“Tocai” vs. “Tai”
La vicenda del โTocaiโ si snoda come una disputa nominale che, a guardarla bene, racconta piรน lโEuropa del diritto che quella del bicchiere. Tutto parte dal legame storico del nome Tokaji con lโUngheria: un vino dolce di lunga tradizione, tutelato da trattati internazionali ben prima dellโingresso dellโItalia nellโUnione Europea. LโUngheria rivendicava che lโuso italiano di โTocaiโ โ riferito al nostro bianco veneto-friulano, del tutto diverso per stile e genetica โ potesse generare confusione con la propria denominazione protetta.
Il nodo giuridico si stringe con lโAccordo CE-Ungheria del 1993, nel quale la Comunitร riconosce la protezione del termine Tokaji come indicazione geografica ungherese. L’Italia, pur non avendo mai inteso imitare il vino magiaro, vede perรฒ finire nel cono dโombra della tutela internazionale un suo nome tradizionale. La questione diventa esplosiva dopo il Regolamento (CE) n. 1493/1999 sullโorganizzazione del mercato vitivinicolo, che rafforza la protezione delle denominazioni geografiche.
Il passaggio decisivo arriva il 12 maggio 2005, quando la Corte di Giustizia dellโUnione Europea respinge il ricorso dellโItalia (causa C-347/03). I giudici sostengono che il divieto di utilizzare โTocaiโ come denominazione di vendita per i vini italiani รจ pienamente legittimo e coerente con gli obblighi comunitari verso lโUngheria. LโItalia si era difesa portando la tradizione secolare dellโuso del nome nelle Venezie, ma per il diritto europeo contava soprattutto evitare sovrapposizioni con una denominazione dโorigine estera giร riconosciuta.
Da qui derivano le conseguenze piรน note: dal 31 marzo 2007 il nome โTocai Friulanoโ รจ scomparso dalle etichette italiane. Per il vitigno รจ stato creato il sinonimo โFriulanoโ (DM 18 luglio 2007), che viene usato solo nel contesto della specifica tipologia di vino, mentre il nome del vitigno rimane invariato.
