Il legame tra Trollinger e Schiava grossa รจ uno di quei casi in cui la storia della viticoltura non si limita alla botanica, ma passa attraverso migrazioni, lingue diverse e pratiche agricole secolari. Il sinonimo nasce in un contesto geografico preciso โ la fascia alpina tra Alto Adige, Tirolo e Germania meridionale โ ed รจ il risultato di unโidentificazione storica che ha avuto conseguenze commerciali e culturali durature.
Il termine Trollinger si usa principalmente nel Wรผrttemberg, in Germania, dove il vitigno รจ arrivato giร tra Medioevo e Rinascimento, probabilmente transitando dallโarea tirolese e veneziana. Il nome deriva quasi certamente da una corruzione fonetica di โTirolingerโ โ โquello del Tiroloโ, a indicare lโorigine geografica percepita dellโuva. Per i tedeschi del sud, quellโuva rossa produttiva, dai grappoli grandi e dagli acini pruinati, era la โTiroleseโ, da cui il nome Trollinger.
Il fatto chiave รจ che la varietร esportata dal Tirolo verso la Germania non era la Schiava gentile nรฉ la grigia, ma quasi sempre la Schiava grossa (detta anche Groรvernatsch in tedesco). Era il biotipo piรน vigoroso, piรน produttivo, piรน commercialmente interessante: perfetto per i vigneti del Wรผrttemberg, dove si cercavano vini leggeri, quotidiani, da grande resa. Una volta acclimatata, la Schiava grossa divenne uno dei vitigni simbolo della regione, fino a occupare per decenni superfici enormi, piรน di qualunque altra varietร rossa locale.
Negli stessi secoli, in Alto Adige, la Schiava grossa era parte integrante del gruppo dei Vernatsch, ma veniva distinta ampelograficamente dagli altri biotipi per dimensioni del grappolo e resa per ettaro. Quando gli ampelografi iniziarono a ricostruire la storia varietale moderna, si rese evidente che il Trollinger del Wรผrttemberg era geneticamente identico alla Schiava grossa altoatesina.
