Il nome Rossetto come sinonimo di Trebbiano giallo nasce in un territorio molto preciso del Lazio viticolo, soprattutto nelle campagne della provincia di Roma e di Viterbo, dove per secoli i vitigni venivano identificati attraverso caratteristiche percepite direttamente in vigna: il colore dellโacino, la sfumatura della buccia, il modo in cui maturavano alla luce.
Nel caso del Trebbiano giallo, il tratto che piรน colpiva i viticoltori era la colorazione dorata, spesso con una marcata tendenza al rossore sulla parte esposta al sole. Quando lโacino iniziava a virare verso la maturazione, la zona piรน esposta alle ore di luce prendeva quel tono caldo, tra il giallo carico e lโambrato ramato, che nelle descrizioni popolari diventava semplicemente โil rossoโ dellโuva. In una viticoltura pre-scientifica, questo bastava perchรฉ si affermasse un nome popolare: Rossetto, cioรจ lโuva che โsi arrossaโ.
La diffusione del sinonimo trova il suo cuore nella fascia dei Colli Romani, dove il Trebbiano giallo รจ storicamente presente e dove i contadini distingu evano tre famiglie: il Trebbiano toscano, piรน neutro e produttivo; il Trebbiano verde, piรน acido e precoce; e appunto il Trebbiano giallo, chiamato spesso Rossetto per via della buccia dorata con riflessi rosati. Nei comuni di Frascati, Grottaferrata, Monte Porzio Catone, ma anche piรน a nord verso Velletri, Montefiascone e lโarea del Lago di Bolsena, il nome Rossetto compare nei catasti agrari, nelle fonti orali e negli inventari delle masserie.
Le circostanze storiche che ne hanno favorito lโuso sono quelle tipiche dei vitigni โdi territorioโ: assenza di classificazioni univoche fino al XX secolo; forte tradizione orale; una viticoltura minuta, fatta di poderi familiari; e soprattutto la convivenza di piรน Trebbiani, ciascuno con un proprio soprannome locale. Per decenni, Rossetto รจ rimasto il nome dโuso comune nei vini bianchi del Lazio interno, anche quando la denominazione tecnica Trebbiano giallo ha iniziato a comparire nei documenti ufficiali.
In sintesi, Rossetto รจ il modo in cui la campagna laziale ha scelto di chiamare unโuva che, maturando, โsi coloraโ. ร un nome nato dal sole, dallโocchio del vignaiolo e da un sistema agricolo in cui lโidentitร dei vitigni era ancora un racconto orale prima che un registro ampelografico. Continuerร ad affiorare ogni volta che si racconta il Trebbiano giallo nella sua dimensione piรน autentica, quella di un vitigno profondamente radicato nella storia rurale del Lazio.
