Gli incroci tra vitigni si ottengono fecondando un fiore di un vitigno con il polline di un altro, allo scopo di modificare alcuni caratteri, farne emergere di nuovi, costituire nuove varietร . La procedura per realizzare un incrocio tra vitigni consiste in:
- Scegliere le varietร da incrociare;
- Isolamento, mediante asportazione degli stami maschili, il fiore femminile;
- Prelevare il polline maschile dell’altra varietร ;
- Immettere il polline selezionato nel fiore femmina castrato
Il fiore andrร cosรฌ in fecondazione ottenendo un acino. Da questo acino maturo si raccolgono i vinaccioli che daranno origine ai nuovi soggetti.
I fiori femminiliย vengono impollinati esclusivamente col polline della varietร selezionata ricorrendo ad accorgimenti che impediscano lโimpollinazione da parte di altre piante. Chiaramente, per arrivare ad unaย nuova varietร diย viteย attraverso lโibridazione รจ necessarioย rendere stabili i caratteriย per mezzo di incroci successivi con lโobiettivo di ottenere individui omozigoti rispetto a quegli stessi caratteri.
Lโincrocio viene tecnicamente denominato come “pianta madre x pianta padre“. In molti casi il nome comune di queste specie viene dato in onore del ricercatore che l’ha creata. Alcuni esempi famosi di incroci sono il Mรผller-Thurgauย (Rieslingย xย Chasselas) e gliย Incroci Manzoni, soprattutto ilย Manzoni bianco, nati dal genio delย prof.ย Luigi Manzoniย agli inizi del secolo scorso.
Se l’incrocio avviene tra due viti di specie diverse, come nel caso di una vitis vinifera con una vite americana, il risultante viene chiamato vitigno ibrido. L’ibridazione viene anch’essa utilizzata per la ricerca del miglioramento della resistenza della vite ad avversitร e parassiti, come ad esempio le crittogame, anche se questi vitigni non sono in genere recepiti nei disciplinari per i vini a denominazione di origine.








