Nudo

Un vino estremo

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Talmente sicuro di sé che si presenta nudo.
Un sublime esperimento alla ricerca del gusto naturale del vino.

Nudo nasce in Franciacorta

Si chiama Nudo, è un vino spumante fermentato in bottiglia che lascia un segno in chi lo assaggia.

La cantina che lo produce (La Fiòca di Nigoline di Corte Franca, in piena Franciacorta) lavora con pazienza e fidandosi della perfezione delle sue terre e della vigoria delle sue uve.

Il nome dell’azienda deriva dal dialetto bresciano “fiochèl” (falce) che è la particolare forma dei terreni della proprietà. Le vigne sono rivolte a sud, godono del pieno sole e di una vicinanza al lago di Iseo che rende mite l’aria e lo spirito.

Nudo nasce da una collaborazione della cantina con Riccardo Lagorio, lucido e autorevole cultore della storia e della tradizione enogastronomica del nostro paese.

Metodo classico ancestrale

Questo vino è il di una sublime tecnica di vinificazione, antica e raffinata, che non genera mai bottiglie uguali tra loro: ogni esemplare è irripetibile, reso unico dalle sue infinite minime differenze.

Merito della varianteancestrale” del metodo classico: si tratta di una versione più antica del metodo. Prevede meno lavorazioni al vino, nessuna aggiunta di zuccheri e solfiti e regala una maggiore complessità organolettica.

Dopo la soffice pressatura dell’uva e l’aggiunta di lieviti selezionati, inizia la fermentazione che, con un deciso abbassamento della temperatura, viene interrotta nel suo momento di maggior vigore; a questo punto si procede con l’imbottigliamento.

Man mano che il vino torna alla temperatura ambiente della cantina, la fermentazione riprende gradualmente e continua in bottiglia.

La quantità degli zuccheri ancora presenti nel mosto è perfetta e non occorre aggiungere nessun liqueur de tirage. Senza fretta, la fermentazione si completa e trascorsi almeno 30 mesi, Nudo è pronto.

La sboccatura elimina i residui della fermentazione dalla bottiglia che viene poi ricolmata con altro Nudo e tappata.

Al vino non sono aggiunti né solfiti né altre sostanze con azione antiossidante. Il processo di fermentazione alcolica in bottiglia genera comunque una minima quantità di anidride solforosa che protegge il vino in modo naturale.

Indicazioni per la degustazione

Nudo va servito freddo, tra gli 8° e i 10°C di temperatura, e degustato dopo pochi minuti che è nel bicchiere. Un calice a tulipano è l’abito più adatto a Nudo che non ha preclusioni: sa sedurre abbinato a qualsiasi piatto. Viene infatti classificato come brut nature (o dosaggio zero) perché il residuo di zuccheri al termine della fermentazione è inferiore al 3 mg/l.

È perfetto come aperitivo e poi con il formaggio, con il pesce e i crostacei, le carni bianche oppure con le verdure.

Meglio evitare l’abbinamento con i dolci: il suo ridottissimo contenuto di zucchero, infatti, renderebbe troppo contrastante l’impatto con la dolcezza del dessert e rischierebbe di non far apprezzare né l’uno né l’altro.

Il suo esclusivo profilo sensoriale

Nudo è di un colore giallo paglierino con delicati riflessi verdognoli e un finissimo, interminabile perlage.

Appena versato concede qualche prezioso istante di attesa per godere del suo originale profumo. Respirato ad occhi chiusi evoca il cedro, il limone e le erbe dell’orto: salvia, timo e rosmarino.

Più in profondità si avverte una nota che sembra resina di pino e poi un profumo di ginestra e di uva spina e infine il ribes, sia bianco che rosso.

In bocca dà sensazioni fresche, stuzzicanti e gioiose: è sapido e salino e una scia di agrumi raggiunge di nuovo il naso.

Ha un’acidità sorprendente, da acquolina in bocca: è lunga e persistente, resa ancora più golosa dalla bassa temperatura.

Un metodo classico fuori dall’ordinario, da regalare, da godere e da ricordare.

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Per lavoro scrivo di organizzazione, di governance, di comunicazione. Ma più di tutto, amo scrivere di vino. Stregata da sempre dai suoi profumi e dalle sensazioni che trascina con sé, lo aspetto e lo ascolto, adoro studiare ogni sorso per ricordarlo e raccontarlo. Il vino per me è una specie di formula segreta: è misterioso e impenetrabile e, forse, non lo capirò mai… ma di certo non mi stancherò di cercarne la magia e la gioia in ogni calice.