La Guida ai vitigni di Quattrocalici

Vernatsch

scheda ampelografica completa

Vitigno  Vernatsch

Il vitigno denominato Vernatsch rappresenta un sinonimo per il vitigno Schiava gentile.Per accedere alla pagina del vitigno Schiava gentile con la descrizione completa, i descrittori ampelografici, le caratteristiche del vino prodotto con il vitigno Schiava gentile, clicca qui.

Indice

Il nome Vernatsch è uno dei casi più significativi in cui un termine antico, nato in un contesto linguistico ben preciso, diventa l’etichetta collettiva di un’intera famiglia varietale. L’uso di Vernatsch come sinonimo dei vitigni della famiglia delle Schiave è infatti profondamente radicato nella storia viticola dell’Alto Adige e dell’area tirolese, e riflette un’evoluzione culturale più che botanica.

Il nome Vernatsch deriva con tutta probabilità dal latino vernaculus, “locale”, “indigeno”, o secondo alcuni studiosi dal termine medievale vernacius, che designava un’uva “del posto”, distinta da quelle importate. In un territorio come il Tirolo storico — oggi Alto Adige/Südtirol e parte dell’Austria — la parola è quindi diventata un modo per dire: questa è l’uva tradizionale della casa.

Quando la viticoltura dell’area si è strutturata, soprattutto tra tardo Medioevo ed età moderna, l’uva rossa più diffusa era quella che oggi chiamiamo Schiava, un gruppo di vitigni imparentati (Schiava grossa, Schiava gentile, Schiava grigia) che, pur distinti, venivano percepiti come varianti di una stessa grande tipologia. Per i viticoltori tirolesi, quel vino leggero, fragrante, di colore tenue e di pronta beva era semplicemente Vernatsch.

Il fatto che il termine sia diventato sinonimo dell’intera famiglia delle Schiave deriva da tre motivi principali:
tradizione linguistica: in Alto Adige, Schiava è l’italianizzazione di un termine legato ai sistemi di allevamento “schiavizzati”, mentre Vernatsch è il nome tedesco storico. Le due parole hanno seguito percorsi diversi: Schiava come categoria agronomica, Vernatsch come identità culturale;
coesistenza di biotipi: i vari sottogruppi di Schiava erano coltivati promiscuamente, senza distinzione netta. Il nome Vernatsch funzionava come un’unica etichetta per tutto ciò che nei filari apparteneva alla “vecchia uva rossa locale”;
rilevanza enologica: fino al Novecento la Schiava era la base della maggior parte dei vini dell’Alto Adige. Parlare di Vernatsch significava parlare del vino per antonomasia della regione, al di là delle distinzioni ampelografiche moderne.

Con la classificazione attuale, il concetto è chiaro:
Vernatsch = nome tedesco collettivo per le Schiave;
• i singoli vitigni sono: Schiava grossa (Großvernatsch), Schiava gentile (Kleinvernatsch), Schiava grigia (Grauvernatsch).

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