccessive in fase di invaiatura e maturazione, ma si adatta bene alle pendenze e all’esposizione solare. È un vitigno che beneficia della lentezza di maturazione per sviluppare complessità.
Resistenze e sensibilità
Il Persan è sensibile all’oidio, alla botrite e ai ritorni di freddo in primavera, mentre si dimostra più resistente alla siccità. La gestione della chioma è fondamentale per evitare eccessi di vigoria e favorire la sanità del grappolo in fase di maturazione.
Proprietà enologiche
La vinificazione del Persan richiede cura e precisione: la sua buccia ricca di tannini e antociani offre colori intensi, ma può generare vini troppo rigidi se non ben gestita. Per questo motivo, molti produttori optano per macerazioni controllate, fermentazioni a temperatura moderata e affinamenti in legno neutro, per domare l’irruenza tannica e valorizzare l’eleganza aromatica.
Caratteristiche organolettiche dei vini da Persan
I vini ottenuti da Persan si presentano con colore rubino intenso, talvolta con riflessi violacei. Al naso si distinguono per note speziate, frutta rossa matura (ciliegia, ribes, mora), grafite, pepe nero, e timo alpino. Con l’invecchiamento emergono sentori più complessi di cuoio, sottobosco, liquirizia e spezie dolci.
In bocca sono strutturati, tannici, con acidità viva e una lunga persistenza. Il finale è spesso minerale, con una impronta territoriale netta. Si tratta di un vino che dà il meglio dopo qualche anno di affinamento, ma che può offrire interessanti versioni fresche e dirette se raccolto a piena maturazione e vinificato con estrazioni delicate.
