Japan Wine

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camel farm lemberger vineyardQuando l’imprenditore Nobuo Oda di “Overseas Inc.” incontrò Riccardo Cotarella, prese subito la decisione di fondare una nuova cantina nell’isola di Hokkaido, all’estremo nord del Giappone, mettendoci una bandierina italiana. E’ nata così nel 2014 la “Camel Farm” nel distretto di Yoichi, con tanta neve e termometro sempre sotto zero per buona parte dell’inverno. E naturalmente niente cammelli nei 16 ettari dell’azienda, con filari di Pinot Noir, Regent, Lemberger o Blaufraenkisch, Kerner, Chardonnay. I giapponesi preferiscono impiantare cultivar di origine tedesca, come Zweigeltrebe, o francese, perché sono convinti che si adattino meglio alle condizioni climatiche del  Giappone, con inverni rigidi ma secchi. Il Pinot Noir, vite difficile, va d’accordo con i terreni di origine vulcanica, che qui si trovano un po’ dappertutto. Il nome della cantina è derivato dalla prima azienda del gruppo, la “Camel Coffee”, che poi ha generato una catena di shop con il brand “Kaldi”, presenti dovunque e dove si trovano oltre ai vini di “Camel Farm” anche tanti altri vini e prodotti di qualità importati. La “Camel Farm” ha una produzione annuale di circa 150.000 bottiglie. Ha già collezionato  una buona serie di premi, con il suo “Kerner Sparkling 2017” al “London International Wine Challenge 2019” e al “Berliner Wine Trophy 2019”. Metà delle bottiglie prodotte da “Camel Farm” sono spumanti. Al “New York International Wine” dell’anno scorso è stata proprio scelta come “Cantina giapponese sparkling dell’anno”. Il sito web è anche in italiano camelfarm.co.jp. Forse però, accanto a belle foto del paesaggio, avrebbe anche bisogno di essere più curato per quanto riguarda la presentazione delle singole bottiglie, con schede precise, che qui non si vedono proprio.