Il sinonimo Duraca associato allo Zibibbo (Muscat of Alexandria) appartiene alla tradizione viticola della Sicilia meridionale e sud-orientale, in particolare nelle aree di Ragusa, Modica, Scicli, Ispica, fino al comprensorio dell’odierno Val di Noto. È un nome profondamente radicato nella cultura contadina, ed è uno dei tanti esempi in cui la nomenclatura popolare precede, e spesso travalica, quella ampelografica ufficiale.
Perché nasce il nome Duraca?
Il termine Duraca (varianti: Durachu, Duraka, Duràca) ha due possibili origini:
1. Origine descrittiva: “dura” → buccia spessa
Il Muscat of Alexandria presenta acini:
• grandi,
• dalla buccia spessa e consistente,
• molto resistenti alla disidratazione e perfetti per l’appassimento al sole.
Nella parlata siciliana, soprattutto ragusana, duràca può rimandare a qualcosa di duro, resistente, riferendosi proprio alla buccia.
Molti viticoltori, parlando dell’uva destinata a diventare passolina o uva da tavola, la chiamavano così per distinguerla dalle varietà più delicate.
2. Origine commerciale: la “Duraca” come uva da appassimento
Nell’Ottocento e in buona parte del Novecento, la zona ragusana esportava moltissima uva passa verso Malta, Tunisi e Alessandria d’Egitto.
Lo Zibibbo, per la sua capacità di resistere al trasporto e di fornire rese elevate in uva secca, era l’uva “dura” per eccellenza:
la duràca, cioè l’uva che resiste, quella buona per il commercio.
Contesti geografici in cui Duraca = Zibibbo
Il sinonimo è attestato soprattutto in:
• Ragusano (Modica, Scicli, Pozzallo)
• Siracusano sud-orientale (Ispica, Rosolini, Pachino)
• parzialmente nel Catanese meridionale
Nei catasti agrari dell’Ottocento e nei racconti degli agricoltori, la Duraca veniva elencata accanto ad altre uve da tavola e da appassimento, ma era sempre riconducibile allo Zibibbo/Moscatellone.
Perché proprio lo Zibibbo?
Lo Zibibbo ha tutte le caratteristiche che “spiegano” il soprannome:
• buccia resistente = dura;
• acini grandi e carnosi;
• perfetto per la passolina;
• adatto al clima caldo e arido del Sud-Est siciliano;
• molto coltivato e facilmente riconoscibile dalle famiglie contadine.
Nelle memorie orali e nei documenti storici, “Duraca” rappresenta proprio quell’uva saporita e robusta che si prestava sia al consumo fresco sia all’appassimento su stuoie, e che diventava ingrediente essenziale nella pasticceria povera e nelle conserve locali.
Status attuale del sinonimo
• In ampelografia moderna, Duraca è registrato come sinonimo locale dello Zibibbo.
• Non è utilizzato nei disciplinari ufficiali (es. DOC Moscato di Noto, Moscato di Siracusa).
• Continua tuttavia a comparire nelle ricerche sul patrimonio viticolo tradizionale siciliano.
