Profumo, di eternità

Ciaurìa – Tenuta delle Macchie - 2014 ETNA ROSSO D.O.C., Comune di Castiglione di Sicilia e Randazzo (CT)

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ciauria tenuta delle macchieIn dialetto siciliano Ciaurìa significa “Profuma”.
E questo vino profuma davvero: profuma di Etna ma anche di terra, di salvia e di fuoco.
Ciaurìa è diverso da qualsiasi altro vino assaggiato finora.
E la storia delle sue è un vero inno al presente.

La straordinaria storia delle uve e del terroir

Siamo, di solito, abituati a vini di uve che crescono in collina, in filari esposti al sole, che respirano luce di giorno e umidità la notte.
Questo vino, invece, è diverso, più unico che raro.
Le viti di Nerello Mascalese da cui deriva Ciaurìa hanno un’antichissima forma ad alberello e, da più di cent’anni, affondano le loro radici nella terra nera del versante più buio dell’Etna.
Il microclima di questo vulcano, vivo e molto attivo, è irripetibile: ha il mare alle pendici e la neve sulla vetta; è freddo di notte ma rovente di giorno e, infine, è sempre troppo secco o troppo piovoso.

Le uve per Ciaurìa bevono da un terreno denso di sali minerali, sabbia e cenere e maturano tardissimo, portandosi dietro tutti i rischi di una vendemmia tardiva.
Da questo habitat speciale derivano acini blu con buccia spessa, consistente e bianca di pruina: sarebbero perfetti per vini difficili e lunghi invecchiamenti. Ma, di nuovo, Ciaurìa è diverso.
Questo vino non è destinato a restare in cantina, ad essere conservato al fianco di altri strutturati e indecifrabili, è fatto per essere bevuto appena possibile, per celebrare ora la vita senza perdere un istante, senza rimandare nulla a domani.

Un’uva, che ha fatto un’enorme fatica a bere, a respirare, a maturare e a diventare nettare profumato, ora vuole la sua ricompensa al più presto. Come dicesse: “Chi vuol essere lieto, sia: di doman non c’è certezza”.

Temi ed elementi sensoriali per la degustazione

Ciaurìa è un Etna rosso D.O.C. ed è proprio rosso, del colore del rubino. È quasi ipnotizzante vederlo roteare, sporcare e ripulire il calice. E, come previsto, è il suo profumo che detta i tempi della degustazione.
Subito sa di frutta matura, pesche e banane, e poi di vaniglia. Se si riesce ad aspettare ancora un istante prima di assaggiare… ecco pepe e tabacco e poi fiori, indistinti.
E attenzione, tutto questo non è solo opera delle barrique francesi, c‘è di più. Ci sono anche erbe balsamiche, violette, liquirizia e infine l’acqua di mare: tutti regali che non possono che derivare dal vulcano.
In bocca è secco e persistente, ha un tannino delicato, fine, ma corposo. E notevole è anche l’acidità finale che sciacqua la bocca e richiama un altro sorso.
La gradazione alcolica riscalda tutti i sensi e sprigiona un’energia furente, come di lava.
Bevuto ogni volta che si può, anche tutti i giorni, è una vera lezione di vita: il presente è l’unica cosa che conta e la felicità va cercata proprio lì.

Vinificazione semplice e barrique

Dopo un processo di vinificazione tipico di un rosso, fermentazione in acciaio e poi malolattica, Ciaurìa trascorre 6 mesi in barrique francesi rigorosamente di secondo passaggio. Un affinamento che lo impreziosisce senza renderlo banale o simile a mille altri vini. L
a dirompente forza dell’Etna che Ciaurìa si porta dentro lo rende unico anche in questo senso: il suo fuoco non si smorza nel legno, anzi, si trasforma prendendo una forma più umana.
E infine, riposa in bottiglia ancora per 6 mesi, completando il suo processo di arrotondamento.

Gli abbinamenti per questo Etna Rosso Doc

Ciaurìa, lo abbiamo detto, profuma di Etna e per questo si accompagna alla perfezione con qualsiasi pietanza di terra.
Bene con le verdure autunnali al forno, con zuppe, risotti e minestre tradizionali; ottimo con le carni, meglio ancora se arrosto, stufate o brasate.
In generale piatti umidi e caldi che tengano testa al suo tannino e alla sua fresca acidità e poi spezie ed erbe aromatiche che, come fili di cotone, si leghino ai suoi innumerevoli profumi.

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Per lavoro scrivo di organizzazione, di governance, di comunicazione. Ma più di tutto, amo scrivere di vino. Stregata da sempre dai suoi profumi e dalle sensazioni che trascina con sé, lo aspetto e lo ascolto, adoro studiare ogni sorso per ricordarlo e raccontarlo. Il vino per me è una specie di formula segreta: è misterioso e impenetrabile e, forse, non lo capirò mai… ma di certo non mi stancherò di cercarne la magia e la gioia in ogni calice.