La Bianco di Castelfranco Emilia IGT, oggi indicata nei disciplinari anche come Castelfranco Emilia IGP, è una denominazione dell’Emilia-Romagna legata alla media pianura tra Bologna e Modena. La zona di produzione comprende, in provincia di Bologna, i comuni di Anzola dell’Emilia, Argelato, Bologna, Calderara di Reno, Crevalcore, Sala Bolognese, San Giovanni in Persiceto, Sant’Agata Bolognese, Zola Predosa e le frazioni di Bazzano e Crespellano del comune di Valsamoggia, oltre ai comuni modenesi di Castelfranco Emilia, Spilamberto, Castelnuovo Rangone, Castelvetro di Modena, Formigine, Nonantola, Ravarino, San Cesario sul Panaro e Savignano sul Panaro. Il territorio è pianeggiante o dolcemente collinare, con suoli alluvionali e buona disponibilità idrica, tradizionalmente vocato alla produzione di vini bianchi freschi, fragranti e di pronta beva.
La denominazione è storicamente legata al Montù, vitigno a bacca bianca che deve concorrere per almeno il 60% nella tipologia base Bianco di Castelfranco Emilia, con eventuale presenza di altri vitigni bianchi non aromatici idonei alla coltivazione regionale fino al 40%. Sono inoltre previste le tipologie con indicazione di Moscato e Trebbiano, ciascuna ottenuta per almeno l’85% dal vitigno dichiarato, oltre alla tipologia frizzante; per il Bianco di Castelfranco Emilia frizzante è vietata la gassificazione artificiale, a conferma del legame con la tradizione della rifermentazione naturale.
La storia della denominazione è documentata almeno dalla fine dell’Ottocento, quando il Bianco di Castelfranco Emilia era già conosciuto grazie all’attività dello stabilimento enologico “Vini Vedova Bini”, specializzato in vini bianchi base spumante, vini da tavola, vermouth e liquori; la fama commerciale del vino fu tale da renderlo quotato nei mercuriali delle Borse merci di Bologna e Modena.
Dal punto di vista organolettico, il Bianco di Castelfranco Emilia presenta colore giallo paglierino, profumo gradevole, caratteristico e vinoso, gusto da secco a dolce, sapido e di giusto corpo; la versione frizzante aggiunge spuma fine e persistente o vivace, mantenendo freschezza e immediatezza aromatica. Si tratta di un vino non destinato all’invecchiamento, che esprime al meglio le proprie caratteristiche in gioventù, entro l’anno successivo alla produzione.
Bianco di Castelfranco Emilia IGT
| Creata nel | 1995 |
| Prima approvazione | Approvata con D.M. 18.11.1995, G.U. 285 del 06.12.1995 |
| Ultimi aggiornamenti | Ultime modifiche introdotte dal D.M. 07.03.2014 |
| Regione | Emilia-Romagna |
| Province | Bologna, Modena |
| Tipo di denominazione | IGT |
| Zona di produzione | Vari comuni nelle procince di Bologna e di Modena |
| Merceologia | Vino |
| Vitigno | Colore bacca | |
|---|---|---|
| Montù | ![]() | Bacca bianca |
| Trebbianina | ![]() | Bacca bianca |
| Nome | Regione | La Guida Vini di Quattrocalici | Tipo |
|---|---|---|---|
| Bianco di Castelfranco Emilia IGT Bianco | Emilia-Romagna | Uvaggi bianchi | Vino fermo |
| Bianco di Castelfranco Emilia IGT Bianco frizzante | Emilia-Romagna | Uvaggi bianchi | Vino frizzante |
Crea subito il tuo account
100% libero – no spam
cancella quando vuoi
Iscriviti subito:
è facilissimo!
Avrai:
e in più sarai parte della nostra community di wine lovers!
Entra a far parte della nostra Community !
Crea subito il tuo account
100% libero – no spam
cancella quando vuoi