Blauburgunder e Spätburgunder
Blauburgunder e Spätburgunder indicano entrambi il Pinot nero, ma non nascono nello stesso contesto linguistico e non raccontano la stessa cosa. La pianta è identica; ciò che cambia è la lente culturale attraverso cui viene descritta.
Blauburgunder è il nome usato nelle aree di lingua tedesca che gravitano più verso l’arco alpino: Alto Adige, Austria, Svizzera germanofona, in parte anche Trentino quando si adottava la terminologia mitteleuropea storica. Qui prevale una descrizione visiva: blau significa blu, un riferimento alla tinta che la buccia assume a maturazione. È un termine immediato, quasi contadino, che non si preoccupa del calendario vegetativo ma della percezione cromatica del grappolo.
Spätburgunder, invece, appartiene alla tradizione ampelografica della Germania centrale e occidentale. Accanto al gruppo dei Burgunder (i Pinot), si aggiunge Spät, cioè tardivo, per evidenziare che il Pinot nero matura più tardi rispetto agli altri “Burgunder” bianchi e grigi. È un nome funzionale, nato per classificare la vite nel vigneto secondo epoche vegetative e non secondo l’aspetto del frutto.
