Primitivo 17 Polvanera

0
209

Polvanera primitivo 17
Polvanera primitivo 17

Primitivo 17 – Anno 2011

Cantine Polvanera – Gioia del Colle (BA)

Lavorato il meno possibile, per sorprendere al massimo.

Primitivo 17 si beve con gioia, scalda le parole e lascia un ricordo emozionante e delicato.

L’arte del levare

Questo primitivo fa pensare a Michelangelo, alla sua illustre idea di scultura che è l’arte del levare: all’artista spetta il compito di togliere materia per lasciar emergere l’opera che già esiste, lì sotto, nascosta; va solo dissotterrata, scoperta e riportata alla luce.

Le cantine Polvanera sembra adottino lo stesso principio con questo primitivo e con gli altri loro vini.
Coltivazione biologica che riduce gli interventi, i trattamenti e la chimica sull’uva.
Rese ridotte perché gli acini siano più dolci e succulenti.
Vendemmia manuale che rispetta i tempi e preserva gli acini.
Vinificazione e affinamento in acciaio e poi maturazione in bottiglia.
Nessun passaggio nel legno per non nascondere nulla del vino.

Il terroir

Primitivo 17 deriva da uve di vitigno Primitivo, maturate su viti ad alberello che da 70 anni si godono l’aria secca della Puglia. La zona è quella compresa tra Gioia del Colle e Acquaviva delle Fonti, nella provincia di Bari, su un vasto altipiano a circa 350 m s.l.m. affacciato sul bacino meridionale dell’Adriatico.

Un terreno arido, di una consistenza argillosa e quasi impermeabile all’acqua che quando è asciutto diventa duro e secco, difficilissimo da lavorare. Una terra chiara che riflette la luce a tal punto che, in alcuni giorni, il sole sembra che splenda anche sulla terra oltre che in cielo.

Tecniche enologiche e affinamento

Una lunghissima macerazione sulle bucce lascia a Primitivo 17 una dose di tannini davvero eccezionale. Subito dopo, una fermentazione a temperatura controllata: la trasformazione degli zuccheri procede per circa un mese a 25° C.
Il vino resta, poi, negli stessi contenitori per altri 2 anni prima di essere imbottigliato. Una tecnica insolita, un lungo momento di introspezione che arricchisce il vino e lo aiuta a mettersi a fuoco.
E poi dritto in bottiglia, nessun passaggio nel legno.

Perché si sa: il legno corregge, affina, smorza e aiuta il vino ad arrotondarsi e a rendersi più gradevole. Le Cantine Polvanera, invece, il loro vino lo preferiscono puro, il più vicino possibile alla sua anima più selvatica, senza maschere o ritocchi.

Le bottiglie riposano per un anno in una sala sotterranea della masseria in cui ha sede la cantina. Scavata nella roccia carsica e benedetta da livelli di umidità e temperatura costanti, a circa 8 metri sottoterra, è il luogo ideale per lasciare che il vino si prepari alla degustazione.

Invasione dei sensi

Il profilo sensoriale di Primitivo 17 è così articolato che non esclude nessuno dei cinque sensi.

Un intenso coinvolgimento che lascia disorientati, praticamente ubriachi al primo assaggio.

Un po’ per la sua gradazione alcolica incredibile – che arriva quasi al 17%, come dice il suo stesso nome – e un po’ perché ha moltissimo da raccontare.

Un colore impenetrabile, un rosso granata purpureo e scurissimo.
Versato a 12-14°C permette di godere a lungo di tutti i suoi profumi prima che arrivi alla temperatura di assaggio che deve essere, almeno, di 16-17°C.
È curioso che abbia un profumo fruttato come fosse un vino giovane, ma anche definito e rotondo come fosse passato in barrique.
Profuma di prugna, amarena, ciliegia e mora e poi di altri piccoli frutti di bosco. Sembra di sentire anche della frutta matura cotta e delle spezie dolci, come la liquirizia, la cannella e i chiodi di garofano. E non mancano i penetranti profumi del thè e del cacao.

L’assaggio è solenne, bagna la lingua delicatamente e quando la bocca si chiude scivola ovunque aiutato, anche, dalla quantità di alcool che contiene. Tannico al punto giusto, e poi anche leggermente acido e minerale. Frutta cotta e confettura sono i sapori che restano sul palato e che tornano al naso.
E poi un gusto lungo, perfetto per un altrettanto lungo momento di silenzio e ascolto.

Abbinare Primitivo 17

Come i grandi vini, questo primitivo si abbina perfettamente con i sapori più complessi: risotti, tagliatelle di farro, verdure al forno, salvia, alloro, rosmarino, polenta e carni ben cotte.

CONDIVIDI
Previous articleProfumo, di eternità
Next articleCucinare con il vino
Per lavoro scrivo di organizzazione, di governance, di comunicazione. Ma più di tutto, amo scrivere di vino. Stregata da sempre dai suoi profumi e dalle sensazioni che trascina con sé, lo aspetto e lo ascolto, adoro studiare ogni sorso per ricordarlo e raccontarlo. Il vino per me è una specie di formula segreta: è misterioso e impenetrabile e, forse, non lo capirò mai… ma di certo non mi stancherò di cercarne la magia e la gioia in ogni calice.