“Abissi”, uno spumante sommerso

Un mare di bollicine....

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“In questi giorni di festa sulle tavole italiane non sono di certo mancate le bollicine, dai prosecchi,  passando per i Trento DOC e arrivando fino ai blasonati Franciacorta..ma nel mio articolo voglio si parlare di bolle e ovviamente italiane ma  facendovi però scoprire un metodo classico un po’ particolare, sia per quanto riguarda la regione di appartenenza sia per quanto riguarda il luogo dove le bottiglie riposano..bene, ci troviamo in Liguria, e più precisamente nella Riviera Ligure di Levante. La mia curiosità mi ha spinto a degustare una bollicina prodotta per l’appunto con il metodo della rifermentazione in bottiglia, della cantina Bisson. Ho potuto parlare personalmente con il proprietario non che fautore di questo vino il Sig.  Pierluigi Lugano il quale mi ha detto che il tutto era cominciato come un gioco, come una scommessa, per vedere le reazioni delle fortunate persone che avessero bevuto il suo vino…ABISSI.
Un nome più che azzeccato che riassume tutto il grandissimo lavoro che vi è stato e vi tutt’ora per produrre questo grande ed entusiasmante metodo classico, e sapete perché si chiama così?  Per via del fatto che le bottiglie vengono messe a riposare durante la presa di spuma non in cantina o in grotta come normalmente accade ma a 60mt sotto il livello del mare con temperatura costante di 15C°, penombra costante e contropressione pressoché identica alla pressione interna sviluppatasi in bottiglia ( circa 7 atm), ed il luogo scelto é stato la riserva marina di “”cala degli Inglesi””, al largo del Monte di Portofino.
la bottiglia esternamente é completamente ricoperta da incrostazioni, merito direi del lungo periodo che trascorre nei fondali, ovvero minimo 18 mesi; nel bicchiere subito la vista viene catturata dal bel colore giallo paglierino carico, mentre il perlage fine e persistente mi fa già capire che i lieviti hanno lavorato molto bene, mi accingo ad annusare e subito vengo “”investito”” da profumi freschi come l’ananas e la mela, per poi concludere con un profumo che letteralmente ricorda il muschio; bene non rimane che concludere l’assaggio bevendo; in bocca troviamo tutte le caratteristiche di un dosage zero, ovvero un prodotto estremamente secco, piacevolissima la nota agrumata che si avverte sul finale, e gradevoli le bollicine che tengono sempre il palato pulito e pronto per un ulteriore sorso di questo vino “”abissale””.”

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Raffa Michelangelo, Classe 1982, oltre ad essere un eterno appassionato del vino ne è da anni ormai diventato anche un divulgatore. La sua idea è che un vino, prima di essere bevuto, vada anche conosciuto nella propria intimità, quasi “bevuto senza bere”. Sommelier AIS dal 2004, ha sempre lavorato a contatto con questo magnifico mondo che è l’enologia e la viticoltura. Da due anni ha aperto una enoteca e wine bar nel comune dove abita, Albenga: una piccola città in provincia di Savona in Liguria. Svolge anche consulenze per ristoranti sia per quanto concerne la stesura della carta dei vini sia per gli abbinamenti eno-gastronomici. E’ poi anche assaggiatore di formaggi ONAF.