Il vitigno Teran e i suoi vini
Il nome Teran è la forma slovena e croata del nostro Terrano, e la sua geografia segue fedelmente quella della vecchia regione carsica, un territorio che non ha mai rispettato più di tanto i confini moderni. Dove la lingua cambia, il vitigno resta lo stesso: un biotipo della famiglia dei Refoschi, adattato da secoli ai terreni ferrosi e magri del Carso.
Il centro viticolo in cui il nome Teran è pienamente ufficiale è lo Kras sloveno, cioè il Carso al di là del confine di Trieste. Qui esiste la Kras Teran PTP, una denominazione protetta che lega esplicitamente il nome Teran al vitigno Terrano e al suolo rosso di “terra rossa” (terra rossa carsica). Lo stesso vale nelle zone più interne della Slovenia sud-occidentale, attorno a Sežana, Divača, fino ai pendii che guardano la valle del Vipava: contesti dove il nome Teran è radicato nella cultura agricola molto più che nelle normative.
Scendendo verso la Croazia, la forma Teran si incontra soprattutto nell’Istria, in particolare nell’area centro-settentrionale attorno a Motovun, Buzet, Višnjan, fino ai rilievi di Grisignana e Momiano. Anche qui il termine è ufficiale: la Croazia tutela il “Istarski Teran” come indicazione tradizionale riconosciuta. Il vitigno è identico al Terrano italiano, benché alcune selezioni clonali locali diano vini un po’ più morbidi rispetto all’austerità carsica.
Di fatto, Teran è il nome standard in Slovenia e Croazia, mentre Terrano rimane l’uso italiano, soprattutto nel Carso triestino e nel Carso goriziano.
