Foire aux Vins, altrimenti detta FAV

Dalla Francia una nuova iniziativa commerciale

0
45

Settembre, tempo di vendemmia e tempo anche di…saldi. Si, di saldi sul vino: questo è proprio il termine esatto (quantunque un po’ svilente) per definire la Foire aux Vins. Letteralmente “la Fiera dei Vini”, è il momento dell’anno in cui tutti gli attori del mercato vinicolo partecipano a una grande operazione di “svendita” delle bottiglie degli anni passati. Gli sconti interessano prodotti di fascia media ma anche medio-alta: non è raro trovare Grand Cru e millesimi d’eccezione accanto ai vini di tutti i giorni. L’avvenimento è particolarmente intenso: i volantini fioriscono nelle cassette della posta a partire da agosto, le degustazioni cominciano addirittura nel mese di maggio per le prime recensioni che compaiono sulle riviste specializzate a ridosso della Fiera, i primi di Settembre. Uno dei periodici più influenti in terra d’Oltralpe, La celebre Revue du Vin de France, dedica un intero numero a uso e consumo dei lettori in cui poter trovare i consigli per gli acquisti, con tanto di schede dei vini recensiti e indicazione dei migliori affari. Saldi di fine stagione, dunque, ma d’élite!

I partecipanti

Incredibile ma vero, la prima Foire aux Vins è stata inaugurata ben 40 anni fa dall’odierno colosso Leclerc. L’iniziativa si è presto diffusa presso tutti gli altri attori della grande distribuzione: Carrefour, Auchan, Système U, Intermarché, Casino, Monoprix, nonché degli hard discount come Lidl o Leaderprice. Sono soprattutto queste grandi aziende che organizzano, qualche giorno prima dell’inizio della Fiera, delle serate di degustazione per permettere al cliente meno avvertito di degustare le bottiglie messe in vendita, prima di acquistarle. Anche le enoteche scendono in campo (tra le più famose Nicolas, Repaire de Bacchus e Lavinia) e si contraddistinguono in generale da un’offerta più originale e da una maggiore attenzione al cliente. Last but not least, i negozi online, che hanno conosciuto una crescita fortissima durante gli ultimi anni: Vinatis, Wine&Co, Chateaunet solo per citarne alcune.

La domanda sorge spontanea…

Perché in Italia non disponiamo di un’iniziativa analoga? In tanti si lamentano di questa carenza, additando come responsabile la grande distribuzione italiana poco incline ad investire sull’offerta di vini, che sembra poco curata e mal gestita. Pare che il vino sia considerato alla stregua di ogni altra derrata alimentare come categoria omogenea, e quindi affastellato negli scaffali senza nessun tipo di coerenza, per non parlare della consulenza che lascia a dir poco a desiderare. Bisogna riconoscere che per i cugini francesi il mercato del vino si è ampiamente democratizzato grazie proprio agli investimenti da parte della GDO. L’offerta è ampia e la scelta include etichette di medio e alto livello. Non è raro trovare circa 500 prodotti diversi in un supermercato, tra cui anche le cosiddette bottiglie couchées, poste in orizzontale, a segnalare l’estrema attenzione posta nei riguardi dei prodotti più costosi. Tuttavia, anche in terre francesi ci si lamenta della scarsità di informazioni, della mancanza di una strategia di marketing meglio organizzata e addirittura di un generale abbassamento di livello in occasione della Foire aux Vins, in cui sembrerebbe che l’offerta Grand cru stia diventando, con il passare degli anni, meno fornita. Opinioni discordanti dunque. Ma il nostro punto interrogativo rimane: perché in Italia non abbiamo i “saldi di fine stagione” sui “vini buoni”? Bere vino in Italia sembra avere ancora una certa aura aristocratica.

La Foire aux Vins presso i Negozi online

Le statistiche francesi parlano di un mercato online del vino in continua espansione: più 1 francese su 3 ha già acquistato del vino online. Tuttavia, solo il 6% lo fa regolarmente: il supermercato resta il luogo di vendita privilegiato dal 55% dei consumatori. La strategia che sembra essere messa in atto da parte dei rivenditori virtuali punta a coniugare l’esperienza del cavista alla democraticità dell’acquisto nella GDO. Grazie ai vantaggi del commercio online, il costo può spingersi in basso senza che la vastità e la qualità dell’offerta venga meno. Il cliente è naturalmente (e senza costi!) guidato nella sua esperienza di acquisto e puo avvalersi della consulenza di esperti sommelier. Una strategia a quanto pare vincente, visto che i numeri del commercio elettronico del vino sono costantemente in crescita.

Dunque, a meno che non abbiate già previsto una vacanza à la française, quale modo migliore per scoprire dal vivo questa Foire aux Vins se non navigare online sui siti? Vinatis si distingue per qualità, professionalità e convenienza.

Ecco il link: www.vinatis.it/fiera-del-vino.html

Buona degustazione!

CONDIVIDI
Previous articleVinitaly 2016
Next articleQuel “Diavolo” di un frate
Nata ad Ortona, un paesino sulla costa Adriatica, in Abruzzo. Classe 1986, adora scrivere da quando ha imparato a tenere la penna in mano. Si laurea in Lingua e Letteratura italiana e si specializza nell’insegnamento della lingua agli stranieri, che la fa approdare in Francia nel 2014. Appassionata di vino, in maniera semplice, preferisce la pratica della degustazione alla teoria dell’enologia, ma non disdegna la cultura scientifica. Dal 2016 è Web Content Manager presso un’azienda che vende vino francese e Champagne: la sua passione diventa così anche divulgazione del meraviglioso mondo della viticoltura d’oltralpe. Partecipa con piacere, ma senza pretese, ai corsi e alle degustazioni dei sommelier professionisti.