La Guida ai vitigni di Quattrocalici

Bovale di Spagna

scheda ampelografica completa

Vitigno  Bovale di Spagna

Il vitigno denominato Bovale di Spagna rappresenta un sinonimo per il vitigno Bovale grande.Per accedere alla pagina del vitigno Bovale grande con la descrizione completa, i descrittori ampelografici, le caratteristiche del vino prodotto con il vitigno Bovale grande, clicca qui.

Indice

Il sinonimo Bovale di Spagna per indicare il Bovale grande è uno di quei casi in cui la storia agraria della Sardegna si intreccia con i secoli di dominazioni iberiche e con il modo in cui le comunità rurali classificavano le uve prima dell’ampelografia moderna. Il nome non è casuale: è il riflesso linguistico di un’origine culturale percepita, più che di un vero legame genetico con la Spagna.

Dove compare il nome Bovale di Spagna

Il termine è documentato soprattutto in Sardegna meridionale, nelle aree di Campidano, Marmilla, Villacidrese, Trexenta, Mandrolisai e nella zona di Sanluri – Ussaramanna – Gonnosfanadiga. È presente nelle fonti ottocentesche, nei catasti agrari e nelle testimonianze dei viticoltori fino alla metà del Novecento.

Nell’uso pratico, Bovale di Spagna è sempre stato riferito al vitigno oggi chiamato Bovale grande.

Perché nasce il sinonimo

Tre sono i motivi principali.

1. L’eredità spagnola nella viticoltura sarda (XVI–XVIII secolo)

Durante il lungo dominio aragonese e poi castigliano, la Sardegna ricevette una quantità significativa di vitigni iberici. Ai contadini sardi dell’epoca sembrò naturale classificare come “spagnole” le uve più vigorose e produttive, simili a quelle introdotte durante quel periodo. Il Bovale grande, con il suo portamento robusto e la buona resa, venne percepito come un’uva “di derivazione iberica”, anche se oggi sappiamo che la parentela con i vitigni spagnoli non è così diretta come si credeva.

Da qui il nome Bovale di Spagna: un’etichetta culturale, non genetica.

2. Distinguere Bovale grande dal Bovale sardo (o Bovaleddu)

In molte zone dell’isola convivevano due vitigni differenti:

Bovale grande – più vigoroso, rese più elevate, grappolo grande, acino pruinato;
Bovale sardo (Bovaleddu) – più minuto, a grappolo piccolo, più tannico e concentrato.

Per distinguerli, il primo veniva chiamato Bovale di Spagna, il secondo Bovale sardo, come se fossero rispettivamente l’uva “forestiera” e quella “autenticamente locale”. Il criterio era pratico, non scientifico: due uve diverse, due nomi che le separassero con immediatezza.

3. Assegnare un valore “esotico” o distintivo all’uva più produttiva

Nella mentalità agricola tradizionale, i vitigni percepiti come “venuti da fuori” erano spesso considerati migliorativi o comunque utili nella produzione di vini più abbondanti. Il Bovale grande, più generoso e malleabile, divenne perciò “spagnolo”, mentre Bovaleddu conservò un’identità più rustica e “sarda”.

Che cosa indica oggi il nome Bovale di Spagna

Negli studi ampelografici contemporanei, “Bovale di Spagna” non ha dignità di vitigno autonomo:
è un sinonimo storico del Bovale grande, riportato nelle fonti, nei repertori di Dalmasso e nei registri regionali del passato, ma non usato nei disciplinari moderni.

Entra a far parte
della nostra community!

Crea subito il tuo account 

100% libero – no spam
cancella quando vuoi

Entra a far parte della nostra Community!

Sblocca contenuti extra e approfondimenti

Iscriviti subito:

è facilissimo!

Avrai:

  • contenuti visibili
  • offerte esclusive
  • aggiornamenti in tempo reale

e in più sarai parte della nostra community di wine lovers!

Entra a far parte della nostra Community !

Crea subito il tuo account 

100% libero – no spam
cancella quando vuoi