Il Ripolo è un raro vitigno a bacca bianca autoctono della Campania, con radici storiche nella zona della Costiera Amalfitana, in particolare nei comuni di Tramonti, Maiori e Minori. Le sue origini sono antiche ma scarsamente documentate: la presenza del vitigno è attestata nella viticoltura contadina dell’area fin dal XIX secolo, dove veniva coltivato insieme ad altre varietà locali in forme di allevamento tradizionali come le “pergole” e le alberate.
La sua identità è rimasta a lungo marginale e poco definita, spesso confusa con altre uve bianche campane. Gli studi genetici più recenti hanno confermato che il Ripolo possiede un profilo proprio e distinto, contribuendo alla valorizzazione del patrimonio viticolo della Costiera.
Aree di coltivazione
La coltivazione del Ripolo è limitata alla Campania, soprattutto nel territorio della Costiera Amalfitana in provincia di Salerno. È presente nella DOC Costa d’Amalfi, in particolare nelle sottozone Tramonti, Furore e Ravello, dov’è generalmente impiegato in uvaggio con altre varietà autoctone come Fenile, Ginestra e Pepella.
Fuori dalla Campania non esistono coltivazioni significative, poiché si tratta di un vitigno strettamente legato al territorio e alle pratiche viticole locali.
Caratteristiche ampelografiche
La foglia del Ripolo è medio-grande, trilobata o lievemente pentalobata, con lembo sottile, leggermente bolloso e margine dentato irregolare.
Il grappolo è medio o medio-grande, di forma conica o cilindrico-conica, abbastanza compatto.
L’acino è medio, ovale o sferico, con buccia sottile ma consistente, di colore giallo-verde talvolta con riflessi dorati.
La polpa è succosa, acidula, con profilo aromatico fine ma non particolarmente intenso.
Il quadro ampelografico rispecchia una varietà adatta alla produzione di vini freschi e armonici.
Caratteristiche colturali e agronomiche
Il Ripolo è un vitigno che si adatta bene ai terreni vulcanici, tufacei e alle forti pendenze della Costiera Amalfitana. Mostra vigoria medio-elevata e buona produttività, pur risentendo della variabilità climatica delle zone di alta collina e dei vigneti terrazzati.
L’elevata ventilazione delle colline amalfitane favorisce la sanità dei grappoli, mentre la maturazione è generalmente medio-tardiva, con vendemmia tra fine settembre e inizio ottobre.
Il vitigno predilige esposizioni ben soleggiate e richiede una gestione attenta della chioma per favorire uniformità nella maturazione e corretto accumulo zuccherino.
Resiste discretamente alle malattie fungine ma può soffrire nelle annate particolarmente piovose.
Caratteristiche enologiche del vitigno
In vinificazione il Ripolo dà origine a mosti freschi, di buona acidità e profilo aromatico pulito. È generalmente vinificato in acciaio per preservarne la fragranza e la delicatezza, mentre l’impiego del legno è raro.
Il vitigno apporta struttura, morbidezza e componente fruttata quando utilizzato in uvaggio con Fenile, Ginestra e Pepella, contribuendo all’equilibrio complessivo dei bianchi della Costiera.
La sua neutralità aromatica lo rende versatile anche nella produzione di vini quotidiani di alta bevibilità.
Caratteristiche organolettiche del vino
Il vino ottenuto da Ripolo presenta colore giallo paglierino con riflessi verdolini o dorati.
Al naso offre aromi di mela, pera, fiori bianchi, leggere note agrumate e un lieve tratto minerale legato ai suoli della Costiera.
Al palato è fresco, con acidità equilibrata, struttura medio-leggera, buona scorrevolezza e persistenza moderata ma armonica.
In uvaggio contribuisce morbidezza e rotondità, rendendo più avvolgenti i bianchi della DOC Costa d’Amalfi.
