La Disciplina Europea delle Denominazioni di Origine

La base normativa Europea per la disciplina delle denominazioni di origine nel settore vinicolo è attualmente costituita dal Regolamento del Consiglio n.479 del 29 Aprile 2008 (OCM, organizzazione comune del mercato), che al suo interno stabilisce la disciplina delle denominazioni di origine per il settore vitivinicolo, e recepito con il D.L. 61 del 08/04/2010, con il quale DOCG e DOC sono fatte ricadere sotto l'ombrello delle DOP come "menzioni tradizionali", e di fatto le IGT vengono fatte corrispondere alle IGP.

In Europa, la certificazione di qualità dei prodotti vitivinicoli si basa su due Regolamenti Comunitari: il Regolamento Nr. 822/87 che stabilisce le regole per la produzione ed il commercio vitivinicolo, ed il Regolamento 823/87 che riguarda le disposizioni atte a disciplinare la produzione dei vini VQPRD.

Il Regolamento CEE Nr. 2081/92, in seguito sostituito dal Regolamento CEE Nr. 510 del 2006 è invece relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d'origine dei prodotti agricoli ed alimentari. Esso prevedeva, tra l'altro, che le regole in vigore per il settore agroalimentare venissero estese anche al settore vitivinicolo, nel rispetto delle attuali normative. Questo è avvenuto con il  D.L. Nr.61 del 08/04/2010 che disciplina l'applicazione delle Normative Europee riguardanti la "Tutela delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche dei vini così come previsto dall'art.15 della Legge Nr.88 del 07/07/2009 "Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunita' europee" .

Il Regolamento Nr.823/87 stabiliva, tra le altre cose, le diciture comunitarie consentite per i vini, tra cui DOCG, DOC e IGT. Il Regolamento Nr. 2081/92 stabilisce, tra l'altro, le diciture comunitarie consentite per i prodotti agroalimentari, cioè DOP e IGP.  Lo scopo di questi marchi è quello di proteggere e tutelare i prodotti vitivinicoli e agroalimentari, e l'Italia è in prima fila dal momento che detiene a livello europeo il primato per il numero di denominazioni protette. Questo tipo di marchiatura non comporta la registrazione di un dato prodotto, ma obbliga il produttore che lo usa a sottostare ad un "Disciplinare" che ha forma di Decreto Legge e viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

Per quanto riguarda i prodotti agroalimentari, gli sviluppi più recenti hanno portato al Regolamento UE 1152/2012, che individua le tipologie (DOP e IGP) delle denominazioni agroalimentari e precisa le caratteristiche dei relativi disciplinari. Questo regolamento è stato recepito in Italia con il Decreto del 14 Ottobre 2013.

Il sistema così come introdotto dalla legislazione Europea è stato costruito sulla base di analoghi sistemi già in precedenza presenti in alcuni Stati Europei: In Italia le DOC esistono dal 1963, in Francia il sistema di AOC (Appellation d'origine contrôlée) esiste dal 1935, in Spagna esistono le DO (Denominación de Origen) e così via nei vari paesi. I regolamenti Europei citati sopra hanno armonizzato le diciture presenti nei vari Paesi, che pur mantendo la loro specificità trovano adesso precisa corrispondenza a livello Comunitario.

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