Nerello Cappuccio e Nerello Mantellato non sono due vitigni diversi: sono lo stesso vitigno, ma con due tradizioni nominali differenti.
Il nome Nerello Cappuccio è oggi quello ufficialmente riconosciuto nei disciplinari di produzione e nella letteratura ampelografica contemporanea. L’origine del termine rimanda al carattere della pianta: il grappolo, corto e compatto, presenta spesso una leggera tendenza a “incappucciarsi” sotto il fogliame, quasi a nascondersi. Da qui l’immagine del cappuccio.
Nerello Mantellato è un sinonimo storico, molto utilizzato in passato soprattutto in alcune zone dell’Etna e del versante ionico. “Mantellato” richiama l’idea del vitigno “avvolto” dalla sua vegetazione: un’immagine simile a quella del cappuccio, ma con una sfumatura più ampia, quasi teatrale. Nel linguaggio contadino, i due termini descrivevano lo stesso fenomeno vegetativo, osservato da comunità diverse e battezzato con parole diverse.
Oggi, nei testi tecnici, negli schedari regionali e nelle DOC siciliane, la denominazione ammessa è Nerello Cappuccio, mentre Nerello Mantellato rimane registrato come sinonimo tradizionale.
