Cosa sono i solfiti e perchรจ sono presenti nel vino
I solfiti sono i sali dell’anidride solforosa, composti da ossigeno e zolfo, che sono presenti naturalmente nel vino, ma che possono essere aggiunti come additivo durante i processi di vinificazione.
Durante la fermentazione, i solfiti si formano naturalmente nel vino come sottoprodotto delle attivitร fermentative dei lieviti, la cui funzione primaria รจ quella di trasformare gli zuccheri presenti nel mosto in alcool.
La funzione dei solfiti e dell’anidride solforosa nel vino
I solfiti vengono aggiunti al vino durante le operazioni di cantina in vari momenti. Dopo la fermentazione, prima e dopo i travasi, prima dell’imbottigliamento. I solfiti e l’anidride solforosa, hanno proprietร antiossidanti, antibatteriche e antifermentative. Lo scopo per il quale sono aggiunti รจ di mantenere intatte le caratteristiche organolettiche e la qualitร del vino nel tempo. In genere, i solfiti presenti naturalmente nel vino non riescano a svolgere questo compito al 100%, per cui se ne rende necessaria l’aggiunta.
Quanti solfiti ci sono nel vino?
La quantitร di solfiti che viene aggiunta al vino dipende da molti fattori, principalmente dalla qualitร dell’uva e dalla tipologia di vino prodotto. Nei vini bianchi, per esempio, la quantitร di solfiti presenti รจ maggiore che nei vini rossi, dal momento che questi sono giร naturalmente protetti dall’ossidazione grazie al loro contenuto in tannini, estratti durante la macerazione dalle bucce e dai vinaccioli. Anche nei vini passiti solitamente la quantitร di solfiti puรฒ essere maggiore, perchรฉ a volte vengono aggiunti prima dell’imbottigliamento perchรจ impediscono ad eventuali residui di lievito sfuggiti alle filtrazioni di creare fermentazioni secondarie degli zuccheri residui contenuti in questi vini.
La legge obbliga ad indicare la presenza di solfiti in etichetta, se essi sono superiori a 10 ppm (mg/l) ma non impone di indicarne la quantitร . La quantitร massima di solfiti nei vini ammessa per legge รจ di 150 mg/l nei vini rossi, 200 mg/l nei vini bianchi, 250 mg/l nei vini dolci, 400 mg/l nei vini passiti e muffatiย (per le ragioni viste prima).
Il vino biologico, per norma europea, puรฒ contenere solfiti nella misura massima di 100 mg/l per i vini rossi con zucchero residuo inferiore a 5 mg/l, 150 mg/l per i vini bianchi e rosati con zucchero residuo inferiore a 2 mg/l, 170 mg/l per i vini bianchi e rosati con zucchero residuo compreso tra 2 e 5 mg/l. Per i vini passiti con residui zuccherini superiori a 300 mg/l, in alcune circostanze e paesi รจ possibile aumentare la quantitร massima di solfiti di 50 mg/l.
I vini naturali non possono contenere solfiti aggiunti, per cui la loro concentrazione in anidride solforosa non supera generalmente i 30-40 mg/l, indipendentemente dal tenore in zuccheri residui.
I solfiti nel vino fanno male?
I solfiti sono basicamente tossici, e vengono tollerati dall’organismo in maniera diversa da individuo a individuo. La dose giornaliera di solfiti che si possono assumere in sicurezzaย non dovrebbe superare i 0,7 mg al giorno per kg di peso corporeo. Il problema dunque non รจ tanto il consumo di vino, in quantitร moderate, quanto la loro presenza in tutta una serie di alimenti, quali salumi, formaggi, frutta secca, cibi in scatola, etc., che spesso ne contengono in quantitร rilevanti. La somma dei solfiti ingeriti quotidianamente provenienti da tutti questi alimenti puรฒ facilmente superare i limiti consigliati.
Per ridurre ulteriormente lโassunzione di solfiti si puรฒ far ossigenare il vino, ad esempio aprendo la bottiglia in anticipo rispetto alla mescita e ruotando il calice prima di bere, cosa che fa evaporare gran parte dellโanidride solforosa libera contenuta nel vino.
Il mal di testa provocato dal vino รจ colpa dei solfiti?
Per quanto visto sopra, non รจ necessariamente colpa dei solfiti il fatto che l’assunzione, soprattutto se in quantitร rilevanti, di vino provochi il famoso “cerchio alla testa”, salvo i casi di nota sensibilitร della persona a queste sostanze. Il mal di testa indotto dal vino รจ verosimilmente scatenato da un eccesso di consumo alcolico e forse da un’ipersensibilitร individuale, ma non sembrano esserci evidenze scientifiche che dimostrino il coinvolgimento dei solfiti nell’insorgenza di cefalea od emicrania.














