La Guida ai vitigni di Quattrocalici

Spätburgunder

scheda ampelografica completa

Vitigno  Spätburgunder

Il vitigno denominato Spätburgunder rappresenta un sinonimo per il vitigno Pinot nero.Per accedere alla pagina del vitigno Pinot nero con la descrizione completa, i descrittori ampelografici, le caratteristiche del vino prodotto con il vitigno Pinot nero, clicca qui.

Indice

Il nome tedesco Spätburgunder per indicare il Pinot nero nasce da un modo molto pragmatico di descrivere le uve: osservare la pianta, il ciclo vegetativo, il momento di maturazione e metterlo direttamente nel nome. È una tradizione linguistica tipica dell’area germanica, dove i vitigni vengono spesso identificati per caratteristiche agronomiche più che per genealogie storiche.

Burgunder” è la parte più semplice: significa “del gruppo borgognone”, cioè appartenente alla famiglia dei Pinot, importata dalle regioni francesi a partire dal Medioevo. L’ampelografia tedesca ha mantenuto una classificazione coerente: Weißburgunder (Pinot bianco), Grauburgunder/Ruländer (Pinot grigio) e, appunto, Spätburgunder per il Pinot nero.

La chiave è quel prefisso Spät, che in tedesco significa “tardivo”. Non perché il Pinot nero sia particolarmente tardivo in assoluto, ma perché lo è rispetto agli altri Burgunder. Il confronto era diretto con il Pinot bianco e il Pinot grigio, che mostravano mediamente epoche di maturazione più precoci. Per i viticoltori tedeschi, abituati a catalogare gli ibridi e le varietà secondo la loro fenologia, la cosa era evidente: nel vigneto il Pinot nero arrivava “tardi”, quindi Spät-Burgunder.

La denominazione si fissò tra XVIII e XIX secolo, quando i ducati tedeschi — in particolare Baden, Württemberg e le zone che oggi corrispondono a Pfalz, Ahr, Rheingau e Franken — svilupparono una viticoltura più ordinata e iniziarono a distinguere sistematicamente i cloni e le epoche di maturazione.

C’è anche una ragione politico-culturale: l’importazione dei “Burgunder” avveniva spesso tramite canali ecclesiastici o nobiliari legati ai territori dell’ex Borgogna medievale. Dare un nome che preservasse l’identità “Burgunder” permetteva di collegare la varietà a un prestigio già consolidato.

Spätburgunder e Blauburgunder

Blauburgunder e Spätburgunder indicano entrambi il Pinot nero, ma non nascono nello stesso contesto linguistico e non raccontano la stessa cosa. La pianta è identica; ciò che cambia è la lente culturale attraverso cui viene descritta.

Blauburgunder è il nome usato nelle aree di lingua tedesca che gravitano più verso l’arco alpino: Alto Adige, Austria, Svizzera germanofona, in parte anche Trentino quando si adottava la terminologia mitteleuropea storica. Qui prevale una descrizione visiva: blau significa blu, un riferimento alla tinta che la buccia assume a maturazione. È un termine immediato, quasi contadino, che non si preoccupa del calendario vegetativo ma della percezione cromatica del grappolo.

Spätburgunder, invece, appartiene alla tradizione ampelografica della Germania centrale e occidentale. Accanto al gruppo dei Burgunder (i Pinot), si aggiunge Spät, cioè tardivo, per evidenziare che il Pinot nero matura più tardi rispetto agli altri “Burgunder” bianchi e grigi. È un nome funzionale, nato per classificare la vite nel vigneto secondo epoche vegetative e non secondo l’aspetto del frutto.

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