Il Verdejo è un vitigno a bacca bianca originario della Spagna, con radici storiche fortemente legate alla regione di Castiglia y León, in particolare alla provincia di Valladolid. È una delle varietà iberiche più antiche: fonti medievali attestano la sua presenza nella zona di Rueda già tra XI e XII secolo, probabilmente introdotto da popolazioni mozárabe o derivato da ceppi autoctoni preesistenti.
Durante i secoli ha mantenuto un ruolo centrale nella produzione di vini locali, in passato elaborati come vini ossidativi; la rivoluzione qualitativa degli anni 1970–1990 lo ha invece consacrato come grande vitigno moderno, capace di esprimere bianchi freschi, aromatici e longevi. Oggi è uno dei simboli enologici della Spagna contemporanea.
Aree di coltivazione
La culla e principale area produttiva del Verdejo è la Castiglia y León, con epicentro nella denominazione Rueda, che ne ha decretato il successo internazionale.
Altre zone significative includono:
– la provincia di Segovia, con antiche vigne prefillossera;
– parte di Ávila e Zamora;
– la DO Tierra de León.
Fuori da Castiglia y León è coltivato in misura crescente in Extremadura, Castilla-La Mancha e Navarra.
A livello internazionale si trovano impianti in Australia, Nuova Zelanda, California e Cile, dove viene utilizzato per produrre bianchi freschi e dall’identità aromatica facilmente riconoscibile.
Caratteristiche ampelografiche
La foglia del Verdejo è media, tondeggiante o leggermente trilobata, con lembo consistente, margini dentati regolari e superficie moderatamente bollosa.
Il grappolo è medio, cilindrico-conico, a volte alato, di densità variabile ma tendenzialmente compatto.
L’acino è medio, sferico, con buccia spessa e resistente di colore verde-giallastro.
La polpa è succosa, dotata di ottima acidità e sapore aromatico, con tipiche sfumature erbacee, di mandorla fresca e fiori bianchi.
Le sue caratteristiche morfologiche evidenziano un vitigno ben strutturato e naturalmente predisposto alla produzione di vini freschi e longevi.
Caratteristiche colturali e agronomiche
Il Verdejo è un vitigno vigoroso, ben adattato ai suoli poveri, ghiaiosi e ricchi di calcare della Meseta castigliana.
Resiste bene alla siccità, grazie alla sua radicazione profonda e alla buccia spessa dell’acino, che limita la disidratazione.
Si avvantaggia dei forti sbalzi termici tra giorno e notte tipici di Castiglia y León, fondamentali per preservare l’acidità e il profilo aromatico.
La maturazione è medio-tardiva, e la gestione delle rese è cruciale per ottenere qualità elevata, poiché il vitigno può tendere a sovrapprodurre in condizioni troppo fertili.
Caratteristiche enologiche del vitigno
In vinificazione, il Verdejo dà mosti aromatici, freschi e dotati di buona acidità.
La sua versatilità è ampia:
– vinificazioni in acciaio che esaltano freschezza e purezza varietale;
– contatti prolungati con le fecce fini che donano volume e complessità;
– uso moderato del legno per versioni più strutturate;
– stili frizzanti e spumanti, dove la sua acidità risulta particolarmente favorevole.
È uno dei vitigni bianchi spagnoli con maggiore potenziale evolutivo, capace di mantenere carattere e struttura anche dopo diversi anni.
Caratteristiche organolettiche del vino
Il vino da Verdejo presenta colore giallo paglierino con riflessi verdi.
Al naso esprime aromi intensi di frutta tropicale (ananas, mango), agrumi, mela verde, fiori bianchi, erbe aromatiche e la tipica nota di mandorla fresca, considerata una firma del vitigno.
Al palato è fresco, con acidità vibrante, buona sapidità, struttura media, sensazioni leggermente balsamiche e lunga persistenza.
Le versioni più complesse, ottenute con maturazioni parziali in legno o affinamenti sulle fecce, offrono sfumature di miele, frutta secca e una tessitura più ampia, mantenendo comunque un profilo vivo e minerale.
