Il Colore nei vini rosati

La sfumatura di colore è la caratteristica visiva più importante in un vino rosato.


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Il colore di base dei vini rosati

Il Colore dei vini rosati copre un intervallo che va dal rosa tenue, appena percettibile, al rosso chiaro molto trasparente, chiamato tradizionalmente “chiaretto“. L’intensità del colore dei vini rosati è funzione di numerosi fattori, dei quali i quattro principali sono:

Il vitigno

Alcuni vitigni sono più intensamente colorati o più predisposti di altri a favorire il rilascio delle sostanze coloranti. Questo comporta per i vini rosati con essi ottenuti tonalità più o meno intense di rosa.

La provenienza geografica

Il calore del sole e l’epoca di maturazione delle uve determinano, a parità di vitigno, intensità di pigmentazione che tende a essere maggiore nelle zone soleggiate del sud Italia, e tendenzialmente più pallide nelle uve provenienti dalle zone settentrionali d’Italia.

La durata della macerazione

Il lunghezza del tempo di macerazione, ovvero la durata del contatto del mosto con le bucce, a parità di vitigno e di tipo di lavorazione, danno al vino rosato una gradazione di rosa più o meno intensa. I vini rosati sono ottenuti pigiando le uve e lasciandole a macerare a contatto con le bucce, come accade per la vinificazione in rosso. Tuttavia per ottenere un vino rosato, la macerazione la macerazione ha una durata più breve. La frazione liquida del mosto viene separata dalle bucce prima che la cessione di colore e di tannini risulti eccessiva, il che significa che essa potrebbe durare anche solo qualche ora.

L’età del vino

La tonalità di colore di un vino rosato cambia anche con il passare del tempo, a causa dell’azione della luce e dell’ossigeno. La tonalità di rosa tende a scurire in funzione del tempo trascorso in bottiglia e della sua conservazione, assumendo toni più granata, ma non aumentando di intensità, per cui un vino rosato scuro perchè più vecchio sarà chiaramente distinguibile da uno più intenso.

Le tonalità di colore dei vini rosati

Vi sono quindi tre tonalità di base di colore dei vini rosati, in ordine di intensità:

rosa tenue

Il rosa tenue è caratteristico dei vini rosati proveniente da vitigni meno pigmentati, come il Pinot grigio o il Lagrein, o provenienti da zone di coltivazione meno calde, o sottoposti ad un periodo di macerazione più breve.

rosa cerasuolo

Il rosa cerasuolo è una colorazione intermedia, caratteristica delle ciliegie a maturazione precoce. E’ la tonalità più comune per un vino rosato, ad esempio quello attenuto da uve Montepulciano, provenienti da regioni del centro Italia, come il Cerasuolo d’Abruzzo DOC.

(rosa) chiaretto

Il rosa chiaretto, a dispetto del nome, è la tonalità più scura nella scala di colore dei vini rosati. L’origine del termine si rifà all’epoca in cui i vini rossi di Bordeaux erano più pallidi rispetto ad altri presenti sul mercato, per cui venivano chiamati “Clarets” ossia chiari, appunto simili a rosati. Quindi “Chiaretto” per un vino rosato, significa “quasi rosso”, ossia una tonalità di rosa più intensa.

Le 1000 sfumature di rosato

Il rosa dei vini rosati può veramente assumere così tante sfumature che la suddivisione in tre livelli è quasi riduttiva. In realtà potremmo trovarne molte di più, in funzione dei parametri che le determinano, come visto sopra. Alcuni esempi? Buccia di cipolla,
mattone, lamponecarne, pesca, melone, mango, salmone, marmo rosa, corallo … e chi più ne ha, più ne metta.

 

L'autore

Laureato in Chimica, Sommelier AIS. Si interessa di biochimica ed enologia, di enografia e storia del vino e della vite, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti che legano la produzione vitivinicola al territorio e alla vicende umane. Ha fondato Quattrocalici.it nel 2011 ed è l'autore della struttura e del progetto del portale, nonchè della struttura e dell'impostazione della maggior parte dei suoi contenuti. Fin da allora si occupa attivamente di marketing e comunicazione del vino e di divulgazione nel campo dell'enogastronomia.

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